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Due dipinti di Anthony van Dyck guidano l’asta Old Master di Babuino

Van Dick (dettaglio, lotto 26)
Van Dick (dettaglio, lotto 26)

In arrivo nelle sale della casa d’aste Babuino una vendita che presenta due collezioni di importanti dipinti antichi, arredi antichi e del XIX secolo, marmi e Fine Art, argenti russi e collezionismo. Dal 7 febbraio, a Roma

L’asta è in calendario per  il 7, 8, 9 febbraio 2024 a Roma (Via dei Greci 2/a) ed è suddivisa in tre tornate. La prima offre importanti dipinti antichi. Definita non a caso dalla maison un’asta “di prestigio”, propone in questa sessione del 7 febbraio due opere di Anthony van Dyck (Anversa 1599–1641 Londra) realizzate durante il suo soggiorno italiano.

Allievo prediletto di Rubens, viaggiò più del maestro e raramente si fermò a lungo in un posto, ma dovunque arrivava signori e monarchi si contendevano un suo ritratto. Sarà proprio questa la sua espressione più originale. Autore che ha un mercato prettamente inglese e americano, Van Dyck è considerato uno dei maggiori artisti del suo tempo. In Italia capita, ma meno frequentemente che in USA e UK, che le più grandi maison nostrane riescano ad aver affidati dei suoi lavori. Con qualche esempio, soprattutto a inizio anni Duemila, di dipinti venduti sopra i 50 mila euro.

Ora Babuino venderà ben due opere dell’artista di Anversa, un “Ritratto di nobiluomo” (lotto 26) un olio su tela che stima € 50.000-70.000 e un dipinto di grandi dimensioni che rappresenta “Ero e Leandro” (lotto 40) quotato € 60.000-80.000.

Lotto 26
ANTHONY VAN DYCK (Anversa 1599 – Londra 1641)
RITRATTO DI NOBILUOMO
Olio su tela cm. 128,7 x 98,7
PROVENIENZA
Dr. Paul Drey, New York 1951
University of Kansas Art Collections, Lawrence Kansas, ino al 1980 ca.
Collezione privata Svizzera
Collezione privata Italiana
PUBBLICAZIONI
Erik Larsen, L’opera completa di Van Dyck 1613-1626,
vol. 1, p. 110, ill. 343, Milano, Rizzoli 1980
Erik Larsen, The paintings of Anthony Van Dyck, vol. 2, ill. 374,
Luca Verlag 1988
Stima: € 50000-70000

Il ritratto si inquadra nel corpus di opere di medesima tipologia iconografica realizzate da Van Dyck durante il suo soggiorno italiano. Nella scheda critica in catalogo si legge che il Larsen (che pubblica in due monografie dedicate a Van Dyck il dipinto e ne traccia in parte gli spostamenti e i cambi di proprietà) lo colloca cronologicamente nel primo cinquennio degli anni venti del Seicento nel periodo in cui Van Dyck – giunto in Italia nel 1621 ospite dei fratelli De Wael a Genova- si muove alla volta di varie città in una sorta di ‘Gran Tour’ che lo porterà a conoscere gli esiti pittorici di alcuni grandi maestri del cinquecento come Tiziano, Giorgione, Veronese, Raffaello.

La tela in asta è considerata una replica autografa di un dipinto a figura intera custodito presso la Staatliche Gemadegalerie di Kassel che ritrae la stessa figura (finora non identificata). «Come nella maggior parte dei ritratti di Van Dyck, la figura appare di tre quarti e su un fondo neutro, utile a far risaltare i bianchi dell’ampio tessuto che cinge e si diparte dal collo e mette in risalto il viso sul quale l’artista fissa pregevolmente l’attenzione» – spiegano gli esperti di Babuino – È uso ritenere solitamente che alcune delle frequenti versioni a mezza figura dei ritratti esistenti anche a piena figura, venissero eseguite da Van Dyck a diretto contatto con i soggetti rappresentati, per essere in seguito utilizzate come modelli per il completamento delle opere finali, senza la necessità di obbligare i ritraendi a lunghe inutili sedute per l’esecuzione del loro abbigliamento, spesso facile da riprodurre a memoria. Tale potrebbe essere stata la funzione di questo dipinto, assai curato nei tratti del volto, più sciolto e sintetico nei restanti particolari».

