18 Settembre 2026 21:12

Cantori del vero. I Macchiaioli a Milano

Giovanni Fattori, Diego Martelli a Castiglioncello, 1867, Olio su tavola, 13 x 20 cm., Collezione privata. Courtesy Archivio Dini
Giovanni Fattori, Diego Martelli a Castiglioncello, 1867, Olio su tavola, 13 x 20 cm., Collezione privata. Courtesy Archivio Dini
Dal 3 febbraio al 14 giugno Palazzo Reale ospita una grande mostra sui Macchiaioli in occasione delle Olimpiadi Milano Cortina 2026

Era stata Milano sino dagli anni Venti del Novecento a riscoprire l’importanza del movimento macchiaiolo. Attraverso la critica e il collezionismo, eppure non aveva mai dedicato una grande mostra a questi pittori. Giunge ora il momento, ed è forse quello migliore. Perché i Macchiaioli, grazie agli studi di questi ultimi cinquant’anni, hanno raggiunto la loro vera dimensione storica ed europea. Storica, perché la loro nascita e sviluppo coincide con quelli del Risorgimento italiano, cui molti di loro hanno partecipato di persona oltre che con le loro idee e la loro pittura. Europea, perché i Macchiaioli non furono solo gli estrosi toscani, raggruppati al Caffè Michelangelo di Firenze, che inventavano macchie colorate, allora sbeffeggiate dalla critica, ma pittori colti, aggiornati su ciò che succedeva al di là delle Alpi, a Parigi e in Europa.

Cantori del vero come gli Impressionisti, scoprirono la pittura en plein air, immortalando la realtà e una natura vergine, rivelando oggi la bellezza e solarità dei luoghi nonostante i conflitti risorgimentali. Un grande movimento. La mostra milanese, ricchissima di oltre cento opere giunte da sedi prestigiose come La Pinacoteca di Brera, Palazzo Pitti di Firenze, il Museo Fattori di Livorno, la Galleria di Arte Moderna di Torino, e da collezioni private, restituisce un quadro completo e nuovo.

 

Silvestro Lega, Un dopo pranzo (Il pergolato), 1868, Olio su tela, 75 x 93,5 cm. , Milano, Pinacoteca di Brera, © Pinacoteca di Brera, Milano - MiC
Silvestro Lega, Un dopo pranzo (Il pergolato), 1868, Olio su tela, 75 x 93,5 cm. , Milano, Pinacoteca di Brera, © Pinacoteca di Brera, Milano – MiC

Curata da tre specialisti, Francesca Dini, Elisabetta Matteucci, Fernando Mazzocca, con nutrito e bel catalogo (24Ore Cultura) si articola in nove sezioni, che ricostruiscono la breve ma appassionata esperienza macchiaiola dal 1848 al 1872, data quest’ultima della morte di Giuseppe Mazzini, alle cui idee aderivano i pittori della macchia.

La macchia

Protagonisti sono i pittori Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Vincenzo Cabianca, Odoardo Borrani, Telemaco Signorini, Giuseppe Abbati, Raffaello Sernesi, cui si aggiungono pittori affini, già attivi a Milano e Napoli, come i fratelli Induno e Domenico Morelli. Le loro opere, sempre sorprendenti, sfilano nelle sale e raccontano come ciascuno di loro avesse un proprio linguaggio, ma fossero tutti legati da un motivo comune, la macchia, la cui estetica fu teorizzata dal periodico “Il Gazzettino delle Arti del Disegno”, fondato dal loro amico ed estimatore Diego Martelli e durato pochi mesi, dal 24 gennaio al 7 dicembre 1867. Firenze col Caffè Michelangelo, in via Cavour 21, fu la culla del movimento, un luogo dove si discutevano nuove idee e sperimentazioni artistiche. Una città che dal 1865 al 1871 divenne capitale provvisoria del nuovo Regno d’Italia.

