26 Settembre 2026 17:56

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“L’opinione è la regina del mondo”. Blaise Pascal

Pussy Riot

Pussy Riot: vittoria (di Pirro?) contro la Russia, multata per violazione dei diritti umani

La Corte Europea per i diritti umani di Strasburgo ha stabilito di condannare la Russia a pagare 55 mila dollari a tre attiviste del gruppo Pussy Riot, per il loro arresto e l’ingiusta detenzione, avendo ritenuto quelle misure «eccessivamente severe». Detto così, sembra finalmente «una buona notizia», come ha scritto su twitter Maria Masha Alyokhina, cantante e leader della band femminista che ha fondato assieme a Nadya Tolokonnikova, tutt’e due finite in carcere con Katya Samutsevich il 21 febbraio del 2012, dopo aver inscenato una sorta di preghiera punk nella Cattedrale di Cristo Salvatore, «Madre di Dio ti prego, manda via Putin». In realtà, di fronte al dolore e alla violenza subita, all’ennesimo strangolamento di qualsiasi espressione artistica, quei soldi sembrano appena una mancia per lenire l’ingiustizia, sempre ammesso che poi vengano versati davvero, visto che la Russia si è già affrettata a presentare ricorso.

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