Lotto 40
ANTHONY VAN DYCK (Anversa 1599 – Londra 1641)
ERO E LEANDRO
Olio su tela cm. 147 x 195
PROVENIENZA
Collezione privata Svizzera
Collezione privata italiana
PUBBLICAZIONI
Didier Bodart, Il dipingere di Fiandra, 100 dipinti iamminghi
dal 400 al 700, pag. 82-83, Viviani Arte, Roma 1999
Stima: € 60000-80000

Il secondo Van Dick in asta raffigura una scena tratta dalle Eroiche di Ovidio (18, 19). Leandro, un giovane di Abido (in Asia Minore) si reca a Sesto, nello stretto dell’Ellesponto che separa la Grecia dall’Asia, per una festa religiosa. Lì incontra e si innamora di Ero, bella sacerdotessa della dea Artemide. La ragazza lo contraccambia. Per incontrarsi, Leandro passa ogni notte a nuoto l’Ellesponto con l’aiuto di una fiaccola che Ero accende sulla torre del tempio. Una notte però la fiaccola si spegne a causa del forte vento. Leandro disorientato annega e il suo cadavere si riversa sulla riva. A tal vista Ero, pazza di dolore, si butta dall’alto della torre e muore.

Il dipinto da Babuino è ampiamente descritto da Didier Bodart in una dettagliata scheda comparativa, pubblicata all’interno del volume dedicato ai pittori fiamminghi dal Quattrocento al Settecento. «L’opera, realizzata da Van Dyck durante il suo soggiorno in Italia, esula dalla più frequente produzione ritrattistica dell’anversese, e si può collocare cronologicamente nel periodo immediatamente successivo alla realizzazione di un altro dipinto, di medesime dimensioni, ispirato a temi tratti dal mito, ‘Ventumno e Pomona’, dei Musei di Strada Nuova a Genova, che sebbene le differenze stilistiche e cromatiche, fu presumibilmente dipinto tra il 1623 ed il 1625 – commentano dalla maison – Lo schema iconografico del nostro dipinto è inedito, nonostante Van Dyck avesse già affrontato in periodo giovanile lo stesso tema in un’opera pubblicata da Erik Larsen e che probabilmente risente della visione del grande dipinto raffigurante il compianto sul corpo di Adone di Rubens, avuta durante il periodo di tirocinio presso la sua bottega. Medesimo è infatti il numero dei personaggi protagonisti dell’impianto pittorico; il corpo esamine di Leandro, adagiato sulla riva rappresenta il vero fulcro della composizione; la resa cromatica dei suoi incarnati, quasi emaciati, contrasta con l’intensa luminosità rosacea delle epidermidi di Amore ed Ero».

Lotto 35
GUIDO CAGNACCI (Santarcangelo di Romagna 1601 – Vienna 1663)
LA COMUNIONE DI SAN BONAVENTURA
Olio su tela, cm. 310 x 197
PROVENIENZA
Collezione privata romana
Stima: € 30000-40000

Sempre della stessa collezione un grande olio su tela di Guido Cagnacci (Santarcangelo di Romagna 1601 – Vienna 1663) che raffigura “La comunione di San Bonaventura”, già nella collezione Palazzo Ala Ponzone, a Cremona e poi passato in una collezione privata romana (lotto 35, stima € 30.000-40.000). Nella scheda critica si legge che lo storico dell’arte Maurizio Marini colloca il dipinto tra gli anni 1635 ed il 1643, ossia durante il lungo soggiorno in Romagna del Cagnacci, stabilendo un paragone stilistico con opere quali la “Madonna dei Carmelitani” e la pala raffigurante “Madonna con il Bambino, San Sebastiano, San Rocco e San Giacinto” conservata all’Oratorio di San Rocco a Montegridolfo (Forlì). «La monumentale pala d’altare, che conserva una costruzione molto tradizionale nella cultura classicista bolognese, rivela un recupero del linguaggio reniano che si evidenzia nelle tonalità calde, nelle gestualità pacate e negli sguardi languidi delle sante che fiancheggiano la Vergine».

