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Terremoto in Myanmar, a rischio anche il patrimonio artistico

L'antico Palazzo di Mandalay semidistrutto dal terremoto. Foto di Myanmar Now
L’antico Palazzo di Mandalay semidistrutto dal terremoto. Foto di Myanmar Now
È ancora incerto il bilancio del devastante terremoto di magnitudo 7,7 che ieri, 28 marzo, ha colpito il Sud-est asiatico, con epicentro nella regione di Sagaing, nel Myanmar nordoccidentale. Le scosse, avvertite anche in Thailandia, India e Cina, hanno causato gravi danni alle infrastrutture e al patrimonio artistico del Paese, già segnato da anni di instabilità politica e conflitti interni

Secondo le prime segnalazioni, il sisma ha colpito duramente Mandalay, antica capitale reale e centro culturale di primaria importanza. Una parte delle mura storiche del Palazzo di Mandalay, risalente al XIX secolo, è crollata, mentre immagini pubblicate dal sito Myanmar Now mostrano il cedimento di una torre dell’orologio simbolo della città. Anche diversi monasteri e pagode nella regione di Sagaing, famosa per i suoi templi buddisti, avrebbero subito danni significativi.

L’Università di Mandalay è stata investita da un incendio scoppiato subito dopo la scossa principale, mentre in tutta la città si registrano crolli di grattacieli e il rischio di persone intrappolate tra le macerie. Un ponte nella municipalità di Sagaing è stato completamente distrutto, compromettendo ulteriormente i collegamenti in un’area già martoriata dai conflitti tra la giunta militare e le forze di resistenza.

La Croce Rossa ha segnalato danni a strade, ponti ed edifici storici, mentre le autorità stanno monitorando lo stato delle grandi dighe, temendo ulteriori cedimenti strutturali.

L’impatto del sisma si somma a una serie di calamità naturali che negli ultimi anni hanno messo in ginocchio il Myanmar, tra cui il tifone Yagi e il ciclone Mocha. La risposta della giunta militare al potere, già isolata a livello internazionale, è apparsa finora lenta e disorganizzata, lasciando molte zone senza un’adeguata assistenza.

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