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L’anno del decennale del MUSE si chiude con 440.500 presenze

ph: MUSE – Museo delle Scienze di Trento

L’anno del decennale del MUSE – Museo delle Scienze di Trento, festeggiato lo scorso 22 luglio, si chiude con 440.500 presenze. In 10 anni hanno varcato le porte del museo più di 4 milioni e mezzo di persone, consacrandolo tra i primi 15 musei italiani più visitati in assoluto e primo tra i musei scientifici

A sottolineare il successo che il MUSE può riconoscersi, a 10 anni dall’inaugurazione, il Presidente Stefano Zecchi evidenzia il nuovo percorso culturale di dialogo interdisciplinare tra l’approccio scientifico e la dimensione umanistica intrapreso dal museo. Una novità nel panorama museale internazionale quanto mai necessaria per affrontare le grandi sfide della nostra contemporaneità. Per uno sviluppo sostenibile non solo ambientale ma anche umano, sociale, educativo.

“Lo stesso spazio espositivo del museo è particolare e, grazie al suo design, offre fin da subito una dimensione fisica di grande attrattività e confidenza – spiega il direttore Michele Lanzinger -La spazialità del museo si affianca a un approccio “informale” nel modo di offrire i contenuti scientifici, creando un’esperienza di visita per la quale l’apprendere concetti nuovi di natura e scienze non è percepito come un ostacolo cognitivo ma come un’esperienza di benessere, generata proprio dalla sensazione di arricchimento personale dato dal “saperne di più”. Da segnalare inoltre la grande attenzione all’accessibilità e i programmi ideati e realizzati per i diversi pubblici con disabilità o in situazione di marginalità. Un museo importante per lo stile espositivo, per i contenuti che vanno oltre all’esposizione seriale di oggetti, per l’attenzione all’accessibilità e infine per l’esperienza di visita, memorabile e meritevole di racconto”.

 

Qualche numero

Come   detto solo nel 2023 il MUSE ha accolto 440.500 visitatrici e visitatori, il 54% proveniente da fuori provincia, tra i quali 52.024 studentesse e studenti in visita autonoma. Tra le scolaresche, moltissime optano per visite guidate, laboratori o attività a tema (nel 2023 si contano circa 90.000 alunne e alunni). Di queste, il 75% provengono da Trentino, Veneto e Lombardia, suddivise in uguale proporzione.

Il 2023 è stato  costellato anche da diversi premi e successi. Il più recente giunto lo scorso 12 dicembre, alla presenza della referente nazionale Valentina Zerini, l’UNICEF ha riconfermato al MUSE il marchio di “Museo amico delle bambine, dei bambini e degli adolescenti”.

Anche sul fronte accessibilità e inclusione il 2023 ha portato importanti novità: a ottobre è stato approvato il Piano per l’uguaglianza di genere (GEP – Gender Equality Plan), che sancisce l’impegno dell’istituzione nel garantire pari opportunità di genere, prevenire le discriminazioni al suo interno e valorizzare le persone e i loro talenti (il MUSE è il primo museo trentino a dotarsi di questo strumento di parità di genere); e a novembre il PEBA (Piano di eliminazione delle barriere architettoniche fisiche, sensoriali e cognitive del MUSE), un altro passo avanti per un museo sempre più accogliente, inclusivo e accessibile.

Avviato in primavera grazie alla fondamentale collaborazione del Liceo Linguistico “Scholl” di Trento il progetto “Ti racconto il MUSE in tutte le lingue”. Si tratta di guide multilingue per orientarsi nel museo scritte – oltre che in italiano – in inglese, tedesco, francese, spagnolo russo, che nel 2024 verranno ampliate con l’albanese, l’arabo, il cinese mandarino, il rumeno e l’ucraino nell’ottica di coinvolgere nuovi pubblici.

Apprezzate anche le mostre “Città a misura d’ape” e i progetti di Citizen science legati agli impollinatori, due progetti premiati dal Lions Club Trento; mentre la mostra “Wild City. Storie di natura urbana”, nata da un’idea del MUSE, approderà nella primavera a “Fa’ la cosa giusta” di Milano, la più grande fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.

Tra i progetti appena inaugurati c’è “MUSE Agorà”, lo spazio collettivo del museo dove discutere di attualità e sfide urgenti: il primo focus – fino a marzo 2024 – si concentra su crisi climatica, COP28 e attivismo giovanile coinvolgendo associazioni, mondo della ricerca e stakeholder climatici in un continuo scambio di idee.

Il 2023, infine, si chiude con l’apertura di due grandi mostre che proseguiranno fino a giugno 2024 e che segnano il carattere di un museo che spazia dalla scienza “dura” all’eclettismo di una contaminazione tra antropologia, scienze cognitive e archeologia:

“Quanto. La rivoluzione in un salto”, realizzata assieme a INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) è dedicata alla fisica quantistica e illustra in modo immersivo il salto di paradigma rivoluzionario che si è verificato: dalla fisica classica dell’800 alla fisica moderna fino alle nuove potenzialità tecnologiche della meccanica quantistica: dall’entaglement al computer quantistico.

“Sciamani. Comunicare con l’invisibile”, progetto interdisciplinare sullo sciamanismo che vede per la prima volta insieme tre musei trentini: uno scientifico, uno d’arte moderna e contemporanea e uno di etnografia trentina – MUSE, Mart, METS – in collaborazione con la Fondazione Sergio Poggianella. Il percorso, visitabile fino al 30 giugno 2024 nelle due sedi di Palazzo delle Albere e del Museo etnografico trentino San Michele, intreccia antropologia, archeologia, neuroscienze e arte contemporanea.

ph: MUSE – Museo delle Scienze di Trento

La ricerca

Il settore ricerca e collezioni del MUSE può contare su ricercatrici e ricercatori che si cimentano in studi su Ambiente e paesaggio, Biologia della conservazione, Clima ed ecologia. Nel 2023, il lavoro del comparto ha portato alla realizzazione di 33 pubblicazioni scientifiche ISI e 38 pubblicazioni su riviste divulgative, al coinvolgimento di 126 volontari e giovani in servizio civile per le attività di monitoraggio, ricerca e catalogazione. 145 le proposte di comunicazione scientifica – eventi, conferenze per il pubblico.

Per il 2024, il programma del settore ricerca si focalizza sulla conclusione dei progetti legati alla digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio mineralogico e minerario trentino (progetto GEOdi), sul potenziamento degli studi di archeozoologia e dei relativi output di comunicazione (in autunno è previsto al museo il congresso dell’associazione italiana di archeozoologia (AIAZ).

Per quanto riguarda la conservazione della biodiversità, l’impegno maggiore verrà speso sui progetti di biodiversità degli ecosistemi agro-silvo-pastorali e sulla conservazione e gestione dei mammiferi, in particolare per quanto riguarda la gestione dei carnivori, per i quali il MUSE è interlocutore privilegiato per i tecnici della Provincia autonoma di Trento.

www.muse.it

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