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Come si diventa artisti della Galleria Continua? La prima mostra di Rudi Ninov. Le parole della direttrice di San Gimignano e dell’artista

Rudi Ninov - Writing Paintings 2023, exhibition view Galleria Continua San Gimignano, Italy. Photo: Ela Bialkowska, OKNO Studio
Rudi Ninov – Writing Paintings 2023, exhibition view Galleria Continua San Gimignano, Italy. Photo: Ela Bialkowska, OKNO Studio

Fare ritorno, ogni tanto, a San Gimignano, dove tutto è iniziato è fondamentale per capire il presente della Galleria Continua. 66 gli artisti rappresentati, otto le sedi a San Gimignano, Pechino, Les Moulins, L’Avana, Roma, San Paolo, Parigi e Dubai, nelle quali solo nel 2022 ha realizzato 26 mostre, a cui vanno aggiunti numerosi progetti esterni (tra cui Arte all’Arte, che nel 2021 ha celebrato i 25 anni di attività), collaborazioni con enti pubblici e privati e la presenza a tutte le maggiori fiere internazionali (in questi giorni ad Art Dubai, ne avevamo parlato qui), ne fanno un vulcanico protagonista del sistema dell’arte contemporanea mondiale. A riprova di questo i suoi fondatori – Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi e Maurizio Rigillo – sono stati inseriti nella Power 100 di ArtReview ininterrottamente dal 2009 al 2021 e lo scorso anno la storia della galleria è stata raccontata nel docu-film “Galleria Continua: The Ability to Dream“, prodotto e realizzato da Sky Arte e TIWI. Una delle domande ricorrenti – ma spesso inespresse – in merito alla sua attività è “come si diventa artisti della Galleria Continua?”

In occasione dell’apertura delle mostre di Rudi NinovWriting Paintings” e del duo Ornaghi & PrestinariSbilenco” (entrambe visitabili fino al 7 maggio) abbiamo raggiunto Veronica Tronnolone, Direttrice della sede di San Gimignano della Galleria Continua, e Rudi Ninov (Teteven, Bulgaria, 1992), alla sua prima personale con la Galleria Continua, per farci raccontare come si diventa artisti della Galleria Continua e il percorso espositivo di “Writing Paintings”.

Veronica Tronnolone. Ph. Ela Bialkowska, OKNO Studio

Intervista a Veronica Tronnolone

Silvia Conta: Che cosa differenzia la sede di San Gimignano dalle altre sedi?

Veronica Tronnolone: «La sede di San Gimignano è quella dove questa storia ha avuto origine. San Gimignano è il Paese dove quello che all’inizio era solo un sogno di tre giovani ragazzi, si è pian piano fatto realtà ed è inevitabile non dire che questa è la differenza.

Sappiamo che è importante non perdere la memoria della storia e delle nostre origini ma abbiamo anche sempre rivolto lo sguardo verso il futuro con continuità proprio come evocato dal nome (Galleria Continua) che ormai più di 30 anni fa ha contraddistinto questa avventura.

Questo per dire che l’ex cinema-teatro di San Gimignano ha tanto di diverso dalle altre sedi, proprio perché ognuna è unica per la propria storia, per la propria architettura, per la natura del luogo che la accoglie ma ognuna è anche molto simile all’altra perché fondata sempre con lo stesso spirito da Lorenzo, Mario e Maurizio (“i Continui”) che sono i fondatori che animano ogni iniziativa.

A voler ripercorrere la genesi in modo preciso è stato ad ottobre del 1990 che Galleria  Continua ha inaugurato la prima mostra in un piccolo spazio in via della Rocca nel cuore di San Gimignano. Ed è nel 1994 che la Galleria inaugura la sua prima mostra nello spazio che ancora oggi ci caratterizza in tutto il mondo.

San Gimignano è stata anche la culla che ci ha permesso di vedere realizzato un rapporto diretto dell’artista con il territorio e gli artisti sono sempre stati chiamati a confrontarsi col luogo, gli artigiani e i materiali locali in un dialogo continuo con il luogo che al momento li stava accogliendo. 

