
Per la presentazione del catalogo della mostra Charlotte Colbert sceglie la Regata Storica in Canal Grande a Venezia
Gli occhi chiusi al riparo dal sole dorato di una calda giornata di fine estate, le bracciate concitate, le urla che incitano alla voga, i remi che schiacciano le acque agitate del Canale, gli applausi e le voci che si stagliano dai palazzi, i bicchieri pieni di ghiaccio per placare la sete e la calura, le risate e i cappelli eleganti delle signore: che si muovono affacciati dai palazzi della città: questa è la giornata tanto attesa della Regata Storica a Venezia.
Il più importante evento di voga alla veneta disputato ogni anno nel Canal Grande la prima domenica di settembre. Tutta la città si ferma e torna indietro nel tempo per celebrare Caterina Cornaro, regina di Cipro che abdicò a favore della Repubblica di Venezia; decine di barche storiche tipiche,i bissoni e il nobile Bucintoro, sfilano in corteo con figuranti in abiti d’epoca, fra questi, il Doge e la Dogaressa, le più alte magistrature della potente Serenissima.
Dopo la sfilata, la gara, le gondole a fondo piatto guidate in piedi, le diverse categorie, discriminate per età e tipo di barca, le mascarette usate dalle donne, i veloci gondolini, i pupparin, le caorline. Una moltitudine di colori, quelli tradizionali, il bianco, il canarino, il celeste, il marrone, il rosa, il rosso, l’arancio, il verde e il viola, che distinguono i contendenti e puntellano le acque della Laguna.

La sacerdotessa dell’arte
Bella e carismatica, Charlotte Colbert guida una nuova generazione di artiste, con la sua personalità e il suo talento poliedrico, la sua luce coinvolge e tocca il cuore delle persone, con la sua generosità rende unica la sua arte e la offre al mondo. Il suo progetto artistico “Possible Landscapes” è stato pensato per la Biennale Arte 2026 e riunisce sculture monumentali in acciaio lucidato, segno distintivo del suo codice creativo. La loro collocazione è in due luoghi meravigliosi: Palazzo Corner della Ca’ Granda, affacciato sul Canal Grande, con vista su Palazzo Venier dei Leoni, sede della Collezione Guggenheim e nel giardino segreto di Aman Venice. In un contesto informale fatto di musica, conversazioni, scambi di idee, viene presentato il catalogo della mostra, in conversazione con l’artista, la curatrice Yasmine Helou, Keti Stamo e Carolina Pasti.
Il Grande Occhio, The Eye Arch
E’ una meravigliosa occasione di scambio e confronto e l’opera “Eye Arch” si staglia con la sua superficie riflettente, in acciaio inossidabile, imponente, plastica e monumentale, falcia il cielo terso di un color azzurro cristallino, trasparente. Questo arco monumentale che ricorda l’antica usanza della celebrazione del Trionfo, una soglia di passaggio, un portale mistico fra mondi diversi, quello interiore e quello esteriore. Un occhio singolo lo sormonta, è di color verde, perchè verde è la natura e l’acqua della Laguna che è l’ispirazione del progetto visivo della Colbert.

Pensando alla nostra società e all’uso dell’immaginazione come strumento di conoscenza Charlotte Colbert afferma: “Viviamo in strutture immaginate. Tutto ciò che ci circonda è stato prima immaginato da qualcuno. Abiti, città, sistemi politici. Ciò che immaginiamo oggi diventa la realtà di domani. Più sembra impossibile reimmaginare il futuro, più diventa essenziale farlo”. L’immaginazione, quindi, deve portare ad un’epifania che apre ad una nuova realtà e l’artista deve essere architetto e insieme profeta di tale pratica per costruire il futuro come una realtà nuova.
I progetti futuri
In questo momento la Colbert continua a lavorare su più fronti, attualmente è in fase di post-produzione con il suo secondo lungometraggio, “Becoming Capa”. La sua attività cinematografica si affianca e completa quella di artista e viene condivisa dal sodalizio con il marito Philip. Questo film, del quale Colbert non è soltanto regista ma anche sceneggiatrice, racconta la storia dei leggendari fotografi di guerra Gerda Taro e Robert Capa, soffermandosi sul tema della narrazione e soprattutto della memoria e del potere delle immagini.
Non a caso Capa è il fotografo di guerra, che umanizza e dà senso civile alle immagini, che coglie l’azione da così vicino che quasi sembra di essere coinvolti. Inoltre, quest’anno Colbert ha presentato due sculture pubbliche monumentali nei quartieri Flatiron NoMad e Meatpacking di New York nell’ambito di “Chasing Rainbows”, progetto di arte pubblica che fa diventare le piazze pedonali di Manhattan palcoscenici di forme surreali e riflettenti.

