31 Ottobre 2026 00:46

recensioni

Recensioni nella critica dell’arte

mostra Schedati, perseguitati, sterminati (foto Onda)

Schedati, perseguitati, sterminati. Gli orrori del nazismo, a Udine

Nel varcare la soglia di Palazzo Valvas0n – Morpurgo a Udine, (prima di Udine l’evento espositivo dal titolo quanto mai significativo Schedati, perseguitati, sterminati è stato a Roma, Bolzano, Trento, Collegno (TO), Cagliari, Milano) ci si trova impreparati e agghiacciati. È l’orrore di fronte al significato delle immagini, alle lettere struggenti, alle schede burocratiche, agli sguardi di anime innocenti, e a quelli del tutto sereni dei medici tedeschi assassini, in epoca nazista, stipendiati, servizievoli e ubbidienti alle atroci disposizioni imposte da Adolf Hitler.

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L’acquerello non è mai stato così contemporaneo. Andrey Esionov a Firenze

Realtà e spettri interiori trapelano dalla ruvida carta. E l’acquerello non era mai stato così contemporaneo. Ha inaugurato lo scorso 5 marzo 2019 all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze la mostra Neo-Nomadi e Autoctoni (fino al 28 aprile). Quasi cinquanta acquerelli firmati Andrey Esionov (Tashkent, 1963) mettono in luce la maestria unica dell’artista russo, che ha saputo immergere nella contemporaneità come nessuno prima, una tecnica arcaica come quella dell’acquerello. Quella di Firenze -seguita da Roma il prossimo settembre- costituisce la prima tappa di un ciclo di mostre personali volte a far conoscere in Italia l’arte, la ricerca artistica e la poetica di Andrey Esionov. Con Neo-Nomadi e Autoctoni, si accendono i riflettori sull’umanità in movimento: un fenomeno in atto in tutto il mondo. Dai grandi flussi migratori al turismo di massa. Focalizzandosi su un aspetto più contemporaneo che mai, Andrey Esionov si posiziona al di fuori delle scene che rappresenta per poterne cogliere sfumature e paradossi.

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Futuristi astrattisti

Da Balla e Depero alla Street Art. Futuristi e astrattisti a confronto in due mostre a Roma

Futuristi e astrattisti a confronto. Due mostre a Roma fino ad aprile 2019. Da qualche tempo – da diversi anni, in verità – si avverte nell’aria una gran voglia di Futurismo: un fiorire di convegni, di libri, di mostre, di articoli giornalistici, di spettacoli. E non è passata inosservata la ricorrenza di febbraio: centodieci anni dalla pubblicazione dello storico dirompente Manifesto. La giovane Galleria romana Futurism&Co dedica una mostra a Fortunato Depero (1892-1960) e all’astrattista newyorkese Peter Halley (classe 1953) tra i fautori del movimento Neo-Geo sorto nella seconda metà degli anni ‘80. Un accostamento audace già proposto dai curatori a Torino qualche anno fa. Vero è che il futurista trentino allievo di Balla e anima pop ante litteram, trascorse un paio d’anni a New York (dal ’28 al ’30) dove realizzò alcune mostre e continuò a occuparsi di grafica pubblicitaria ideando manifesti e copertine.

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