L’idea era quella di declinare in modo nuovo il rapporto tra città/campagna, locale/globale, cercando di portare l’arte contemporanea in un contesto rurale, lontano da metropoli trafficate e centri attesi della cultura.

La sede di San Gimignano è sicuramente un luogo unico e inaspettato, dove l’arte contemporanea si lega alla storia come una testimonianza del presente, scavando delle tracce che resteranno come reperti per le generazioni future, un luogo che permetterà di tessere un filo coerente, impegnato e appassionato e di aprire nuove strade e possibilità.

E così per fortuna è stato, con l’apertura e la realizzazione di tante altre sedi. Nel 2004 Galleria Continua è stata la prima galleria straniera con un programma internazionale ad aprire in Cina a Pechino, due anni dopo, nel 2007, ha inaugurato un nuovo spazio – Les Moulins – nella campagna parigina e così avanti. Oggi Galleria Continua conta otto spazi in giro per il mondo da L’Avana a Cuba, a Sao Paulo in Brasile, da Roma a Parigi fino ad arrivare a Dubai, luoghi sempre architettonicamente non omologati ai canoni del white cube e officina di linguaggi contemporanei che coniugano arte, socialità e cultura».

Rudi Ninov – Writing Paintings 2023, exhibition view Galleria Continua San Gimignano, Italy. Photo: Ela Bialkowska, OKNO Studio

SC: Quante mostre circa realizza in un anno Galleria Continua? Di queste quante a San Gimignano? Quale percentuale, approssimativamente, è dedicata a nuovi artisti della galleria?

VT: «Ogni anno realizziamo circa trenta mostre nei nostri spazi, ma sono molti anche i progetti che portiamo avanti insieme agli artisti in musei, fondazioni e altri luoghi pubblici o privati aperti alla cultura.

La programmazione di San Gimignano prevede tre grandi date: una tra gennaio e febbraio, la seconda verso aprile e maggio e la terza a settembre. Solitamente si tratta di mostre personali e spesso riusciamo ad ospitare due o tre artisti contemporaneamente.

Il lavoro con i giovani artisti è un qualcosa che la galleria ha abbracciato sin dalla sua fondazione e che ci ha accompagnato tutti questi anni in modo parallelo al lavoro con i grandi maestri dell’arte contemporanea e agli artisti che già occupano una posizione affermata nel mercato. Dal 1996 al 1999, ad esempio, abbiamo proposto “Il Punto”, un evento annuale aperto al pubblico, curato da Elio Grazioli, al quale invitavamo a un tavolo di dibattito e di confronto giovani artisti di diverse discipline, dall’arte visiva, alla performance, al teatro ma anche curatori, scrittori e artisti già affermati. Il convegno si  svolgeva su due giorni ed era accompagno da una mostra e da una pubblicazione che raccoglieva tutti gli atti del convegno. Dopo il 2020 e tutto quello che si è portato dietro sia a livello di scelte strategiche che di nuove modalità di relazione, siamo tornati in modo forse più attento alla ricerca di nuovi talenti e le due mostre che ospitiamo a San Gimignano di Ornaghi & Prestinari e Rudi Ninov o la presentazione di Marta Spagnoli nella sezione PITTURA XXI di Arte Fiera ne sono l’emblema.

Entrare ogni mattina in galleria e muoversi tra le giovani mostre che attualmente ospitiamo da davvero una bella soddisfazione ed è piacevole percepire la freschezza di questi lavori e rivedere spazi già ripensati e trasformati da grandi artisti, reinterpretati oggi con linguaggi di nuove generazioni».

Rudi Ninov – Writing Paintings 2023, exhibition view Galleria Continua San Gimignano, Italy. Photo: Ela Bialkowska, OKNO Studio

SC: Come viene deciso se un giovane artista potrà lavorare con Galleria Continua? Quanti artisti giovani vengono mediamente inclusi ogni anno? Quali caratteristiche deve avere il loro lavoro? Ci sono dei “passaggi obbligati” in questo processo, ad esempio la prima mostra ufficiale di collaborazione avviene sempre a San Gimignano?

