
Zahi Hawass, il celebre archeologo ed ex Ministro alle Antichità egiziano, è tornato alle cronache questa settimana, per la sua promessa di riportare in Egitto il famoso busto di Nefertiti, affermando che il suo paese è ora più che mai pronto ad accoglierlo
In una recente dichiarazione al Washington Post, ripresa anche da Artnews, Zahi Hawass, 78 anni, ha risposto a uno degli argomenti più comuni rispetto alla restituzione degli oggetti da parte dei musei occidentali: la presunta inadeguatezza delle istituzioni nei Paesi del Sud Globale, accusate di non avere sistemi di controllo del clima e altre misure che si trovano nei musei americani ed europei: “Non si può dire che l’Egitto non possa proteggere i suoi artefatti. Non c’è museo che abbia la qualità espositiva del Grande Museo Egizio”.
Hawass, inoltre, ha nuovamente chiesto ai Musei Statali di Berlino di restituire il busto di Nefertiti, risalente circa al 1351-1334 a.C., uno degli artefatti egizi più famosi e custoditi fuori dall’Egitto. L’artefatto, da sempre al centro delle richieste di restituzione del Paese Nordafricano, e nel corso degli anni era stato molto vicino al suo ritorno in patria. Durante la Seconda Guerra Mondiale, per esempio, il regime nazista pensò che il suo trasloco avrebbe favorito la Germania nelle relazioni con l’Egitto, ma poi nulla si concluse.
Arrivato in Germania nel 1912, per mano dell’egittologo tedesco Ludwig Borchardt, dal 2009 il busto è esposto al Neues Museum di Berlino (il “Nuovo Museo”, situato nella celebre isola). La Germania, dal canto suo, ha sempre sostenuto che il busto fosse stato esportato legalmente. Personaggio controverso anche a causa delle accuse di corruzione e delle critiche per il suo eccessivo coinvolgimento con il regime di Mubarak, Hawass è comunque un grande comunicatore e ha ribadito che il Grand Egyptian Museum sarà il miglior posto per ammirare Nefertiti, e che Berlino non è il luogo dove ammirare il busto. Tempi maturi?