Lotto 31
SEBASTIANO RICCI (Belluno 1659 – Venezia 1734)
RIPOSO DI TRE PASTORI O ANNUNCIO AI PASTORI
Olio su tela, cm. 121 x 154
PROVENIENZA
Asta Londinese 2009
Collezione privata romana
PUBBLICAZIONI
Dipinti Inediti del Barocco Italiano, Sebastiano Ricci,
Riposo di tre pastori. Cat. Mostra, Palazzo Chigi Ariccia,
2010, presentazione di Annalisa Scarpa, in quaderni del
Barocco, n. 7, ill. p. 2.
Stima: € 30000-40000

Un olio su tela di Sebastiano Ricci (Belluno 1659 – Venezia 1734) raffigurante il “Riposo di tre pastori (annuncio ai pastori)” al lotto 31, stima € 30.000-40.000. Appartiene alla produzione giovanile dell’artista, è infatti riferibile al periodo formativo trascorso da Ricci tra Bologna, Parma e Roma, dal 1678/80 al 1691 circa. «Il soggetto illustrato, raffigurante tre uomini addormentati presso un focolare in un paesaggio notturno rischiarato dalla luna, sebbene manchi la figura dell’angelo annunciante, sembra riferirsi al tema evangelico dell’Annuncio ai pastori (Luca, 2.8-20). Infatti nella pittura occidentale i pastori sono spesso raffigurati in numero di tre, con due addormentati e uno assopito nella veglia – si legge nella scheda critica – Le volumetrie pittoriche del dipinto, che attraverso la luce e le ombre vengono modulate, si ritrovano in due pale d’altare posteriori realizzate per l’oratorio de’ Fiorentini. Un altro dipinto in paragone, del maestro veneto, è lo splendido ‘Apollo e Pan’, conservato in collezione privata milanese, nel quale le spalle del Pan riecheggiano fortemente le volumetrie delle spalle del pastore in primo piano del nostro dipinto».

Lotto 20
GIOVANNI FRANCESCO BARBIERI detto il GUERCINO, bottega di (Cento 1591 – Bologna 1666)
ERCOLE
Olio sui tela, cm. 137 x 112
PROVENIENZA
Famiglia romana
Stima: € 20000-25000

Tra gli altri dipinti provenienti dalla collezione di una famiglia romana, si segnala un olio su tela raffigurante “Ercole” (lotto 20,  stima € 20.000-25.000) della bottega di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (Cento 1591 – Bologna 1666). Il dipinto si inserisce nella produzione della vasta bottega del Guercino, richiamando opere di medesimo soggetto, incentrate su mezze figure di Ercole. Secondo gli esperti di Babuino il paragone più vicino è con l’Ercole della Galleria Nazione di Parma, già collezione Sanvitale. Paragonato a questo, quello in asta «risulta meno forte nella definizione e nelle volumetrie delle braccia aperte, mentre il volto conserva accenti qualitativi notevoli tanto da ipotizzare interventi del maestro e quindi la pertinenza di questa opera alla bottega».

Dell’ambito di Alessandro Magnasco (Genova 1667 – 1749) un olio su tela raffigurante un “Baccanale” (lotto 45, stima € 12.000-18.000) con una scena a sfondo dionisiaco, orgiastico, in una specie di cimitero pagano, con piramidi e sepolcri all’antica, dominati al centro dalla statua di Ade dio degli Inferi. Dell’ambito di Daniele Ricciarelli detto Daniele da Volterra (Volterra 1509 – Roma 1566) un olio su tela “Ritratto di Michelangelo” (lotto 1 stima € 2.000-2.500).

Lotto 45
ALESSANDRO MAGNASCO, ambito di (Genova 1667 – 1749)
BACCANALE
Olio su tela, cm. 93 x 132
PROVENIENZA
Famiglia romana
Stima: € 12000-18000
Lotto 1
DANIELE RICCIARELLI detto DANIELE DA VOLTERRA, ambito di (Volterra 1509 – Roma 1566)
RITRATTO DI MICHELANGELO
Olio su tela, cm. 62 x 47
Cornice dorata
PROVENIENZA
Famiglia romana
Stima: € 2000-2500

Bella e delicata, con occhi sognanti la “Maddalena in orazione”  al lotto 52 che dal punto di vista stilistico e nella tipologia del volto è riferibile a Stefano Maria Legnani detto ‘Il Legnanino’ (Milano 1661 – 1713) esponente di spicco della pittura lombarda e piemontese tra ‘600 e primo ‘700, proveniente dalla collezione di una famiglia lombarda (stima € 4.000-5.000). Arriva dalla stessa raccolta un olio su tela raffigurante “Giunone ed Eros” di Pittore Francese del Settecento (lotto 56, stima € 6.000-8.000).

