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MAGA, o morte! Trump minaccia tagli alle Smithsonian Institution

Donald Trump
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Donald pretende dalle strutture Smithsonian di Washington “una narrazione positiva e patriottica” della storia americana

Donald Trump intensifica la sua offensiva contro il più grande complesso museale, educativo e di ricerca al mondo, la Smithsonian Institution di Washington. E lo fa imponendo alla storica istituzione una revisione approfondita dei suoi contenuti espositivi. E minacciando di bloccare parte dei finanziamenti federali se non fornirà entro il 13 gennaio documenti su mostre, programmi e procedure di otto musei sotto il suo controllo. Con l’obiettivo dichiarato di allineare l’interpretazione della storia americana “a una narrazione positiva e patriottica” in vista del 250° anniversario della nazione. Ovvero in ottica MAGA.

Una mossa che critici e professionisti del settore temono possa minare l’indipendenza dell’istituzione e creare un clima di autocensura tra curatori e storici. E che segue l’ordine esecutivo del marzo 2025 intitolato Restoring Truth and Sanity to American History, volto a rimuovere quella che l’amministrazione definisce “ideologia divisiva o anti-americana” dalle esposizioni Smithsonian.

 

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Le Smithsonian sotto attacco

Una direttiva che ha già portato a cambiamenti nei contenuti di mostre come quella sulla presidenza americana e ha suscitato proteste da parte di gruppi di storici e organizzazioni museali che difendono la libertà accademica e la rappresentazione completa della storia Usa. Compresi i capitoli più difficili come la schiavitù e le lotte per i diritti civili.

La leadership dello Smithsonian cerca di ribattere rimarcando il mandato scientifico e educativo dell’istituzione. In un contesto in cui alcuni dirigenti museali si sono dimessi o sono stati presi di mira. E dove la minaccia di perdere fondi federali – che rappresentano circa il 60 % del budget Smithsonian – pone un dilemma esistenziale su autonomia curatoriale e pressioni politiche.

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