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Una meditazione sull’amore e sulla perdita. ‘Figure in Movement’ di Francis Bacon all’asta per 50 milioni da Christie’s

FRANCIS BACON (1909-1992) Figure in Movement oil and dye transfer lettering on canvas Executed in 1976. Estimate on request © Christie’s Images Limited 2023

Mentre le aste di Londra della Frieze Week sono sempre più imminenti, proseguono anche gli annunci dei capolavori che animeranno il novembre newyorkese. Da Christie’s svelano “Figure in Movement” di Francis Bacon, uno dei top lot delle 20th Century Evening Sale del 9 novembre 2023 che quota 50 milioni di dollari

Tra le grandi icone dell’opera di Francis Bacon, Figure in Movement è una straordinaria meditazione sull’amore, la perdita e la transitorietà della condizione umana. Dipinto nel 1976, si colloca all’interno del gruppo di avori che seguirono la tragica morte del suo amante (e musa) George Dyer nel 1971. In “Figure in Movement”, Bacon dice addio al suo amore. Mai visto prima all’asta, il dipinto è rimasto nella collezione della stessa famiglia per quasi mezzo secolo. Ora arriva in asta con stima “a richiesta” che sembra si aggiri intorno ai 50 milioni di dollari.

Il volto della figura fonde le sembianze di Dyer con accenni a quelle di Bacon. Con il suo sfondo scuro, l’opera ricorda i celebri “trittici neri” che Bacon produsse subito dopo la morte di Dyer. L’opera è allo stesso tempo un addio all’amore perduto e un riconoscimento dell’innegabile potere della memoria vivente.

«Figure in Movement cattura in modo unico il tumulto emotivo che Francis Bacon stava vivendo negli anni critici successivi alla morte di George Dyer – racconta Alex Rotter (Chairman of 20th and 21st Century Art at Christie’s) – Il dipinto irradia profondo dolore, passione e sensualità. La capacità di Bacon di catturare la crudezza della condizione umana non aveva eguali e Figure in Movement ne è un esempio singolare. Rappresenta Bacon nella sua massima espressione ed è un capolavoro inequivocabile della pittura del XX secolo».

Martin Harrison, curatore del catalogo ragionato di Francis Bacon, definì l’opera “una delle immagini per eccellenza dell’entropia di Bacon, un capolavoro di disordine e inquietudine dai colori audaci”. Lo stimato critico David Sylvester ha affermato: “delle singole grandi tele dipinte nel [1970-1976] l’opera presente sembra essere la più grande. Un ulteriore monumento… alla tragica caduta di George Dyer, è un dipinto in cui tutta una serie di espedienti baconiani sono riuniti con una maestria avvincente”.

Bacon colloca spesso i personaggi delle sue tele all’interno di costruzioni illusionistiche, un espediente  volto a mettere meglio a fuoco le figure stesse che rende, secondo l’artista Louise Bourgeois, i quadri del pittore irlandese «estremamente scultorei». In Figure in Movement la figura umana al centro di una sorta di palcoscenico, ben definito dalle linee bianche  giace imprigionata e reclusa nelle costrizioni interiori, nel dolore fisico e in quello psichico, una figura antropomorfa e sfigurata.

Poco dopo la sua creazione, Figure in Movement è stata svelata insieme ai trittici neri nella mostra personale di Bacon al Musée Cantini di Marsiglia. La mostra segna la sua prima mostra museale francese fuori Parigi con dipinti realizzati dal 1969 al 1976. Straordinaria anche la storia espositiva che comprende retrospettive storiche alla Tate Gallery di Londra, al Museo Correr di Venezia e al Centre Georges Pompidou di Parigi. Più recentemente, è stata inclusa nella mostra “Bacon – Giacometti” della Fondazione Beyeler nel 2018.

www.christies.com

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