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Spalletti e Lambri in conversazione a Palazzo Velabro

Spalletti e Lambri a Palazzo Velabro
Spalletti e Lambri a Palazzo Velabro
Nella cornice di una splendida Roma antica, tra le mura di Palazzo Velabro, c’è una preziosa, piccola mostra con i lavori di Ettore Spalletti e Luisa Lambri

In un angolo di Roma che racconta secoli di storia, la fotografia di Luisa Lambri incontra i disegni di Ettore Spalletti, nel mixed-hotel Palazzo Velabro dove l’arte contemporanea è il valore aggiunto. Per gli spazi dell’edificio che si affaccia sull’Arco di Giano, Cristina Paini, founder di LHM e amministratore di Palazzo Velabro e Benedetta Spalletti, gallerista e fondatrice Galleria Vistamare hanno collaborato per creare un’esperienza unica per scoprire ed esplorare le opere di Ettore Spalletti e Luisa Lambri.

Spalletti e Lambri a Palazzo Velabro

Ettore Spalletti, l’essenzialità della luce

Pittore abruzzese, osservatore di un mondo sospeso nel tempo, dal gesto gentile e dalla poetica astratta e delicata, Ettore Spalletti ha tradotto l’essenzialità della luce nelle forme colorate delle sue opere. Amante del silenzio e della solitudine, guardava all’architettura sacra come esempio accogliente, alle abbazie benedettine, a quella abruzzese, a lui cara, di San Clemente. I suoi disegni testimoniano il continuo mutare della superficie in un rincorrersi di luci e ombre, in cui il chiaro e lo scuro plasmano le tre dimensioni. Le forme nei disegni a Palazzo Velabro sono come una summa del lavoro di Spalletti: raccolgono tutte le solidità dei suoi dipinti e delle sue sculture, in ogni forma la pressione sulla matita ha determinato una sfumatura diversa. Come in un alfabeto, queste forme dai toni grigi aleggiano sul bianco della carta e manifestano la loro presenza, testimoni del gesto creativo del pittore così come il rettangolo grigio che esce come una scultura dal più piccolo disegno su di un foglio A4, dove la matita si appropria dello spazio e ne trae una forma.
Così, in un piccolo itinerario estetico e intellettuale si scopre l’opera di Ettore Spalletti a Palazzo Velabro, dove pure il colore è protagonista in un saggio pittorico dalla forma assai contenuta ma ricca di profondità che mette insieme l’azzurro, il blu, il verde. I colori della natura sono quelli che l’artista amava osservare e che lo circondavano nella sua casa nel piccolo borgo abruzzese di Spoltore, quei colori che tanto studiava in una piccola stanza del suo studio piena di boccette, come racconta Benedetta Spalletti. Sebbene la sua opera, soprattutto nelle soluzioni monocrome, potrebbe essere associata all’astrattismo, Spalletti si definiva pittore figurativo, con la sua pittura piena di pastosità e che guardava sempre alla tradizione.

Spalletti e Lambri a Palazzo Velabro

Palazzo Velabro contemporaneo: arti visive, fotografia e architettura

La fotografia di Luisa Lambri raffigura uno spazio semplice, di un’architettura e di linee essenziali in cui lo stesso giocare con i chiaro-scuri è il punto di contatto con l’opera di Spalletti. Untitled (Turegano House #02) è la fotografia selezionata per la mostra a Palazzo Velabro, è l’interno di un’architettura di Alberto Campo Baeza. Laddove Lambri mette in evidenza l’interazione tra luce e forma, Spalletti da questa interazione ricava un mondo a sé, in entrambi i casi l’opera si fa portavoce di un’interiorità.
La fotografia non è nuova a Palazzo Velabro, dove già l’opera di Mimmo Jodice è stata protagonista di una mostra della quale vediamo ancora oggi un’opera rimasta nell’hotel per volontà di Cristina Paini. La passione per l’arte, il valore aggiunto di Palazzo Velabro, si traduce anche nella scelta di arredare le stanze del mixed-hotel con gli scatti in bianco e nero di Marisa Rastellini. Attiva tra gli anni Sessanta e Ottanta e nota per i suoi ritratti di Monica Vitti, Pier Paolo Pasolini, Virna Lisi, Federico Fellini e Marcello Mastroianni, la fotografa romana ha immortalato l’essenza di un’epoca di cui ricordiamo nostalgicamente nella Roma odierna.
Così, Palazzo Velabro sposa la tendenza di una certa hotellerie contemporanea nell’accogliere opere d’arte nei suoi spazi, con la volontà di andare oltre l’antichità e con l’intenzione di riconoscere il vero lusso nel binomio arte e cultura. La sala cinema è occasione di approfondimento dove poter guardare documentari, video, a supporto delle iniziative culturali della struttura. A rendere speciale l’esperienza contribuisce anche la mano dell’architetto Luigi Moretti, che negli anni Sessanta ha ridisegnato gli spazi del Palazzo, trasformandolo in residenza e arricchendolo con dettagli preziosi e raffinati apprezzabili ancora oggi.

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