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Trasportare l’arazzo di Bayeux? Per David Hockney è “una follia”

David Hockney
David Hockney
Dopo l’annuncio di una assicurazione da capogiro (oltre 800 milioni di sterline) il trasporto dell’Arazzo di Bayeux al British Museum è di nuovo oggetto di polemiche: stavolta è il mitico David Hockney a definire l’iniziativa “una follia”
David Hockney, si sa, è leggenda. E da sempre molto anticonvenzionale. Come non ricordare, infatti, la sua teoria durante il tempo del covid: l’artista aveva dichiarato che il fumo, da accanito tabagista quale è, lo aveva preservato dal virus. Oggi invece, il genio delle piscine torna all’attacco contro l’operazione “Arazzo di Bayeux”, in arrivo al British Museum. Hockney, che è grande fan dell’arazzo quasi millenario, lo ha visitato 20 volte negli ultimi tre anni e la sua prossima mostra, “Un anno in Normandia”, che inaugura il 12 marzo alle Serpentine Galleries di Londra, includerà proprio un fregio di 79 metri ispirato al capolavoro dell’XI secolo.
Capolavoro che però presenta quasi 10.000 buchi e 30 strappi identificati dal 2020.
“A quale scopo sottoporre a tale stress un capolavoro tanto fragile? Per la vanità di un museo che vuole vantarsi del numero di visitatori”, ha sbottato l’artista tramite le pagine dell’Independent. E nonostante il British Museum lo abbia rassicurato, Hockney è rimasto scettico sostenendo di non essere sicuro che l’istituzione abbia un piano concreto per il trasporto. Le preoccupazioni non si sono placate nemmeno con le parole del direttore, Nicholas Cullinan, assicurativo da 800 milioni di sterline o dalle garanzie sul team di conservazione del museo. L’arazzo ha già lasciato la sua sede storica a Bayeux per un deposito segreto, primo spostamento in 40 anni.

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