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Da Gay Era alle Forme di Gagosian: le 5 mostre e gallerie da non perdere a Miami secondo Art Basel

Left: Giorgio Celin, Rainy Night in BK (That Old Sweet Song), 2023. Courtesy of the artist and Spinello Projects. Right: Barnaby Whitfield, Ocala National, 2023. Courtesy of the artist and Spinello Projects. Left: Giorgio Celin, Rainy Night in BK (That Old Sweet Song), 2023. Courtesy of the artist and Spinello Projects. Right: Barnaby Whitfield, Ocala National, 2023. Courtesy of the artist and Spinello Projects.
Left: Giorgio Celin, Rainy Night in BK (That Old Sweet Song), 2023. Courtesy of the artist and Spinello Projects. Right: Barnaby Whitfield, Ocala National, 2023. Courtesy of the artist and Spinello Projects.
Left: Giorgio Celin, Rainy Night in BK (That Old Sweet Song), 2023. Courtesy of the artist and Spinello Projects. Right: Barnaby Whitfield, Ocala National, 2023. Courtesy of the artist and Spinello Projects.

Ecco gli highlights di Laurie Rojas per artbasel.com. 

Enrique Martínez Celaya
‘White: A Telling Shroud, Recent Paintings 2019–2023’
Fredric Snitzer Gallery , Miami
3 dicembre 2023 – 20 gennaio 2024

L’artista cubano Enrique Martínez Celaya porta il suo background diversificato in fisica, poesia e discipline umanistiche al suo dipinti, infondendo loro una sensibilità profonda, profondamente poetica – quasi esistenzialista. Le sue opere degli ultimi 5 anni, esposte in questa mostra, sono enigmatiche e fondono meditazioni filosofiche con esperienze visive che esplorano le intersezioni tra tecnologia, natura e condizione umana. In The sparrow (2020), ad esempio, Martínez Celaya presenta l’immagine inquietante di un ragazzino che fluttua in una vasta distesa, fondendo ambiguamente un cielo stellato e un’acqua scura. Sopra il ragazzo, Martínez Celaya ha scritto il testo poetico: “gli piace parlare e ho tempo”. Reso in una tavolozza monocromatica di nero, bianco e grigio, l’opera emana una qualità onirica ed eterea, stimolando la contemplazione sui confini fluidi tra realtà e immaginazione e sulla transitorietà dell’esperienza umana.

Su Su
‘Impressions’
David Castillo , Miami
5 dicembre 2023 – 27 gennaio 2024

‘Impressions’, una mostra personale dell’artista Su Su, nata a Pechino e residente a New York, presenta una serie di lavori su seta tanto tecnicamente innovativi quanto esteticamente ricchi. Per creare le opere, l’artista inietta meticolosamente la pittura ad olio in fasce di seta utilizzando un ago. Questa tecnica, creata da Su Su, sfida e ridefinisce gli approcci tradizionali alla pittura a olio producendo allo stesso tempo un effetto riccamente strutturato e visivamente accattivante. Il viaggio di Su Su da Pechino a Brooklyn ha influenzato profondamente la sua pratica, portandola a una fusione delle sensibilità estetiche orientali e occidentali; i suoi colori vibranti e le forme distorte riflettono una certa ambivalenza riguardo al suo posto nel mondo, che è informato sia dalla sua eredità cinese che dalle sue esperienze negli Stati Uniti.

Su Su, Sun Flower, 2023. Courtesy of the artist.

‘Gay Era’
Spinello Projects , Miami
4 dicembre 2023 – 13 gennaio 2024

Concentrandosi sui momenti di gioia, lotta e resilienza Queer, Spinello Projects presenta “Gay Era”, un progetto che comprende cinque mostre personali in tre luoghi e mostra come gli artisti Queer contemporanei stanno rimodellando i confini della pittura figurativa. In “My Bones To Blossom”, Barnaby Whitfield fonde i concetti di permacultura con le narrazioni Queer, creando una visione in cui Queerness e natura esistono in paesaggi armoniosi e allegorici. I dipinti di ‘Ti ricordi?’ di Giorgio Celin – Feeling, Queerness, Exile’ intrecciano storie personali e collettive, approfondendo le complessità dell’identità e l’esperienza dello spostamento dalla prospettiva di un migrante Queer. In “Jardín del Deseo”, le narrazioni intrecciate di Juan Arango Palacios reinventano la forma maschile, fondendo un morbido erotismo con un’audace vulnerabilità e contemporaneamente sfidando le norme sociali creando al contempo un fantastico rifugio di sicurezza e libertà. Infine, “Alle de Lágrimas / Valle delle lacrime”, dedicata al defunto Adolfo Rene Sanchez, mette in mostra un’accattivante serie di tele vibranti. Ispirate alle fotonovelas messicane degli anni ’70 , le opere sono una meditazione sulla transitorietà e la resistenza, rendendo omaggio alla resilienza queer.

‘Forme’
Gagosian e Jeffrey Deitch
35 Northeast 40th Street, Miami
5–10 dicembre 2023

Per l’ottavo anno, Gagosian e Jeffrey Deitch ospitano insieme un’ampia mostra pop-up durante Art Basel Miami Beach. Intitolata “Forms”, la mostra di quest’anno esplora il terreno fertile tra astrazione e figurazione, esplorando come gli oggetti agiscono come proxy della realtà umana. Tra le opere degne di nota, il dipinto Foam (2023) di Tauba Auerbach cattura l’essenza delle bolle d’aria in acrilico, a cavallo del confine tra realismo e astrazione. Soul Arch Fixed (2021) di Nari Ward trasforma una tavola da surf in un moderno crocifisso, giustapponendo l’attività fisica all’apoteosi spirituale e suggerendo una profonda connessione tra i due regni. Nel frattempo, la serie “Ömega Man” (2023) di Albert Oehlen e THIS WAY (2021) di Theaster Gates esplorano entrambe le forme e le attività umane, con Oehlen che attinge da ispirazioni fantascientifiche distopiche e Gates che utilizza materiali recuperati per riecheggiare la presenza umana.

Andrew Brischler
‘Self Portraits’
Gavlak , Palm Beach
fino al 17 dicembre 2023

Andrew Brischler fa un salto coraggioso dal suo territorio familiare di astrazione geometrica a un regno in cui la forma umana e il fascino cinematografico si intrecciano. I nuovi lavori in mostra in “Self Portraits” offrono un quadro di intima esplorazione di sé, in cui le iconiche eroine del cinema diventano specchi dell’identità queer di Brischler. Con titoli come Self Portrait (as Ripley) , Self Portrait (as Elvira) e Self Portrait (as Leeloo ) (tutte opere del 2023), i dipinti intrecciano elementi della personalità dell’artista insieme ai personaggi titolari. Per creare le opere, Brischler fonde ossessione e riverenza, rivedendo scrupolosamente i film per infondere a ogni personaggio la sua essenza. Questo processo, quello che lui chiama “devozione”, si traduce in una resa meticolosa di ogni dettaglio, dallo sguardo colto in un momento di determinazione al gioco sfumato di luce. Scavando nelle profondità dell’identità queer, nella sua intricata connessione con la forza femminile e nell’influenza dei media nel plasmare la percezione di sé, gli “Autoritratti” di Brischler sono più che semplici feste visive; sono affermazioni sulla fluidità dell’identità.

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