20 Settembre 2026 20:58

la riflessione

appunti & note di una penna raffinata

Pussy Riot

Pussy Riot: vittoria (di Pirro?) contro la Russia, multata per violazione dei diritti umani

La Corte Europea per i diritti umani di Strasburgo ha stabilito di condannare la Russia a pagare 55 mila dollari a tre attiviste del gruppo Pussy Riot, per il loro arresto e l’ingiusta detenzione, avendo ritenuto quelle misure «eccessivamente severe». Detto così, sembra finalmente «una buona notizia», come ha scritto su twitter Maria Masha Alyokhina, cantante e leader della band femminista che ha fondato assieme a Nadya Tolokonnikova, tutt’e due finite in carcere con Katya Samutsevich il 21 febbraio del 2012, dopo aver inscenato una sorta di preghiera punk nella Cattedrale di Cristo Salvatore, «Madre di Dio ti prego, manda via Putin». In realtà, di fronte al dolore e alla violenza subita, all’ennesimo strangolamento di qualsiasi espressione artistica, quei soldi sembrano appena una mancia per lenire l’ingiustizia, sempre ammesso che poi vengano versati davvero, visto che la Russia si è già affrettata a presentare ricorso.

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Leonardo

Leonardo al Louvre. È di nuovo guerra tra Italia e Francia

L’ultimo atto della lite infinita fra Italia e Francia porta la firma di Lucia Borgonzoni, sottosegretaria al ministero per i beni e le attività culturali, donna di battaglia e di successo, immagine fashion e leghista sui generis, approdata nel Carroccio addirittura dai centri sociali, che ha rinnegato pubblicamente l’accordo con Parigi di Dario Franceschini, disponibile a prestare al Louvre tutti i quadri di Leonardo per la grande mostra sui 500 anni dalla sua morte. Non se ne parla neanche, ha tuonato la bolognesissima Borgonzoni, con l’aria di una che certe cose non vuole sentirle nemmeno per scherzo.

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Fabrizio Cotognini Aurora 2018, matite, inchiostro, biacca, mylar e oro 24k su incisioni originali del XVIII secolo cm 70x100x12 ciascuna e libro d’artista cm 25x190

Lo studio del passato e la “pittura verbale” di Fabrizio Cotognini

Fabrizio Cotognini, 35 anni, da Macerata, vincitore dell’ultima edizione – la diciannovesima – del Premio Cairo, occhiali e capelli corti versione bravo ragazzo, sostiene che «l’elemento verbale, con la sua presenza fisica, non esiste più nel modo che conosciamo: niente più descrizioni. Nelle mie opere diventa struttura architettonica. L’obiettivo del mio lavoro sta nel collegamento tra la scrittura e l’antiscrittura».

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