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Umano, non umano. I paesaggi liminali della crisi globale nell’itinerario fotografico di Manuel Cicchetti

Manuel Cicchetti, LAMEZIA TERME (CZ) (2021), Cattedrale di San Benedetto, dettaglio, 30 x 30 cm © Manuel Cicchetti

 

       Manuel Cicchetti, LAMEZIA TERME (CZ) (2021), Cattedrale di San Benedetto, dettaglio, 30 x 30 cm © Manuel Cicchetti

Dal 27 ottobre 2022 al 21 gennaio 2023, STILL Fotografia a Milano ospita Tempo Intermedio, esposizione che restituisce il progetto fotografico di Manuel Cicchetti attraverso una selezione di settanta lavori scattati nell’arco di quattro anni.

Curata da Denis Curti, Tempo intermedio è la restituzione espositiva di un progetto che ha origine nel 2018, quattro anni di lavoro, durante i quali Manuel Cicchetti ha percorso un itinerario lungo l’intera penisola italiana, ricostruendo una personale geografia del paese, segnato dalle innumerevoli sfide della crisi globale. Questo viaggio, le cui tappe obbligate rappresentano zone liminali, varchi visivi talvolta estranianti per l’occhio dello stesso autore, si inserisce nella volontà documentaristica di restituire una realtà concreta nella sua persistenza. Fabbriche, centri commerciali e i più diversi interventi invasivi operati dall’uomo sul paesaggio, un tempo assurti a simboli di progresso, sono spesso caduti in disuso nell’arco di pochi anni, un tempo piccolo nel quale le stratificazioni artificiali hanno ridisegnato in maniera spesso allarmante gli spazi naturali. Oltre ai connotati di vero e proprio reportage, Tempo Intermedio, nella sua narrazione coerente e estremamente lineare, lascia trasparire nel calibrato bianco e nero dei suoi scatti, il personale sentimento autoriale di Cicchetti, che nella sospensione atemporale dell’immagine trova la sintesi di un sussurrato lirismo.

“Tempo intermediospiega Manuel Cicchettiè un progetto che nasce dalla consapevolezza che siamo all’inizio di un percorso che cambierà l’ambiente, l’energia, la società, il lavoro e molto altro. Un cammino che, per la prima volta, non abbiamo deciso in autonomia ma che ci viene imposto dalla natura, della quale ci siamo collettivamente dimenticati di far parte. Possiamo, attraverso un viaggio a ritroso nel tempo – prosegue Manuel Cicchetti –, osservare i segni che abbiamo lasciato sul territorio e riconoscerne le singole fasi evolutive. Il progresso economico e sociale ha fuso e stratificato con frequenza sempre più ravvicinata elementi architettonici e tessuto paesaggistico, entrambi segnati da mutamenti radicali della società. Tempo intermedio è quel periodo racchiuso tra le trasformazioni che si sono susseguite”.

                   Manuel Cicchetti, TRECATE (NO) (2020) Stratificazioni, 100 x 100 cm © Manuel Cicchetti

I settanta lavori di cui si compone l’esposizione si susseguono negli ambienti di STILL Fotografia accompagnando lo spettatore in un percorso che sembra suggerire il cambiamento come unico esito possibile. Immagini archetipiche che nelle architetture immortalate, in cui la presenza umana sembra consapevolmente negata, celano al contrario tutto il portato dell’azione dell’uomo, la cui presenza-assenza riformula interrogativi circa un paesaggio emotivamente instabile, nonostante il suo apparente rigore metafisico. Le istanze veicolate da Tempo Intermedio fanno riferimento all’evoluzione che oggi interessa la fotografia urbanistica, emancipata dall’esclusivo rigore formale, al quale si sovrappone l’idea di medium narrativo capace di sedimentare nella memoria visiva passato e presente: quel “tempo intermedio” che per Cicchetti costituisce il periodo sospeso tra la definizione del futuro e un passato che continua a segnare le vite umane.

Attraverso un linguaggio icastico, che fa del sapiente uso del bianco e nero l’espressione privilegiata della sospensione, le fotografie di Cicchetti guidano lo spettatore verso un’intima presa di coscienza, costringendolo a mettere in discussione la propria presenza nello spazio che abita. Tempo Intermedio mette in scena la geografia di un presente costellato da rovine impossibilitate ad esprimere una memoria storica, poichè già nate come tali, rappresentano intenzioni potenziali e troppo spesso l’impossibilità alla realizzazione: una condizione che osmoticamente si riflette sull’umano, inteso come essere agente e al contempo passivo spettatore della propria disfatta. I paesaggi urbani immortalati da Cicchetti si caricano così di un’ulteriore valore simbolico, monumenti fatiscenti che nella propria sacralità ancestrale assumono i connotati di vere e proprie reliquie della contemporaneità.

         Manuel Cicchetti, PORTO EMPEDOCLE (AG) (2021), Lido Marinella, 30 x 30 cm © Manuel Cicchetti

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