
Scopriamo i progetti per l’anno 2026 dei protagonisti del sistema dell’arte italiana: critici e storici dell’arte, direttori di museo, artisti, galleristi, collezionisti, operatori culturali
1. Warhol | Kounellis Il 2026 segna i trentacinque anni della mia direzione della Galleria Fumagalli, un traguardo che non intendo affrontare in chiave celebrativa, ma come momento di verifica critica e di rilancio. In questa prospettiva si colloca la mostra dedicata al dialogo tra Jannis Kounellis e Andy Warhol, un progetto centrale per chiarire alcune linee di ricerca che attraversano da tempo il mio lavoro: il confronto tra materia e immagine, tra esperienza tragica e forma iconica, tra la tradizione europea e l’immaginario americano. Kounellis e Warhol rappresentano due modalità radicalmente diverse e tuttavia speculari di misurarsi con la storia, il corpo, la morte, il potere delle immagini. Da un lato la materia come peso, resistenza, memoria; dall’altro l’immagine come superficie, ripetizione, icona. La mostra non propone una lettura comparativa in senso storico, ma un campo di tensioni in cui queste due posizioni si interrogano reciprocamente rendendo visibili fratture, convergenze e zone di ambiguità che continuano a interrogare il presente. Parallelamente è in preparazione una pubblicazione che prende le mosse dalla mostra Warhol | Kounellis per indagare il complesso rapporto tra arte europea e americana, non come opposizione geografica, ma come differenza di postura culturale e politica. Il volume, che sarà presentato ad aprile nella Sala Napoleonica di Brera, intende contribuire a una riflessione più ampia sulle genealogie dell’arte contemporanea e sui loro slittamenti nel tempo.
2. Contesti esterni Proseguirà inoltre il lavoro volto a portare gli artisti della galleria in contesti esterni allo spazio espositivo tradizionale, in luoghi non esclusivi dell’arte, capaci di mettere in crisi la separazione tra pratica artistica e spazio sociale. Alcuni di questi progetti, che vedranno protagonisti Chiara Lecca e Sang A Han sono già in una fase avanzata di sviluppo.
3. Riflessione Il 2026 sarà infine un anno di riflessione, intesa non come sospensione ma come esercizio di consapevolezza critica. In un momento segnato da una crisi strutturale del mercato dell’arte, si renderà necessaria una revisione radicale del modello economico, culturale e gestionale della galleria, interrogandone la sostenibilità, l’efficacia e la coerenza con il contesto attuale, senza escludere cambiamenti strutturali.
Annamaria Maggi si forma al DAMS presso l’Università di Bologna, con una tesi di laurea su Enrico Castellani e l’arte italiana degli anni Sessanta. Dal 1991 inizia la sua attività all’interno della galleria Fumagalli, portando a Bergamo artisti di fama internazionale appartenenti alle correnti dell’Informale, della Pittura Analitica, dell’Arte Povera e del Minimalismo italiano. E artisti italiani quali Enrico Castellani, Jannis Kounellis, Giuseppe Uncini, Carla Accardi, Pietro Consagra e Agostino Bonalumi. Negli anni la Galleria Fumagalli fonda e gestisce gli Archivi di Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Giorgio Griffa e Giuseppe Uncini. Nel 2007 Annamaria Maggi assume la piena direzione della galleria proseguendo la linea artistica iniziata, ma accogliendo anche nuove proposte e giovani artisti quali, nel corso degli anni, Sang A Han, Maria Elisabetta Novello, Luca Boffi, Mattia Bosco, Chiara Lecca. Nel 2012 chiude la sede di Bergamo per riaprire nel 2016 nei suggestivi spazi di uno storico palazzo milanese in Via Bonaventura Cavalieri 6.