 

Telemaco Signorini, Pascoli a Castiglioncello, 1861, Olio su tela, 31 x 76 cm., Collezione privata, Courtesy Archivio Dini
Telemaco Signorini, Pascoli a Castiglioncello, 1861, Olio su tela, 31 x 76 cm., Collezione privata, Courtesy Archivio Dini

Il percorso della mostra conduce, attraverso le opere, in tutte le svolte macchiaiole di quegli anni. Dalla formazione dei Macchiaioli a Firenze intorno a quel 1848, che dà il via anche ai moti risorgimentali, quando i giovani artisti guardano al Medioevo e al Rinascimento, come momenti fondamentali delle proprie radici. Emblematiche opere di Luigi Mussini come Il trionfo della Verità (1844-1847), dipinto manifesto dei grandi ideali laici e dei nuovi orizzonti formali. O di Gerolamo Induno come il Bivacco di volontari a Roma (1849-1851).

Emozioni, speranze, tensioni

Poi la partecipazione ai campi di battaglia nella Seconda guerra d’Indipendenza. Quando la guerra viene concepita non solo come fatto bellico, ma come atto capace di liberare da secoli di oppressione. I dipinti (Fattori, Banti, Borrani, Signorini, Cabianca, Abbati, Sernesi), con scene di battaglia, rivelano emozioni, speranze, tensioni di una società in trasformazione. Nel 1861 la prima Esposizione Nazionale a Firenze procura visibilità ai Macchiaioli, ma suscita scandalo. La mostra ci porta poi nella bellezza assoluta del paesaggio tra Liguria e Toscana, dal golfo di La Spezia alla Maremma, da Piagentina a Castiglioncello: un tripudio di sole, campagne, buoi, belle contadine, mare, luoghi intonsi profumati di spighe e di sale, di sudore e luce, restituiti dai dipinti di Signorini, Cabianca, Fattori, Lega, Borrani, Abbati e Sernesi.

 

Luigi Mussini, Il trionfo della Verità, 1848, Olio su tela, 143,5 x 213 cm., Milano, Accademia di Belle Arti di Brera © Accademia di Belle Arti di Brera, Milano
Luigi Mussini, Il trionfo della Verità, 1848, Olio su tela, 143,5 x 213 cm., Milano. Accademia di Belle Arti di Brera © Accademia di Belle Arti di Brera, Milano

Terre oggi ancora belle, ma ben diverse, tutte cementate, che possiamo immaginare nella loro verginità grazie a quei pittori. Si passa al ritratto, riflesso di un’umanità nuova. Dove il mondo degli affetti, della famiglia, della quotidianità, ha un posto importante in decisa rottura con l’Accademia allora in voga. Cambia anche la vita, come testimoniano il Ritratto di giovane uomo, elegante e disinvolto col sigaro in mano, dipinto da Odoardo Borrani nel 1865-1866 o L’educazione al lavoro del 1863 di Silvestro Lega, in cui in un semplice interno dal sapore fiammingo una giovane donna dipana la lana con la figlioletta.

I Macchiaioli trasferiscono la vita nella pittura, come raccontano molte immagini. Nel 1872 la morte di Mazzini a Pisa spegne gli ideali risorgimentali dei Macchiaioli. Che dopo gli slanci iniziali sentono finita la loro missione patriottica e pittorica. A raffigurare i lo loro stati d’animo sono soprattutto Lega e Fattori, gli iniziatori del movimento. Infine Milano, che ha avuto il merito della rivalutazione critica della macchia ormai molti decenni fa e ora allestisce questa eccezionale esposizione. Ma la macchia continuerà sino ai primi del ‘900 in altre accezioni.

 

Vincenzo Cabianca, Sul mare, 1864, Olio su tela, 51 x 100,5 cm., Collezione privata, Courtesy Archivio Dini
Vincenzo Cabianca, Sul mare, 1864, Olio su tela, 51 x 100,5 cm., Collezione privata, Courtesy Archivio Dini

I Macchiaioli
Palazzo Reale, Milano
3 febbraio-14 giugno
palazzorealemilano.it|mostraimacchiaioli.it