16 Settembre 2026 03:42

Redazione

Michelangelo Pistoletto Biennale '66, 1962-1966 velina dipinta su acciaio inox lucidato a specchio, cm 230 x 480 Collezione Ileana Sonnabend, New York Foto: Paolo Bressano

Pistoletto e la dimensione del tempo

“L’uomo dipinto veniva avanti come vivo nello spazio vivo dell’ambiente, ma il vero protagonista era il rapporto d’istantaneità che si creava tra lo spettatore, il suo riflesso e la figura dipinta, in un movimento sempre presente che concentrava in sé il passato e il futuro tanto da far dubitare della loro esistenza: era la dimensione del tempo”.
Michelangelo Pistoletto, pubblicato nel catalogo della mostra a Genova alla Galleria La Bertesca nel 1966

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Salvatore-Scarpitta

Scarpitta. Il senso architettonico della tela

“Sono ritornato in America portando i quadri, però frutto di un lavoro italiano […] erano le prime tele a rilievo che vedevano qui, perché non esisteva come fatto. Poi, magari, dopo un anno o due, sono venuti i quadri a rilievo, però geometrizzati. Ma la tela a rilievo era forse la cosa, riempiendo lo spazio già da un muro, che ha dato, secondo me, al minimal la sua partenza, perché invadeva lo spazio non più in un senso pittorico, ma in un senso, direi quasi, architettonico”.
Salvatore Scarpitta

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fausto-melotti

Fausto Melotti e il rinnovamento della scultura

“Gli aspetti innovativi portati al linguaggio della scultura e adottati da Melotti non sono derivati da un aggiornamento del linguaggio tradizionale della scultura, ma dall’applicazione delle idee derivate da altri linguaggi a qualcosa che, grazie a lui, noi oggi chiamiamo scultura”
(Marco Meneguzzo, Sul disegno, p. 21).

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