Print Friendly and PDF

Sara Shamma rappresenterà la Siria alla Biennale Arte di Venezia 2026

Sara Shamma (foto Mohammad Azaat) Sara Shamma (foto Mohammad Azaat)
Sara Shamma (foto Mohammad Azaat)
Sara Shamma (foto Mohammad Azaat)
Shamma presenterà il progetto dal titolo The Tower Tomb of Palmyra, che intreccia pittura, architettura, luce, suono e profumo

Per la prima volta, il Padiglione abbandonerà il formato collettivo delle edizioni precedenti per concentrarsi su un’unica voce artistica. Riaffermando la presenza della Siria nel panorama dell’arte contemporanea globale. A rappresentare la Siria alla 61ª Biennale di Venezia, in programma dal 9 maggio al 22 novembre, sarà l’artista Sara Shamma. Con un progetto dal titolo The Tower Tomb of Palmyra, curato da Yuko Hasegawa e commissionato dal Ministero della Cultura siriano.

L’installazione di Shamma sarà un’esperienza immersiva che intreccia pittura, architettura, luce, suono e profumo. Ispirata alle antiche torri funerarie di Palmira, distrutte durante il conflitto. Costruite tra il I e il III secolo d.C., le torri di Palmira erano monumentali mausolei familiari e simboli di una convivenza culturale e religiosa che univa tradizioni greco-romane, aramaiche e arabe. La loro distruzione e il saccheggio di centinaia di ritratti funerari le hanno trasformate in emblemi di una perdita culturale ancora aperta.

Attraverso questo progetto, l’artista intende riflettere su memoria, resilienza e restituzione del patrimonio trafugato. “Questa mostra non è solo una riflessione sulla perdita, ma un messaggio di speranza e unità”, afferma Shamma. Per la curatrice Yuko Hasegawa, l’opera dell’artista “trascende le narrazioni nazionali, affrontando temi universali come la memoria, il lutto e la resilienza culturale”. The Tower Tomb of Palmyra sarà visitabile nel cortile all’aperto dell’Università IUAV di Venezia, presso il campus del Cotonificio.

Commenta con Facebook