Lotto 52
STEFANO MARIA LEGNANI detto IL LEGNANINO (Milano 1661 – 1713)
MADDALENA IN ORAZIONE
Olio su tela, cm. 159 x 126
PROVENIENZA
Famiglia lombarda
Stima: € 4000-5000
Lotto 56
PITTORE FRANCESE, PRIMO QUARTO XVIII SECOLO
GIUNONE ED EROS
Olio su tela, cm. 133 x 147
PROVENIENZA
Famiglia lombarda
Stima: € 6000-8000

Un catalogo così ricco di opere importanti si inserisce bene nel trend, già notato nel 2023, del rinnovato interesse per il comparto Old Master. Nell’anno appena concluso questo dipartimento è stato quello che ha riscontrato risultati più significativi, grazie all’offerta di Dipinti antichi rari e di pregio.

Gli esperti di Babuino, in occasione di una riflessione sull’andamento del 2023, avevano notato come i risultati fossero stati buoni anche per i gioielli e le argenterie e quindi per le opere che hanno un loro valore intrinseco. «Il settore dell’argenteria è stato costante, non ha avuto perdite e cali. Anche i gioielli hanno mantenuto un livello alto senza discese» commentavano nell’intervista per il report del 2023.  Così nella  tornata del 9 febbraio per gli argenti si segnala un centrotavola con specchio in argento, Argenteria Sudamericana XX secolo con elementi interamente sbalzati a motivi vegetali, rocaille e volute. Un centrotavola con manici animati completo di fioriera, peso gr. 3073 (lotto 430, stima € 1.000-1.500) e un Besamin in argento, Punzone Mosca 1979 con figura con candelabro e base traforata. Assaggiatore ‘AK’, Titolo 875/1000, peso gr. 92. (lotto 349 stima € 120-180).

Tornando indietro all’offerta del giorno precedente, in seconda tornata dedicata agli arredi, si segnala un altorilievo ovale in marmo bianco di Scultore Romano, fine XVII secolo raffigurante Cleopatra, proveniente da Famiglia toscana (lotto 213, stima € 2.000-2.500). Una scultura di gruppo in bronzo brunito di Scultore Francese, XVIII secolo il Ratto di Proserpina (lotto 255, stima 6.000-8.000). Tre rare poltrone in legno laccato, Marche Stato della Chiesa XVIII secolo a fondo verde con finiture in oro (lotto 217, stima € 700-1.000). Interessante infine la presenza di una croce in cristallo di Rocca, XVIII secolo costituita da elementi tortili con venature a piccole rudentature. Finiture ad anelli in bronzo dorato con sagoma a corona, finali a gigli fogliati. Base ovale centrata da unico elemento a roccia in cristallo di rocca e cornice in bronzo cesellata a baccellatura fogliata. Piedini a foglie arricciate. Completa di custodia pertinente in legno laccato a finta pelle nera con interno in velluto porpora. (lotto 224 stima € 5.000-7.000).

Nell’asta si trovano anche alcuni oggetti di stile archeologico, marmi, porcellane, gioielli e tappeti. L’asta sarà anche trasmessa in streaming e si potrà partecipare attraverso le piattaforme di on-line bidding “Mybabuino”, “Drouot”, “Invaluable”, “The Sale Room” e “Lottissimo”.

 

ASTA STRAORDINARIA DI PRESTIGIO
Due collezioni di importanti dipinti antichi
Arredi antichi e del XIX secolo, Fine Art
Marmi di una Villa romana
Argenti italiani ed europei, gioielli

PRIMA TORNATA
Mercoledì 7 febbraio, ore 15.00
Importanti dipinti antichi e del XIX secolo

SECONDA TORNATA
Giovedì 8 febbraio, ore 15.00
Arredi antichi e del XIX secolo, marmi e Fine Art

TERZA TORNATA
Venerdì 9 febbraio, ore 15.00
Argenti, gioielli e collezionismo

Esposizione in Via dei Greci 2/a,
fino a martedì 6 febbraio, orario 10.00 – 20.00

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