Print Friendly and PDF

Emeroteca dell’Arte: quando e quanto la cultura ha di buono per la comunità

Emeroteca dell'Arte, Mestre
Artisti in residenza, Emeroteca dell’Arte
Tredici atelier e un ritrovato spazio per l’arte alle porte di Venezia: Elisabetta Barisoni, responsabile di Ca’ Pesaro, insieme al Segretario organizzativo Mattia Agnetti, presentano l’Emeroteca dell’Arte firmata dai Musei Civici. E il suo “caffè letterario”

Mestre non è Venezia. È un’altra terra, con il suo carattere, la sua quotidianità e la sua anima in divenire. Non serve sognare canali dorati e calli intrise di storia per capire che qui, nel cuore pulsante di Mestre, si cela una rivoluzione silenziosa: quella della cultura che si fa protagonista, nonostante tutto. Negli ultimi anni, mentre Venezia continua a incantare con il suo eterno mistero, Mestre si reinventa, sfruttando ogni centesimo e, soprattutto, una ferma volontà di dare spazio alla creatività.

Emeroteca dell’Arte, Caffé Mezzanino

Prendiamo ad esempio Piazza Ferretto, dove s’innalza l’Emeroteca dell’arte, simbolo di un restauro che va oltre la semplice ristrutturazione edilizia. Stiamo parlando di un laboratorio di idee, un luogo che batte al ritmo di atelier e di un caffè letterario che ricorda, in punta di penna, i caffè letterari d’altri tempi. Qui, in un ambiente che racconta storie antiche e sguardi verso il futuro, l’arte non è solo esibizione, è una proposta al dialogare, a sentire, a cambiare.

E poi c’è il Lion’s Tale, quella gigantesca coda di leone in polistirolo espanso e plastica rinforzata, opera di Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen, che da quando è apparsa su Via Poerio ha portato un sorriso inaspettato e un pizzico di irreverenza in una città che non si aspettava di vedere un leone in casa propria. Quella coda, che un tempo adornava una mostra al Museo Correr, oggi diventa il segno distintivo di un’emergenza culturale, una piccola (e divertente) ribellione contro l’idea che solo Venezia possa essere regina dell’arte.

Emeroteca dell’Arte, Mestre

L’Emeroteca, gestita dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, si trasforma così in un palcoscenico. Al suo interno, gli atelier – spazi luminosi, aperti, carichi di futuro – accolgono giovani artisti che, con le mani e con l’anima, plasmano il presente. Attualmente, la sede ospita 13 artisti, di cui 10 selezionati tramite il bando pubblico promosso dalla Fondazione Bevilacqua La Masa, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia. Il programma è dedicato a giovani creativi tra i 18 e i 30 anni che abbiano intrapreso un percorso formativo in Veneto, offrendo loro l’opportunità di sviluppare le proprie ricerche in un contesto stimolante e professionalizzante.
Quest’anno il progetto si arricchisce di una novità significativa: per la prima volta dalla. nascita delle residenze, sono stati assegnati spazi di lavoro pensati anche per collettivi di artisti, ampliando così le possibilità di collaborazione e confronto creativo. Gli atelier si affiancano ai 15 storici studi d’artista del complesso dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca e di Palazzo Carminati a San Stae, creando una rete diffusa di luoghi dedicati alla produzione artistica. Questi spazi non sono solo laboratori, ma veri e propri centri di dialogo aperti a critici, curatori, e al pubblico, offrendo occasioni di incontro diretto con la cittadinanza.Oltre alle residenze veneziane, il progetto si espande anche a Mestre, dove sono stati assegnati ulteriori due studi ad artisti partecipanti al concorso Artefici del Nostro Tempo. Un’altra residenza sarà conferita come premio per il Premio Mestre di Pittura, previsto ad ogni edizione annuale. E mentre i visitatori si perdono nei labirinti della creatività, il caffè letterario, sparso tra piano terra e mezzanino, diventa un salotto intellettuale dove le parole si intrecciano, i libri si aprono e le idee prendono forma in un abbraccio caldo e accogliente. Bello!

Non si tratta semplicemente di rinnovare un edificio, ma di dare nuova vita, di riscrivere la storia di una città che, pur non potendo e non volendo essere “la nuova Venezia”, si gioca il futuro con passione e coraggio. È un atto di fiducia nel potere trasformativo dell’arte, capace di abbattere barriere e di creare ponti tra passato e futuro, tra sogno e realtà. Chiuso preambolo, arriviamo ad oggi.

Visitare l’Emeroteca dell’arte di Mestre significa entrare in un racconto dove la quotidianità diventa poesia, dove ogni angolo sussurra storie di rinascita e dove, in un mondo che cambia, la cultura resta l’inno di una comunità che si reinventa, con la forza di chi sa che, alla fine, la vera bellezza sta nel coraggio di osare.

Commenta con Facebook

Altri articoli