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Un Guercino ritrovato passato in asta per 590 mila euro, è ora in mostra da Moretti Fine Art a una stima di 2 milioni

Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, Mosè (1618–19 ca.). Foto © Moretti Fine Art.

Nell’autunno del 2022 un dipinto attribuito a Guercino raffigurante Mosè era stato venduto a 590 mila euro superando di gran lunga la stima di 5-6 mila euro all’asta da Chayette and Cheval a Parigi. A quasi un anno di distanza, dopo un accurato restauro e un lavoro di ricerca, viene esposto nella nuova sede parigina di Moretti Fine Art (che inaugura il 14 settembre) a una cifra ben diversa, 2 milioni di euro, e con una attribuzione certa

Si tratta di un ritratto di Mosè, rappresentato in una posa drammatica con i palmi e lo sguardo rivolti verso l’alto. Inizialmente era stato attribuito a un anonimo seguace di Guido Reni, appartenente alla scuola bolognese del XVII secolo. Ma già nelle note del catalogo si citava come possibile autore dell’opera anche il pittore barocco italiano Francesco Barbieri, più comunemente noto Guercino. L’ipotesi deriva in particolare dal fatto che una copia del Mosè è attribuita a un allievo del Guercino, Benedetto Zalone. Inoltre il dipinto presenta delle significative analogie con un’altra opere del Guercino, Testa di un vecchio, conservata all’Ashmolean Museum di Oxford. E una sorprendente somiglianza si nota con la figura maschile anziana dell’Elia nutrito dai corvi del Guercino (1620) alla National Gallery di Londra.

Dunque è probabilmente su questi elementi che l’anonimo acquirente (che poi si è scoperto essere Fabrizio Moretti) ha poggiato la sua scelta, scommettendo sul fatto che in ultima istanza la casa d’asta abbia sottovalutato l’opera e sbagliato l’attribuzione.

Il record di Guercino in asta è di 7.86 milioni di dollari, registrato da Christie’s a Londra nel 2010 con il dipinto a olio Re Davide. Un altro suo dipinto, appartenente alla collezione dell’attore dei Soprano Federico Castelluccio, è stato valutato 10 milioni di dollari.

«Abbiamo scommesso un po’, perché quando si compra un quadro sporco si corre sempre un rischio. Ma non abbiamo mai messo in dubbio l’attribuzione – ha dichiarato Fabrizio Moretti ad Artnet News -Da 100 metri si vede che si tratta di un Guercino giovanile, che rappresenta il momento più bello della carriera dell’artista. I nostri occhi sono la nostra conoscenza». Moretti ha fornito ulteriori informazioni sull’attribuzione al l The Art Newpaper: « Sulla qualità non ci sono dubbi. L’attribuzione è stata sostenuta da Keith Christiansen [ex presidente della sezione dipinti europei al Metropolitan Museum of Art di New York] e Letizia Treves [ex curatrice di dipinti italiani e spagnoli, National Gallery, Londra]».

Nuove ricerche suggeriscono che l’opera sia stata prodotta intorno al 1618 o ’19, quando Guercino aveva circa vent’anni e viveva ancora a Cento, non lontano da Bologna.

È stato possibile solo tracciare la storia antica della tela. La prima notizia, del 1624, lo cita come parte della collezione del cardinale Alessandro d’Este, mecenate del Guercino, e dopo la sua morte entrò nelle collezioni ducali estensi di Modena. Fu portato in Francia sotto il dominio napoleonico, dopo di che dell’opera si è persa ogni traccia, pur rimanendo conosciuta attraverso le copie.

L’originale ritrovato sarà esposto alla Moretti Fine Art di Parigi come protagonista di una mostra personale che inaugura il 14 settembre nel nuovo spazio in 1 Place du Louvre. Moretti Fine Art ha già gallerie a Londra e Monaco.

morettigallery.com

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