
Il palazzo affacciato sul Canal Grande, carico di una leggenda nera legata alle sfortune dei suoi proprietari, il vendita per 18 milioni di euro
Vi abitò Marietta Dario, figlia del committente Giovanni Dario, che si sarebbe tolta la vita poco dopo il matrimonio. Successivamente Charles Briggs, giovane ufficiale americano, acquistò l’edificio all’inizio del Novecento e morì in circostanze drammatiche. Ucciso – secondo le cronache – da un amante. Fu poi la volta di Kit Lambert, produttore musicale britannico e manager degli Who, proprietario negli anni Settanta. Lui morì prematuramente nel 1981 dopo una vita segnata da eccessi e problemi di salute. E ancora Raul Gardini, che abitò il palazzo negli anni Ottanta, prima del suo tragico suicidio nel 1993.
Tutte vicende che ebbero come scenario Ca’ Dario, nota anche come Palazzo Dario, stupendo edificio veneziano affacciato sul Canal Grande. E che nel tempo hanno alimentato una narrazione gotica legata al leggendario alone negativo che si sovrappone alla storia reale del palazzo. Trasformandolo in uno degli edifici più inquietanti di Venezia. Che da decenni resta sul mercato, senza però ricevere offerte vincolanti.

Uno straordinario esempio di architettura gotica e rinascimentale, che ha ispirato artisti e critici, tra cui John Ruskin. Preservato nella sua integrità, in una città in cui invece molti palazzi storici sono stati frazionati o trasformati. Ora il leggendario palazzo veneziano dipinto fra l’altro da Claude Monet, risalente al 1486, torna in vendita tramite Christie’s International Real Estate. Per una cifra che pare si aggiri attorno ai 18 milioni di euro (21 milioni di dollari).