Il giardino incantato di Aman e le creazioni nel bicchiere
In occasione dell’inaugurazione della mostra, BIRDY, la cantautrice britannica, ha creato un paesaggio sonoro lirico in collaborazione con l’universo artistico di Charlotte Colbert. Le artiste sono affini e unite da una stessa ispirazione; attraverso l’emozione generata dai suoni, si assiste ad un ampliamento dell’esplorazione della dimensione onirica. Questo luogo è il meraviglioso giardino nascosto fra le mura dell’Aman Venice. Qui, le quattro opere, installazioni site-specific, realizzate in occasione della nuova Biennale Arte 2026, danno vita ad un mondo pieno di sogni e di magia: “Where Angels Live” l’albero in acciaio levigato rituale adornato con forme votive, reliquie, milagros e amuleti, “Supernatural Tendencies”, il pozzo dei desideri come quello delle fiabe, un luogo di intenzione, proiezione e desiderio, “Tree of Wishes”, un albero in metallo specchiante, con pendagli votivi, in dialogo con gli alberi reali presenti nel giardino dal quale esprimere desideri, “There is Light Somewhere”, una lanterna scultorea accompagnata da pendenti sospesi, espande la mostra in un paesaggio immersivo di riflessione e contemplazione.
Entrando nel Palazzo Papadopoli si continua questo viaggio di scoperta fino ad approdare all’affaccio sul Canal Grande in un ricongiungimento con l’elemento d’ispirazione di tutto il progetto espositivo: l’acqua. In questo angolo di paradiso prende vita una nuova esperienza di mixology firmata Aman con le creazioni del Bar Manager Antonio Ferrara. LINFA è il nuovo bar esterno che, come una barca che scivola silenziosa tra i canali, regala una elegante pace in un percorso sensoriale tra i profumi delle erbe aromatiche della Laguna. La nuova cocktail list low alcol è frutto di una profonda conoscenza della materia da parte di Ferrara e del suo giovane team di lavoro, studiata per esplorare i sapori stagionali, unendo profondità aromatica e freschezza, con tutti i vantaggi della bassa gradazione alcolica, perfetta nelle torride giornate estive.

Note speziate, sentori agrumati, suggestioni umami con delicati profili erbacei, compongono cocktail che esaltano il territorio e la natura con i suoi elementi, primo fra tutti, l’acqua con la sua forza nel suo costante movimento di rinascita. Navia, Luma, Vento descrivono ciò che gli occhi osservano in un coinvolgimento sinestetico che stimola tutti i sensi. Voxa (Bitter Bianco, Cordiale alla pesca e al basilico, Angostura Bitter, Prosecco Superiore Santa Margherita) è fra queste creazioni quella che descrive meglio l’opera Eye Arch, visivamente per l’uso cromatico, il verde del grande occhio che è ripreso dalla garnish di basilico, la stratificazione del rosso che diviene arancione e poi giallo come il sole che bagna la superficie dell’opera e la rende dorata nel morire del giorno e infine il gusto coinvolgente e leggermente frizzante.
In pairing l’Executive Chef Riccardo Cera completa l’esplosione di gusto con un’Ostrica Mae’, allevata nella Laguna Veneta, fresca, elegante dalla salinità fine, con aggiunta di granita di cetriolo e lime e un sorbetto di pomodoro verace, Sale di Maldon e basilico a riprendere colori e forme del grande occhio che guarda il Canale. Una narrazione perfetta, studiata nei più piccoli dettagli, una storia che inizia con la vista, il gusto, l’olfatto e finisce tracciando con il tatto la memoria delle imbarcazioni ripresa nel menu con coperta in legno e scanalature.
Charlotte Colbert Possible Landscapes
Fino al 30 settembre 2026
A cura di Yasmine Helou
Palazzo Corner della Ca’ Granda
Aman Venice
Palazzo Papadopoli
Calle Tiepolo, 1364, Sestiere San Polo Venezia



