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L’Italia in fotografia. Fondazione Alinari e MuFoCo alle Scuderie del Quirinale

Olivo Barbieri, “site specific. Milano 09”, 2009, © Olivo Barbieri - Museo di Fotografia Contemporanea,Milano-Cinisello Balsamo Olivo Barbieri, “site specific. Milano 09”, 2009, © Olivo Barbieri - Museo di Fotografia Contemporanea,Milano-Cinisello Balsamo
Olivo Barbieri, “site specific. Milano 09”, 2009, © Olivo Barbieri - Museo di Fotografia Contemporanea,Milano-Cinisello Balsamo
Olivo Barbieri, “site specific. Milano 09”, 2009, © Olivo Barbieri – Museo di Fotografia Contemporanea,Milano-Cinisello Balsamo

Alle Scuderie del Quirinale una monumentale mostra con oltre 600 immagini per raccontare il paesaggio come elemento identitario della cultura nazionale

Dal 1800 ad oggi l’Italia è stata osservata, vissuta e sentita come scenario di storie e di tradizione, luogo di contemplazione e di rivolte, di dissolvimenti e di catarsi, ma soprattutto – nelle parole del massimo poeta del Novecento Mario Luzi – come un grande e variegatissimo desiderio. È da questa concezione di paesaggio desiderante che nasce la mostra L’Italia è un desiderio. Fotografie, Paesaggi e Visioni (1842-2022). Le Collezioni Alinari e Mufoco, fruibile alle Scuderie del Quirinale fino al 3 settembre 2023.

Un itinerario espositivo che parte dal 1800, allorquando nacque quell’arte dell’occhio e dell’intimo sentire divenuta bene culturale soltanto nel 1999, come ricorda Gabriella Guerci, Direttore di Produzione del Museo di Fotografia Contemporanea. Quell’arte non contemplata tra le dieci arti canoniche e che tuttavia le travalica e le comprende. “La fotografia è un’arte che fotografa l’arte” ha commentato durante la conferenza stampa Lucia Borgonzoni, Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, sottolineando la volontà di sostenere i progetti fotografici contemporanei e i giovani fotografi di oggi nelle proprie sperimentazioni, entrando in dialogo con gli altri paesi d’Europa e del mondo.

L’Italia è un desiderio. Fotografie, Paesaggi e Visioni (1842-2022). Le Collezioni Alinari e Mufoco, fruibile alle Scuderie del Quirinale (foto Ivan Novelli)
L’Italia è un desiderio. Fotografie, Paesaggi e Visioni (1842-2022). Le Collezioni Alinari e Mufoco, Scuderie del Quirinale (foto Ivan Novelli)

Unità di misura

L’andamento cronologico è soltanto una traccia della mostra: non c’è la volontà di raccontare con piglio pedissequo la storia del Bel Paese o la storia della fotografia. C’è piuttosto l’entusiasmo di indurre la fruizione ad aprire, nelle sale di uno storico edificio di riferimento dell’arte a Roma, un varco per la fotografia da intendersi come unità di misura dell’uomo nel suo confronto costante con l’ambiente romantico, poetico, estatico, sociale, politico che lo circonda.

L’Italia è una proiezione di bellezza. Quella che inaugura oggi è la documentazione storica del rapporto tra umano e natura – ha dichiarato Davide Rondoni, poeta, scrittore e presidente del Museo di Fotografia Contemporanea – è quando l’uomo si rivolge alle stelle che gli mancano che nasce il gesto di rappresentare le nostre terre come un desiderio”. Oltre 600 le opere in mostra fra dagherrotipi, primordiali negativi su carta e su vetro, diapositive, lastre, autocromie, stampe vintage e stampe fine art da negativo originale, fino alle stampe a colori in grande formato e agli esperimenti contemporanei che attingono al digitale, ad Instagram e ad installazioni collaterali per così dire, testimoni dello sconfinamento fotografico nel materico.

