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Un volume di Dadamaino guida l’asta di Meeting Art

Dadamaino nel suo studio_foto di Vittorio Pigazzini Dadamaino nel suo studio_foto di Vittorio Pigazzini
Dadamaino nel suo studio_foto di Vittorio Pigazzini
Dadamaino nel suo studio_foto di Vittorio Pigazzini

In arrivo l’asta 912 di Meeting Art a Vercelli. Tra i top lot un “Volume” di Dadamaino e una scultura di Arman

Dopo la chiusura pasquale, Meeting Art torna subito in pista con un catalogo di arte moderna e contemporanea, uno dei dipartimenti di punta della maison di Vercelli. Il 23 e il 24 aprile saranno dispersi, in due sessioni, 200 lotti che come sempre spaziano per tutto il Novecento nazionale e internazionale, con nomi di artisti emergenti accanto a titani dell’arte e con un relativo ampio ventaglio di prezzi: si va da opere presentate a offerta libera, fino agli highlight con stime a 5 cifre.

Come spesso accade nelle aste di Meeting Art, i lotti più preziosi sono posizionati a fine catalogo, in un crescendo di emozioni e capolavori. Spicca su tutti l’ultimo lotto, il 200, non a caso scelto anche come copertina del catalogo. Si tratta di un “Volume” di Dadamaino del 1958 stimato 72.000/80.000 euro (Base d’Asta € 35.000).

Lotto 200
DADAMAINO [Milano 02/10/1935 – Milano 04/2004]Volume, 1958
idropittura su tela operata 70×50 cm, firma, titolo e anno al retro sul telaio, opera registrata presso l’Archivio Dadamaino al n° 152/09 come da dichiarazione su foto.
Stima € 72.000/80.000 Base d’Asta € 35.000

Dadamaino, artista milanese che ha contribuito attivamente ai movimenti dell’avanguardia artistica meneghina degli anni Cinquanta-Sessanta con le sue ricerche, dopo un esordio figurativo nel mondo dell’arte, ben presto se ne distacca e fa del rifiuto della pratica pittorica, dell’assunzione del monocromo e dell’adozione della tela come oggetto la sua nuova ideologia. Frequenta il vitale Bar Giamaica, in zona Brera, dove incontra Piero Manzoni. Conosce l’arte di Lucio Fontana, senza il quale probabilmente  non avrebbe mai realizzato i Volumi. La giovane artista concepisce nuove opere in cui la tela, sottoposta ad uno o più pre prelievi, si presenta con larghi fori nella superficie. Nel 1959 aderisce ad Azimuth, gruppo sperimentale milanese costituto da Bonalumi, Castellani e Manzonibche mantiene stretti contatti con il Gruppo Zero in Germania, il Gruppo Nul in Olanda e il Gruppo Motus in Francia.

“Questi prelievi all’inizio interessano l’intera area del quadro e paiono di forma irregolare tali da mostrare il telaio di legno retrostante o il muro. Contemporaneamente i prelievi diventano di forma ovale o a cerchio e la tela può essere lasciata grezza o colorata in senso monocromo, perlopiù bianca o nera” spiegano dall’Archivio Dadamaino. È l’artista stessa a denominare queste opere Volumi perché “uno spazio oltre la tela, una inattesa profondità e la superficie del muro retrostante che interagisce con l’opera ne determina continue variazioni percettive anche in senso tridimensionale”.

L’esempio in asta da Meeting Art risale proprio al 1958, anno in cui inizia a realizzarli anche se non li mostrerà pubblicamente fino al 1960.

Tra gli altri top lot in catalogo, si segnalano il lotto 70, nella sessione di sabato 23, e il lotto 199 nella sessione di domenica 24. Il primo è una “Chitarra scomposta” di ARMAN, una tipica scultura dell’artista francese realizzata in bronzo con una chitarra divisa in più parti (esemplare 1/8) stimata  € 60.000/70.000 (Base d’Asta € 30.000). Il secondo è un “Senza titolo (Isole)” del 2004 di Riccardo Licata stimato 18.000/20.000 euro (Base d’Asta € 8.000).