VT: «Non abbiamo un processo rigido di selezione dei giovani artisti con cui decidiamo di collaborare, forse anche per la natura stessa del nostro lavoro. Questo non accade neanche per i grandi artisti.

Si parla di incontri e affinità, energie e dialoghi, ponti che ci permettono di crescere e sostenere il lavoro di artisti che riteniamo validi, che in qualche modo sono riusciti ad attirare la nostra attenzione. L’apertura della sede a L’Avana ci ha permesso di conoscere e apprezzare il lavoro di diversi giovani artisti cubani; nel 2017 li abbiamo presentati in una collettiva a Les Moulins, “Cuba mi amor” e adesso annoverano  nel loro curriculum mostre in musei e partecipazioni a biennali ed esposizioni internazionali. Siamo felici di aver contribuito a creare tali opportunità. 

Riceviamo ogni settimana molti portfolio via email e tentiamo ogni volta di guardarli tutti ma non sempre la fruizione online è sufficiente purtroppo per capire la validità di un’opera o l’emozione che da essa possiamo trarre. Per questo motivo spesso sono gli incontri e le relazioni a rendere speciale la nascita di una nuova collaborazione.

La sede dove poi le mostre accadono non necessariamente sarà San Gimignano ma per lo più deriva dalla natura della proposta della mostra, dagli eventi che in contemporanea avvengono e anche dal desiderio dell’artista. Questo vale sia per gli artisti emergenti che per quelli già affermati; ad esempio a ottobre dello scorso anno abbiamo inaugurato la collaborazione con una delle figure più importanti della scena internazionale, Adel Abdessemed, con una personale nella nostra sede parigina». 

Rudi Ninov – Untitled (pass the Jinn) 2019, ceramic, 147 x 69 x 48 cm. Photo: Ela Bialkowska, OKNO Studio

SC:  In questo momento è in corso la prima personale in Italia di Rudi Ninov. Come è nata la collaborazione con lui?

VT: «Abbiamo inaugurato la prima personale in Italia di Rudi Ninov “Writing Paintings” questo gennaio nel nostro spazio di San Gimignano e resterà on view fino al 7 maggio 2023.

La mostra presenta lavori sia di scultura che di pittura, che esplorano suoni e significanti tradotti in forma e colore secondo l’immaginario dell’artista. I dipinti variano da grandi a piccolissimi formati e si presentano come scritti visivi nella loro reimmaginazione di figure familiari.

Abbiamo conosciuto il lavoro di questo giovane artista bulgaro nel 2020 grazie a Nedko Solakov, artista – anche lui bulgaro – con cui lavoriamo da moltissimi anni, in occasione della mostra “The Artist-Collector’s Dream (a nice thing)” che vedeva l’artista Nedko Solakov contemporaneamente impegnato a giocare il ruolo di artista, collezionista e creatore di questo progetto espositivo per il quale aveva selezionato sedici autori di cui possedeva un lavoro nella sua collezione e tre – Chen Zhen, Anish Kapoor e Carol Rama – di cui gli sarebbe piaciuto includere un’opera.

Durante questa mostra nel 2020 Nedko Solakov decise di esporre sul palco dell’ex cinema-teatro di San Gimignano (sede della Galleria Continua) due dipinti di Rudi Ninov “Untitled (deuce shuffle)” e “Untitled (blue cee)” di 200 x 170 cm dove i colori sembravano quasi congelati in movimento ispirando una narrazione e un’attribuzione di significato tutta personale.

Abbiamo poi avuto il piacere di collaborare con Rudi nel 2021 per la seconda edizione di “Una Boccata d’Arte”, il progetto d’arte contemporanea diffuso in tutta Italia promosso da Fondazione Elpis in collaborazione con Galleria Continua e con la partecipazione di Threes Productions. In quell’occasione Rudi è stato invitato in Emilia Romagna a Portico e San Benedetto con “Colour Notes in Epilogue” presentando due installazione in ceramica, una all’interno del piccolo Oratorio sul Ponte, in dialogo con la riproduzione della Visitazione di Carmignano di Pontormo, e l’altra presso la biblioteca, insieme a una serie di tele allestite nel torrione del borgo.

