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Il Museo della follia. Da Goya a Bacon tutte le sfumature dell’alienazione

L'adolescente di Silvestro Lega L'adolescente di Silvestro Lega
L'adolescente di Silvestro Lega
L’adolescente di Silvestro Lega

Vittorio Sgarbi porta a Salò il Museo della Follia e sul Lago di Garda è protagonista l’alienazione vista attraverso la storia dell’arte. Un percorso in cui perdersi per poi ritrovarsi, fra opere iconiche e inediti capolavori.

Tutte le sfumature della follia

“Uomini e donne come noi (…) Condannati senza colpa, incriminati per il solo reato di essere diversi, cioè individui” (Vittorio Sgarbi)

Vittime di menomazioni da nascondere in angusti manicomi e prigionieri della malinconia da abbandonare nell’abisso del dolore, avversari politici da arginare con vili sotterfugi e streghe da bruciare al rogo fra gli schiamazzi della gente. Dopo tanto girovagare, queste anime senza patria trovano casa–e forse pace- al “Museo della follia”.

Direttamente dalle più rappresentative istituzioni italiane e da altrettanto prestigiose collezioni internazionale, un corpus di 200 opere sbarca sul Lago di Garda, per raccontare le sfumature dell’alienazione da una prospettiva inedita: quella dell’emozione. Scardinato ogni accenno didascalico, al MuSa la narrazione è lasciata a un coro di artisti votati allo spleeen, talenti rinchiusi in ospedale psichiatrico e creativi ancor più dissensati da scegliere di rappresentarne gli interni.

Gioconda modella invereconda di Alessandri
Gioconda modella invereconda di Alessandri

Il mistero dell’alienazione. Motore creativo e forza distruttrice

Sala dopo sala la pittura a tinte forti di Francisco Goya dialoga con l’audace scultura di Adolfo Wildt, mentre l’introspezione dei disegni di Francis Bacon si specchia nei graffiti di impianto psicoanalitico di Jean-Michel Basquiat, per un fluire di impulsi remoti e istinti primitivi. Il percorso prosegue con l’universo visionario di Antonio Ligabue, fra giungle oniriche, paesaggi sognanti e autoritratti volti a sondare gli abissi dell’inconscio.

Dopo avere attraversato il dolore come fonte d’ispirazione ed essersi soffermati sul potenziale creativo del male di vivere, ci si inoltra nella forza distruttrice della follia, incarnata da un olio su tela di Adolf Hitler. Presentata in anteprima mondiale, l’opera testimonia la banalità della miseria umana e riporta alla mente quando l’artefice del peggior misfatto della storia disse con noncuranza all’ambasciatore inglese Neville Henderson: “Io sono un artista e non un politico. Una volta che la questione polacca sarà risolta, voglio finire la mia vita come un artista”.

Leopardo di Ligabue
Leopardo di Ligabue

La sala dei ricordi. Un testamento per il futuro

Non solo dipinti e sculture, ma anche fotografie e installazioni, come quella realizzata da Cesare Inzerillo. In “Tutti santi” i pazienti e i medici di un ospedale psichiatrico si confondono l’un l’altro, per dare vita a un caleidoscopio della follia e svelare come l’angoscia animi in realtà la parte più recondita di ognuno di noi.

Infine un’orchestra di memorabilia denuncia le condizioni disumane dei manicomi, veri e propri luoghi dell’orrore. Fra boccette di farmaci, camice di forza, elettroshock e altri strumenti di terapia -o meglio tortura-, la “Sala dei ricordi” si erge a testamento di un passato che non deve tornare, ricordandoci la vile mediocrità contro cui siamo tutti costantemente chiamati a lottare, per lasciare spazio alla grandezza dell’umanità.

Testa di Bacon
Testa di Bacon
Carlo Zinelli
Carlo Zinelli
Don Byron
Don Byron
La sala delle agitate al Bonifacio di Firenze (Signorini)
La sala delle agitate al Bonifacio di Firenze (Signorini)

Informazioni utili

MUSEO DELLA FOLLIA. DA GOYA A BACON

A cura di Vittorio Sgarbi

MUSA-Museo di Salò (MuSa)

Via Brunati 9- Salò (BS)- 25087

Fino al 16 novembre 2017

http://museodisalo.it/?event=museo-della-follia-da-goya-a-bacon

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