Divorzio all’Italiana
Per chi ne avesse l’occasione, alla Triennale di Milano, sino al 18 ottobre, si può visitare gratuitamente una bella rassegna
Approfondimenti sul mondo della critica dell’arte
Per chi ne avesse l’occasione, alla Triennale di Milano, sino al 18 ottobre, si può visitare gratuitamente una bella rassegna
Davanti a una sala Passione gremita, l’Architetto Mario Bellini ha presentato il “progetto che non c’è”. Applausi e complimenti nella
Per le festanti folle dei graphic designers, art directors, web surfers et similia (a chi altri potrebbe interessare?) diventa realtà
Oggi va molto di moda utilizzare il mezzo di divulgazione per eccellenza (checché se ne dica, ancora il quotidiano) per

Miguel Barcelò è l’artista che la Spagna ha scelto come suo rappresentante alla 53a edizione della Biennale di Venezia, in corso fino

IL MONDO DELLA DANZA PIANGE IL BALLERINO E COREOGRAFO STATUNITENSE “You have to love dancing to stick to it. It

Poco conosciuta in Italia, sia sul versante critico che su quello del mercato, l’opera della Mitchell può a ragione essere considerata un ponte tra la pittura americana e quella europea della seconda metà del Novecento. Insieme a Lee Krasner (moglie di Jackson Pollock), Grace Hartigan, Helen Frankenthaler (sposata in seconde nozze con Robert Motherwell) ed Elaine de Kooning (moglie di Willem de Kooning) fu tra le pochissime donne protagoniste della grande stagione newyorchese dell’espressionismo astratto. Nel 1949 aveva sposato a Parigi Barney Rosset, editore già proprietario della Grove Press celebre per aver pubblicato lo scandaloso “Tropico del Cancro” di Henry Miller.

La Galleria ALTOMANI di Milano e Pesaro quest’anno ha presentato al TEFAF l’olio su tela “Capriccio con motivi Padovani” del Canaletto

Questa volta la lezione di Maastricht è stata memorabile. Da ricordare. L’aspetto più impressionante delle sensazioni è che, sull’aereo di ritorno verso Milano, confrontandomi con i colleghi della stampa italiana presenti per alcuni i commenti e le opinioni coincidevano. Qualche volta erano addirittura perfettamente sovrapponibili. Sembravano in fotocopia. Non ce lo eravamo detti all’andata, ma tutti eravamo -silenziosamente- curiosi di capire in che modo questo parterre internazionale dell’arte si sarebbe presentato, in tempi simili. Quale vestito poteva mai indossare? Quale politica non solo di immagine ma di contenuti avrebbe sposato? Il tempo di sciacquarsi la faccia in Hotel e via.

Una grande rassegna che raccoglie 160 opere di Canova e dei suoi contemporaneipromossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, curata da Antonio Paolucci, Fernando Mazzocca e Sergéj Androsov e con l’allestimento di Wilmotte e di Alessandro Lucchi. Attraverso una serie di capolavori esemplari, l’esposizione forlivese ripercorrerà l’intera carriera del “moderno Fidia”, ponendo per la prima volta a confronto le sue opere (marmi, gessi, bassorilievi, bozzetti, dipinti e disegni), oltre che con i modelli antichi cui si è ispirato, anche con i dipinti di artisti a lui contemporanei con i quali si è confrontato.