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Da Joan Jonas all’architettura climatica di Philippe Rahm. Tutto sulla 4° edizione del Verbier Art Summit

Verbier Art Summit 2019 Nancy Holt, Sun Tunnels, 1973–76 Nancy Holt, Sun Tunnels, 1973–76
Verbier Art Summit 2019 Nancy Holt, Sun Tunnels, 1973–76
Nancy Holt, Sun Tunnels, 1973–76

Arte, cambiamento climatico e sostenibilità ambientale. Quest’anno, al centro del Verbier Art Summit, che nel 2020 festeggerà il suo quarto compleanno, una riflessione sull’impatto che il consumo indiscriminato delle risorse sta avendo nella società contemporanea. Ma soprattutto su come agire prima che la situazione non precipiti irreparabilmente.

Resource Hungry. Our cultured landscape and its ecological impact. Questo il titolo scelto per la prossima edizione della due giorni (31 gennaio – 1 febbraio 2020) nata per mettere in contatto le più varie personalità del mondo dell’arte, favorendo lo scambio e la creazione di idee innovative che possano sostenere e guidare un benefico cambiamento sociale. Quest’anno il Summit, che per ogni edizione collabora con un direttore museale proveniente da un contesto differente, si avvarrà dell’aiuto di Jessica Morgan, direttrice della Dia Art Foundation di New York, che da subito ha posto l’accento su come sia fondamentale che ognuno contribuisca attivamente alla causa ambientale, puntando non sulla quantità di azioni realizzate quanto piuttosto sulla qualità, facendo in modo di creare qualcosa che duri nel tempo.

La città di Verbier si prepara ad ospitare il festival con un ricco programma di talk, mostre, conferenze e iniziative, tutte volte a stimolare una riflessione sul futuro dell’arte e sulle ripercussioni che essa ha -o potrebbe avere- sul delicato ecosistema in cui viviamo, ormai portato allo stremo dall’inesauribile fame di risorse dell’uomo. Un tema, questo, tra i più “caldi” degli ultimi tempi, in questo caso filtrato da una prospettiva originale, quella del design, dell’architettura, delle arti visive, discipline capaci -si spera- di dar vita a un pensiero critico e proattivo.

Verbier Art Summit 2019 Jessica Morgan
Jessica Morgan

Ad aprire il Summit sarà Joan Jonas, pioniera dell’arte performativa e da tempo impegnata nella realizzazione di opere a tema ambientale, che per l’occasione si servirà di video, poesia e performance per parlare a tutti i presenti dell’ambiente e degli animali che lo abitano. Tra gli interventi, da segnalare quelli di Djamila Ribeiro, filosofa, scrittrice e attivista brasiliana, che parlerà di disuguaglianza e responsabilità collettiva; degli architetti Adrian Lahoud, curatore della Triennale di Architettura di Sharjah (Emirati Arabi), che riflette sull’idea di potere, e Philippe Rahm, interessato a esplorare un nuovo tipo di “architettura climatica”. E ancora Dorothea von Hantelmann, professoressa di arte e società, con cui verrà trattato il tema dell’importanza rivestita dall’arte al giorno d’oggi.

Tra i tanti progetti vanno poi segnalati l’incontro con Julie’s Bicycle, associazione di beneficenza londinese che chiuderà il Summit con un momento di riflessione collettiva su quello che la comunità può fare per il cambiamento climatico e per la sostenibilità ambientale, e la mostra di Samuel Turpin, Humans & Climate Change Stories, incentrata sul racconto della vita di 12 famiglie direttamente toccate dal cambiamento climatico. Sarà inoltre possibile prendere parte a una visita guidata del Parco delle sculture, per il quale l’artista Karsten Födinger creerà delle opere site specific.

Per chi poi non avesse la possibilità di essere presente al Summit, la ricca programmazione di podcast live disponibili sul sito web renderanno possibile la partecipazione a distanza agli interessati.

*Verbier Art Summit 2019 Nancy Holt, Sun Tunnels, 1973–76

Informazioni utili  

Verbier Art Summit: Resource Hungry. Our cultured landscape and its ecological impact

Dal 31 gennaio al 1 febbraio 2020

Verbier, Svizzera

https://www.verbierartsummit.org

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