Lotto 70
ARMAN [Nizza 17/11/1928 – New York 22/10/2005]Chitarra scomposta
scultura in bronzo con chitarra scomposta in legno 103x74x52 cm, esemplare 1/8, firma e tiratura in basso sul fronte, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.
Stima € 60.000/70.000 Base d’Asta € 30.000

Lotto 199
RICCARDO LICATA [Torino 20/12/1929 – Venezia 19/02/2014]Senza titolo (Isole), 2004
olio su tela 195×130 cm, firma in basso a destra, anno in basso a sinistra, timbro dello Studio d’Arte G.R. (Sacile-PN) ed etichetta Università degli Studi di Napoli Federico II, Comune di Napoli, Il Cigno Edizioni (Roma) al retro, già Fabiani Arte, opera registrata presso l’Archivio Generale delle Opere di Riccardo Licata a cura dello Studio G.R. (Sacile-(PN) come da certificato con foto allegato.
Bibliografia: “Riccardo Licata e le Stagioni dello Spazialismo a Venezia”, a cura di Giovanni Granzotto, Il Cigno GG Edizioni (Roma), Palazzo Venezia (Roma), 28 Gennaio – 15 Marzo 2009.
Stima € 18.000/20.000 Base d’Asta € 8.000

Tra gli altri lotti si segnalano, per gli amanti della performance art, una  stampa fotografica di Marina Abramović che appartiene alla serie di spettacoli ‘Dragon Heads’, eseguito più volte in varie località tra il 1990 e il 1994, con piccole variazioni. In tutte le versioni, la Abramović siede immobile con un serpente che striscia intorno al suo corpo. Secondo l’artista il punto di partenza di questo lavoro è stata questa osservazione: “I serpenti possono seguire l’energia del pianeta, ovunque li mettiate”. I serpenti dovevano seguire le linee di calore ed energia sulla testa e sul corpo della donna.
Per chi amasse questo genere, presente anche una fotografia in bianco e nero che immortala una performance di Hermann Nitsch (Vienna, 29 agosto 1938) artista austriaco considerato uno dei massimi esponenti dell’Azionismo viennese (Stima € 1.500/2.000. Base d’Asta € 500).

Lotto 175
MARINA ABRAMOVIC [Belgrade (Yugoslavia) 1946]Dragon Head, 1991
stampa fotografica su carta kodak 50×66 cm, esemplare 12/25, firma, titolo e tiratura in basso.
Provenienza: Galleria Art Dumay di Eindhoven.
Stima € 2.000/3.000 Base d’Asta € 1.000
Lotto 24
HERMANN NITSCH [Vienna 1938]Orgien und mistherien theater, 1975
fotografia in bianco e nero 50×65 cm, timbro dell’Archivio Francesco Conz (Verona) al retro.
Stima € 1.500/2.000 Base d’Asta € 500

Non rimarrà deluso anche chi guarda al super contemporaneo mondo della street art con il lavoro degli italianissimi TVBoy e Ozmo. Il primo in catalogo con il controverso bacio tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, protagonisti di un murales apparso nei dintorni del parlamento a Roma (e subito e rimosso dalle autorità) che, nel 2018, era diventato una sorta di simbolo del governo giallo-verde che i due leader stavano mettendo in piedi. L’opera, intitolata “Amor populi (grey)” è una tecnica mista, spray e acrilico su tela ed è offerta a una stima di 2.000/3.000 euro (Base d’Asta € 1.000). Ozmo invece, nome legato alla scena storica della street art in Italia, è in catalogo con un lavoro del 2005, “Le tentazioni di Sant’Antonio”, un pennarello su pvc 200×150 cm. Quota 3-4 mila euro.

Lotto 81
TV BOY [Palermo 16/07/1980]Amor populi (grey), 2018
tecnica mista, spray e acrilico su tela 73×50 cm, firma e anno in basso a destra, firma e timbro dell’artista, anno e numero di archivio al retro, certificato d’autenticità dell’artista allegato (con anno 2020 e dimensioni 70×50 cm).
Stima € 2.000/3.000 Base d’Asta € 1.000
Lotto 124
OZMO [Pontedera 1975]Le tentazioni di Sant’Antonio, 2005
pennarello su pvc 200×150 cm, firma, titolo e anno al retro, dichiarazione di autenticità dell’artista (e di Abbominevole) ed etichetta della Galleria Astuni, Fano (PU) su foto, opera priva di cornice.
Bibliografia: “Milano: Guida Alternativa, Ozmo + Abbominevole”, Galleria Enrico Astuni, Postmedia Books, Milano
Stima € 3.000/4.000 Base d’Asta € 1.500
 

ASTA 912 
OPERE DELL’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

23 e 24 Aprile 2022

Prima Sessione:
Sabato 23 Aprile 2022 dalle ore 14:30

Seconda Sessione:
Domenica 24 Aprile 2022 dalle ore 14:30

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