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Uno studio inedito di Rubens? Lo si vedrà al BRAFA

Bearded old man, looking down to his left (ca. 1609), attribuito a Peter Paul Rubens. COURTESY KLAAS MULLER AND BRAFA ART FAIR
Bearded old man, looking down to his left (ca. 1609), attribuito a Peter Paul Rubens. COURTESY KLAAS MULLER AND BRAFA ART FAIR
Il mercante d’arte belga Klaas Müller ha identificato un nuovo studio per una testa d’uomo barbuto riconducibile al maestro fiammingo Pieter Paul Rubens. La notizia, riportata in un lungo articolo del quotidiano olandese De Standaard, getterebbe una nuova luce su un dipinto acquistato all’asta tre anni fa per meno di 100mila euro, oggi rivelatosi un probabile lavoro preparatorio del grande artista.

L’opera, un olio su carta montata su tavola ora intitolato Uomo anziano barbuto, che guarda in basso a sinistra (ca. 1609), fu battuta da una “casa d’aste minore del nord Europa”, che Müller preferisce non nominare per evitare futura concorrenza. Catalogata come di “artista ignoto della scuola fiamminga” e senza datazione, attirò subito l’occhio esperto di Müller quando la vide online. “Vedevo che l’opera aveva qualità. Quel volto non mi sembrava sconosciuto. Ho ritrovato quella testa nella serie degli apostoli che Rubens dipinse per il Duca di Lerma. Lì è raffigurato come San Tommaso. Quel dipinto è al Prado di Madrid. È stata una scoperta emozionante”, ha raccontato  il dealer a De Standaard.

Per non destare sospetti, Müller evitò di chiedere ulteriori immagini o informazioni alla casa d’aste e si organizzò per fare un’offerta telefonica e online, riuscendo ad aggiudicarsi il lotto. Da allora, il dipinto ha trovato posto nella sua casa, ma sarà presto esposto al pubblico: Müller lo porterà a BRAFA alla fine del mese. Il mercante ha dichiarato ad ARTnews di essere ancora in fase di valutazione del prezzo di vendita per lo studio. Il record per uno studio di Rubens è di 8,2 milioni di dollari, stabilito in un’asta di disegni di antichi maestri da Sotheby’s nel 2019.

Per confermare la sua intuizione, Müller si è rivolto allo storico dell’arte Ben van Beneden, ex direttore del Rubenshuis (la casa-museo di Rubens ad Anversa), che ha definito il lavoro “eseguito con uno slancio eccezionale e con una sbalorditiva economia di mezzi“. E pur con la dovuta cautela ha dichiarato al Guardian che l’attribuzione a Rubens è “molto probabile e la virtuosità potrebbe indicare la sua mano“.

L’opera presenta anche una curiosa particolarità: l’artista ha riciclato il foglio di carta, e nel verso, ruotando il dipinto, è visibile il “fantasma” di un volto femminile che affiora nella barba dell’uomo. “Quest’eco visiva aggiunge un livello inaspettato all’opera e testimonia l’approccio giocoso di Rubens verso i materiali e la composizione“, si legge nella descrizione di Müller per l’anteprima della fiera a Bruxelles.

Secondo quanto riportato, Rubens avrebbe riutilizzato questo studio per la testa barbuta in diverse opere, assegnando al personaggio ruoli diversi. Compare, ad esempio, ne L’Innalzamento della Croce (1610-11), trittico custodito nella Cattedrale di Nostra Signora di Anversa, dove l’uomo rappresenta Sant’Amando. È identificabile anche in due opere del Prado: ne L’Adorazione dei Magi (1609) nelle vesti di Melchiorre, e appunto nel ritratto di San Tommaso della serie dell'”Apostolado Lerma”. Un piccolo, significativo tassello che si aggiunge alla comprensione del metodo creativo del genio fiammingo.

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