Quello che ci ha colpito del suo lavoro è stata la scivolosità del segno e l’esplorazione della forma attraverso le pennellate, che sono alla base della sua indagine sul processo di significazione del linguaggio – mai fisso, ma sempre in movimento – come una danza perpetua dove il gesto si avvicina alla forma, la forma si avvicina al significato ma  il significato resta indeterminato in uno spazio ricco di possibilità».

Rudi Ninov. Ph. Ela Bialkowska, OKNO Studio

Intervista a Rudi Ninov

SC: Cosa sono per te scultura e pittura?

RN: «Credo che se conoscessi la risposta a questa domanda non dipingerei. L’atto pittorico per me è intimo e riflessivo, e gran parte di questo atto è la scoperta attraverso il processo stesso. L’atto ha un lato astratto e uno figurativo.

Il lato figurativo è l’effettivo movimento della pittura con il pennello intorno alla tela…

La ricerca, gli errori, i dubbi, per poi rifare tutto da capo. Il figurativo è la vera passione e l’interesse che nutro per il processo pittorico da quando sono entrato per la prima volta alla Tate Modern all’età di undici anni. L’astratto è l’amore per la musica, i colori, la poesia, i film e il lavoro di altri artisti. 

All’incirca alla stessa età, mentre andavo a scuola, la pittura e il disegno sono diventati per me uno strumento espressivo di base, perché non parlavo la lingua inglese, dato che io e la mia famiglia eravamo appena immigrati nel Regno Unito. Per molto tempo mi sono sentita a mio agio e in pace solo nelle classi di arte e matematica, perché il linguaggio con cui avevo a che fare era puramente visivo. Credo che sia stato allora che la pittura mi è rimasta impressa».

Rudi Ninov – Writing Paintings 2023, exhibition view Galleria Continua San Gimignano, Italy. Photo: Ela Bialkowska, OKNO Studio

SC: Quali aspetti della sua pratica artistica emergono in questa mostra a San Gimignano?

RN: «Ho chiamato la mostra “Writing Paintings” perché ultimamente ho pensato al meccanismo della scrittura o della calligrafia per essere più precisi, come opportunità per un’esplorazione pittorica basata sul processo. Tengo appunti scritti sotto forma di bozze veloci, schizzi o spesso testi più lunghi, appuntati intorno alle pareti del mio studio. All’interno di essi osservo gli strumenti e l’atto di modifica del pensiero. La scrittura è un processo meccanico di editing del pensiero in tempo reale. La scrittura è anche una traccia visiva di grandezze, forme, flussi e movimenti. C’è una tracciabilità dell’inizio e della fine.
Il colore come strumento non è necessariamente presente nella scrittura, ma ha la capacità di contribuire alle proprietà di peso, immobilità, movimento e durata di una composizione».

SC: Quali sono le sue principali fonti di ispirazione?

RN: «Le fonti di ispirazione sono molteplici e spesso casuali. Sono quasi dei piccoli suggerimenti e indizi che colgo durante la giornata e che poi filtrano nel mio studio. Di recente, mentre scendevo una lunga scala mobile in una stazione ferroviaria a Francoforte, ho notato una parete di piastrelle a forma di rombo che si estendeva lungo le pareti. Le piastrelle erano di una particolare tonalità di blu pallido e marrone bronzo, che mi è sembrata una scelta strana per un ambiente pubblico e affollato. Mentre scendevo le scale mobili mi sembrava di essere al centro di un fenachistoscopio, dove osservavo gli strani effetti del movimento in questi due colori blu e marrone a forma di rombo».

SC: Quali sono i suoi progetti espositivi futuri?

RN: «Ho alcune discussioni aperte su progetti espositivi futuri, ma al momento sono principalmente concentrato sul mio lavoro in studio».

Rudi Ninov – Writing Paintings 2023, exhibition view Galleria Continua San Gimignano, Italy. Photo: Ela Bialkowska, OKNO Studio

 

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