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Cooperazione USA – Egitto: una manciata di reperti torna a casa

Grand Egyptian Museum
Grand Egyptian Museum
Sette manufatti archeologici di epoche diverse, trafugati dall’Egitto e finiti sul mercato internazionale dell’arte, sono stati ufficialmente rimpatriati e consegnati al Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano. Il rientro, frutto di una collaborazione tra le autorità di diversi enti governativi negli Stati Uniti e in Egitto, è stato annunciato da Shaaban Abdel Gawad, direttore generale del Dipartimento per il Rimpatrio delle Antichità e supervisore delle Unità Archeologiche nei Porti, e riportato per primo dal giornale Ahram Online.

I reperti, ricondotti in patria separatamente, coprono un arco cronologico significativo: cinque di essi erano stati contrabbandati fuori dall’Egitto nel 2017 e nel 2018: si tratta di due pesci mummificati e di una testa di falco risalenti al periodo tolemaico, insieme a un amuleto bronzeo di Set (l’antica divinità egizia dei deserti, delle tempeste e del disordine), uno scarabeo in basalto e un volto scolpito.

Gli altri due oggetti – una statuetta funeraria lignea dipinta e una testa di pietra appartenente a una statua – sono stati restituiti in maniera volontaria. Un cittadino statunitense, che ha preferito rimanere anonimo, li ha infatti consegnati all’ambasciata egiziana a Washington, ritenendo che appartenessero di diritto al patrimonio culturale del Paese di origine.

Il rimpatrio si inserisce in un quadro di cooperazione rafforzata tra i due paesi. Nel novembre 2021, Stati Uniti ed Egitto hanno rinnovato un memorandum d’intesa specificamente mirato a favorire la «cooperazione bilaterale per contrastare il traffico illecito di reperti archeologici e oggetti culturali». Questo accordo ha facilitato le indagini e le procedure legali necessarie per identificare, sequestrare e infine restituire i beni illecitamente sottratti.

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