Stabilimento Giacomo Brogi, Piazzetta di San Marco con effetto di pioggia--Venezia 1910 ca., stampa alla gelatina ai sali d’argento su carta--Firenze, Archivi Alinari
Stabilimento Giacomo Brogi, Piazzetta di San Marco con effetto di pioggia–Venezia 1910 ca., stampa alla gelatina ai sali d’argento su carta–Firenze, Archivi Alinari

Occhio fotografico

Il percorso è binario: mentre il primo piano delle Scuderie accoglie fotografie che attingono al ricchissimo bacino degli Archivi Alinari, al secondo piano si susseguono le opere desunte dal bacino del MuFoCo. Ma la binarietà dell’iter non è definitiva: di tanto in tanto lungo il percorso ci si può imbattere in una serie di “scintille”. Momenti di contatto diretto tra l’una e l’altra collezione, con fotografie che si richiamano vicendevolmente. Attimi cortocircuitanti di messa a fuoco del funzionamento, della produzione e della fruizione fotografica. “Impatto – ha fatto notare Lucia Borgonzoni – è la parola chiave di questa mostra. L’impatto del singolo con il paesaggio naturale nella prima serie di foto richiama al medium pittorico, ma poi c’è l’impatto con il contesto industriale, c’è il reportage. Se penso all’impatto dell’uomo con il contesto d’intorno non posso non andare col pensiero alla Romagna: il paesaggio che avevamo fino a un mese fa non esiste più”.

In questo senso la mostra sottolinea qualcosa di vitale per comprendere il ruolo prezioso e fatale dell’occhio fotografico: “c’è un insegnamento da tenere a mente. Quando si scatta una fotografia essa ci restituisce ciò che si ha di fronte, quando la si riguarda dopo un po’ di tempo è un invito a riflettere sui mutamenti” ha spiegato Mario De Simoni, Presidente delle Scuderie del Quirinale, introducendo la presentazione della mostra, durante la quale si è messa in dubbio la capacità dell’intelligenza artificiale nella produzione di immagini significative. Poiché la sensibilità, le prospettive, le dinamiche della memoria e del ricordo appartengono all’uomo e non potranno mai essere sostituite da una macchina.

L’Italia è un desiderio. Fotografie, Paesaggi e Visioni (1842-2022). Le Collezioni Alinari e Mufoco, fruibile alle Scuderie del Quirinale (foto Ivan Novelli)
L’Italia è un desiderio. Fotografie, Paesaggi e Visioni (1842-2022). Le Collezioni Alinari e Mufoco, Scuderie del Quirinale (foto Ivan Novelli)

Polifonia autoriale

Il viaggio fotografico proposto dalle Scuderie suggerisce una fruizione lenta e riflessiva, in controtendenza rispetto alle grandi mostre di taglio commerciale, poiché al centro del quadrante non vi è soltanto il soggetto messo a fuoco, ma una polifonia autoriale vastissima di fotografi italiani e stranieri che hanno viaggiato in Italia, l’hanno amata, esplorata, scelta come patria del cuore. Alle panoramiche romane e fiorentine di Michele Petagna e di Leopoldo Alinari seguono le narrazioni del Grand Tour attraverso gli occhi di Girault de Prangey, Calvert Richard Jones, Frédéric Flachéron e Giacomo Caneva. Ai primi tentativi di restituire l’Italia a colori dello scienziato Giorgio Roster si alternano gli scatti artistici di Vittorio Alinari e Wilhelm von Gloeden. Frattanto Vincenzo Balocchi, Luciano Ferri, Alberto Lattuada e Fosco Maraini incantano la fruizione affrescando gli anni quaranta e cinquanta del Novecento tra scorci, montagne e spaccati del Sud Italia.

Alla stagione dei reportage, di cui sono protagoniste le fotografie di Letizia Battaglia, Carla Cerati, Uliano Lucas, Federico Patellani, seguono le immagini concettuali e poetiche di Mario Cresci, Franco Fontana e Mario Giacomelli. Si arriva così da scatti che sembrano disegni ai linguaggi del nuovo millennio con Paola De Pietri, Fischli and Weiss, Francesco Jodice, Massimo Vitali, Thomas Struth, fino alle ricerche dei più giovani fotografi contemporanei. Al centro della mostra, sezione pulsante e indimenticabile l’esperienza del Viaggio in Italia di Luigi Ghirri, con una raccolta di sguardi – quelli di Gabriele Basilico, Giovanni Chiaramonte, Guido Guidi – che, puntando sul marginale e sul quotidiano, sul domestico e sul dettaglio teorico, si sono fatti manifesto di una nuova fotografia italiana e punto di non ritorno.

 

Fratelli Alinari Fotografi presso Luigi Bardi, Panorama di Siena con Piazza del Campo e la torre del--Palazzo Pubblico, Siena 1855 ca., stampa all’albumina su carta, Firenze, Archivi Alinari-collezi
Fratelli Alinari Fotografi presso Luigi Bardi, Panorama di Siena con Piazza del Campo e la torre del–Palazzo Pubblico, Siena 1855 ca., stampa all’albumina su carta, Firenze, Archivi Alinari-collezi

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