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Cercare il “sangue manzoniano”. Il filo rosso che unisce Piero Manzoni agli artisti di oggi

David Reimondo
Certificazione etimografica, 2023

tavolino portatile in legno con timbri, 
80 x 40 x 10 cm (dettaglio) © David Reimondo

“Relazioni (im)possibili. Il fil rouge da Piero Manzoni a oggi” è la mostra a cura di Demis Martinelli e Rosalia Pasqualino di Marineo che dal 25 giugno al 1 ottobre 2023 si tiene al Museo della Stampa a Soncino (CR)

Soncino è nota per le sue radici amare, ma anche perché lì, esattamente 90 anni fa, nel 1933, nasceva Piero Manzoni. A 60 anni dalla sua morte, avvenuta nel 1963, una mostra al Museo della Stampa, organizzata dalla Fondazione Piero Manzoni di Milano e la Pro loco APS di Soncino, riporta le opere dell’artista nel suo paese natale. Il progetto è nato dal desiderio di indagare le relazioni.

La prima relazione è quella tra Piero Manzoni e alcuni artisti delle generazioni più recenti, invitati a esporre assieme a lui: Sergio Breviario, Dario Buccino, Gianni Caravaggio, Nicolò Cecchella, Barbara Colombo, Massimo De Caria, Carlo Dell’Acqua, Paola Di Bello, Andrea Francolino, Carlo e Fabio Ingrassia, Giovanni Morbin, Liliana Moro, Cesare Pietroiusti, David Reimondo, Fabio Roncato e Skygolpe.

Piero Manzoni mentre firma una Scultura vivente durante le riprese per il Filmgiornale SEDI, Milano, 13 gennaio 1961
© Fondazione Piero Manzoni, Milano

Cercare di scoprire l’eredità di uno dei capisaldi dell’arte italiana non è sempre facile né evidente. Chi fa arte oggi certo conosce Manzoni e il suo lavoro, ma non sempre in modo esaustivo: anche perché è entrato profondamente nel DNA di questi artisti, così da non essere più giustamente riconoscibile e riconosciuto. Dunque, quello che abbiamo cercato è proprio questo “sangue manzoniano” che potrebbe scorrere in ciascuno dei sedici invitati.

Per alcuni di loro l’artista nato a Soncino è stato in qualche modo parte della propria biografia: una giovanissima Liliana Moro rimane folgorata dalla piccola foto di un Achrome, panini e caolino, che le fa intuire la libertà dell’odierno fare arte; Cesare Pietroiusti nel 1981 si trova a trasportare per una mostra diverse opere di Manzoni da Milano a Roma, nel bagagliaio della sua Fiat 128 verde pisello; Sergio Breviario dichiara che ha deciso di fare l’artista perché voleva essere bellissimo, come Piero Manzoni…

Sergio Breviario
90% Piero, 2023

bicicletta da donna Bianchi, 
due disegni, uova sode
55 x 34 x 25 cm
 (struttura) – 32 x 23 cm ciascuno (disegni
) © Sergio Breviario

Comunque sia, il viaggio per arrivare alla realizzazione di questo progetto è stato lungo e non banalissimo. La ricerca, profondamente condivisa con gli artisti invitati, nel tentativo di trovare l’opera di ognuno di loro che potesse essere messa in relazione con una di Manzoni, ha comportato incontri e scambi, in cui non è stato proprio netto il ruolo dei curatori, poiché la scelta è emersa dalla relazione con l’artista. Sapere come pensa e vede Manzoni chi fa il suo stesso mestiere è oltremodo stimolante. Il risultato ha portato a una rosa di opere molto diverse tra loro, per tecnica e significato, di cui circa una metà sono state create apposta per questa occasione; testimonianza quindi della varietà di strade che Manzoni ha in qualche modo percorso e precorso.

Piero Manzoni
8 Tavole di accertamento, 1962
fotolitografia su carta, 50 × 35 cm
Edizioni Vanni Scheiwiller, Milano
© Fondazione Piero Manzoni, Milano / Foto Agostino Osio

Relazioni (im)possibili. Il fil rouge da Piero Manzoni a oggi
25 giugno – 1 ottobre 2023
A cura di Demis Martinelli e Rosalia Pasqualino di Marineo

Inaugurazione: sabato 24 giugno, ore 17.30
Con le performance di Dario Buccino, Giovanni Morbin e David Reimondo

MUSEO DELLA STAMPA
Centro Studi Stampatori Ebrei Via Lanfranco, 6/8
Soncino (CR)

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