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Il mistero e l’immagine di Maria Maddalena. 200 opere la raccontano a Forlì

Renato Guttuso, Crocifissione, 1941, olio su tela, cm 198,5x198,5. Roma, Galleria, Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Renato Guttuso, Crocifissione, 1941, olio su tela, cm 198,5×198,5. Roma, Galleria, Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Oltre 200 capolavori – realizzati dai più grandi pittori della storia – compongono la mostra Maddalena. Il mistero e l’immagine. L’intento è quello di approfondire con approccio sistematico la figura di uno dei personaggi biblici più discussi. Ai Musei San Domenico di Forlì dal 27 marzo al 10 luglio.

La sua fortuna figurativa testimonia il grande ascendente esercitato sull’immaginario collettivo. E come in uno specchio, ogni epoca l’ha guardata, guardandosi; l’ha contemplata, cercando l’ideale di sé; l’ha ammirata, riconoscendovi la propria immagine; l’ha sorvegliata e spiata, temendo di scoprire i propri vizi dentro le proprie virtù.

 

Gianfranco Brunelli, responsabile della mostra

A lei l’arte, la letteratura, il cinema hanno dedicato centinaia di opere e di eventi. L’arte soprattutto, l’ha posta al centro della propria produzione, dando vita a capolavori che segnano, lungo la trama del tempo, l’arte stessa e i suoi sviluppi. Del resto è forse il mito femminile più antico della storia. Il più discusso, il più controverso, forse il più affascinante. Chi era davvero la Maddalena? E perché si è generata e sviluppata quella confusa, affascinante sequenza di rappresentazioni che hanno portato alla costruzione della sua sfaccettata identità?

Giovanni Gerolamo Savoldo, La Maddalena al sepolcro, 1533, olio su tela, cm 84x77,5. Firenze, Gallerie degli Uffizi, collezione Contini Bonaccossi
Giovanni Gerolamo Savoldo, La Maddalena al sepolcro, 1533, olio su tela, cm 84×77,5. Firenze, Gallerie degli Uffizi, collezione Contini Bonaccossi

Provano a rispondere i Musei San Domenico di Forlì, con la mostra Maddalena. Il mistero e l’immagine. Attraverso alcune delle più preziose e affascinanti opere d’arte a lei dedicate, l’esposizione forlivese – a cura di Cristina Acidini, Paola Refice, Fernando Mazzocca – intende indagare il mistero irrisolto di una donna che ancora inquieta e affascina. In particolare, sono 200 le opere, tra le più significative dal III sec. d.C. al Novecento, suddivise in 11 sezioni, in un percorso espositivo che ricomprende pittura, scultura, miniature, arazzi, argenti e opere grafiche e che si snoda attraverso i più grandi nomi di ogni epoca.

Un percorso che va dai precedenti iconografici di epoca classica pre-cristiana, centrati sull’estetica del dolore e la teatralità delle emozioni, lungo il Medioevo il Rinascimento e il Barocco, fino alle rappresentazioni ottocentesche e novecentesche nelle quali la figura di Maddalena diviene emblema della protesta e del dramma di un’epoca.

Tra i grandi maestri presenti in mostra, affascinati dalla figura della Maddalena, sono presenti Masaccio, Crivelli, Van der Weiden, Bellini, Perugino, Barocci, Savoldo, Mazzoni, Tiziano, Veronese, Tintoretto, Domenichino, Lanfranco, Mengs, Canova, Hayez, Delacroix, Böcklin, Previati, Rouault, Chagall, De Chirico, Guttuso, Melotti, Sutherland, Bill Viola.

Francesco Hayez, Santa Maria Maddalena penitente nel deserto, 1825, olio su tela, cm 125x102x4, Collezione Franco Maria Ricci, Labirinto della Masone, Fontanellato (Parma)
Francesco Hayez, Santa Maria Maddalena penitente nel deserto, 1825, olio su tela, cm 125x102x4, Collezione Franco Maria Ricci, Labirinto della Masone, Fontanellato (Parma)

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