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Parlare di lavoro, oggi. I meriti del Padiglione Italia di Tosatti

Il Padiglione Italia 2022 di Gian Maria Tosatti Il Padiglione Italia 2022 di Gian Maria Tosatti
Il Padiglione Italia 2022 di Gian Maria Tosatti
Il Padiglione Italia 2022 di Gian Maria Tosatti

L’Accademia di Brera promuove due incontri nella sezione Biennale Sessions. Uno su “arte e didattica dell’arte”, l’altro con Gian Maria Tosatti

Da una parte il diffuso desiderio di tornare a incontrarci. Dall’altra la fame d’arte che la pandemia ha suscitato, limitando per tanto tempo occasioni espositive importanti. Fatto sta che questa edizione della Biennale ha visto un afflusso di addetti ai lavori e di pubblico senza precedenti. L’Accademia di Brera si è inserita in questo contesto generalizzato di “rinnovamento”, promuovendo due incontri nella sezione Biennale Sessions. Uno il 23 aprile con Paola Gaggiotti, Maria Rosa Sossai e Camilla Seibezzi, su “arte e didattica dell’arte”, l’altro il 24 aprile con Gian Maria Tosatti.

 

L’Accademia di Brera a Biennale Sessions
L’Accademia di Brera a Biennale Sessions

Nel primo appuntamento, i molteplici temi legati alla relazione tra arte e didattica dell’arte sono stati declinati con sfumature differenti. Da un lato la necessità di costruire una relazione sempre più orizzontale e collaborativa tra docenti e discenti. Dall’altro lato decolonizzare, in un certo senso, i luoghi comuni legati ai ruoli nelle dinamiche della trasmissione dei saperi, anche nella prospettiva di genere. Inoltre si è riflettuto molto sul ruolo democratico che la scuola di principio deve materializzare per non divenire luogo di ammaestramento e conformismo ubbidiente al neoliberismo ma restare cuore pulsante della società.

Altro argomento significativo ha riguardato le relazioni di prezzo e valore della professione del docente, spesso purtroppo squalificata dal precariato diffuso e da salari da fame. Ne è sorto un vivace dibattito al quale hanno partecipato gli studenti, tra i quali Agnese Galiotto, altri ospiti del pubblico come Giorgio Davos e Matteo Binci. Arricchito da interventi di Raffaella Pulejo, Cecilia Guida, Donata Lazzarini, Rosanna Guida, Alberto Gianfreda, Nicoletta Braga. Sia ricordando la tradizionale attenzione che Brera ha sviluppato nel corso degli anni sulla relazione arte e didattica dell’arte, sia coniugando questi temi con alcune opere in mostra nei padiglioni. Dei quali molti hanno espresso una necessaria rivendicazione femminile, femminista e decoloniale.

 

L’Accademia di Brera a Biennale Sessions
L’Accademia di Brera a Biennale Sessions

Il tema del lavoro

Il tema del lavoro è stato l’oggetto principale della successiva conversazione con Gian Maria Tosatti, che ha dialogato a tutto campo con la platea. E accompagnato successivamente alla visita al padiglione italiano. La cosa che è emersa è che la “ricostruzione” di una fabbrica obsoleta come obsolete sono tantissime realtà produttive del nostro Paese (prova ne sono gli innumerevoli morti sul lavoro), sia stata realizzata all’interno della più antica fabbrica veneziana ovvero l’Arsenale, luogo di produzione per secoli e secoli. Non è tautologia ma una posizione politica. Oggi noi diciamo Arsenale, e pensiamo alle esposizioni. Ma dovremmo non perdere mai di vista che quello è stato luogo di lavoro, produzione, costruzione di scambi e ricchezza per la Serenissima.

Il percorso labirintico nell’allestimento di Tosatti porta ad un’esperienza immersiva dicotomica. Da un lato c’è chi, non conoscendo le fabbrichette italiane, percepisce nell’opera una sorta di nostalgia per gli anni ‘60 del Novecento. Fraintendendo la rabbia che Tosatti esprime, il rimpianto di fronte a un mondo produttivo che è rimasto spesso in condizioni primitive, il buco nero di una società poco evoluta.

 

Gian Maria Tosatti a Biennale Sessions
Gian Maria Tosatti a Biennale Sessions

C’è chi invece legge la struttura fordista della produzione che ancora oggi esiste e resiste, alla faccia della transizione ecologica. Appare un fatto straordinario parlare di lavoro al giorno d’oggi. Di lavoro si parlava fino agli anni ‘80 nei luoghi di studio e di cultura si parlava fino agli anni ‘80 nei luoghi di lavoro. Oggi, nonostante tutto quello che mangiamo, usiamo e consumiamo sia prodotto dal sudore, dalla fatica, dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, di lavoro non si parla più, tranne che in queste preziose occasioni. E questo è il valore assoluto del padiglione italiano di Tosatti, al di la di ogni altra considerazione estetica.

https://www.labiennale.org/it/arte/2022/biennale-sessions

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