08 Novembre 2026 01:36

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“L’opinione è la regina del mondo”. Blaise Pascal

Gillo Dorfles

Intervista a Gillo Dorfles

Nato a Trieste nel 1910, laureato in medicina con specializzazione in psichiatria, Gillo Dorfles è critico d’arte, pittore, filosofo, autore di numerosi saggi ed ex professore di estetica. Nel 1948, insieme a Bruno Munari, Atanasio Soldati e Gianni Monent, fondò il Movimento Arte Concreta, Mac, con l’obbiettivo di portare la pittura fuori dalla figurazione e l’astrazione postcubista. Ha ricevuto l’Ambrogino d’oro e i titoli di accademico onorario di Brera e dottore honoris causa del Politecnico. Il 5 giugno sarà inaugurata alla Triennale di Milano la mostra “Oggi il Kitsch”, da lui curata, insieme ad Aldo Colonetti, Franco Origoni e Anna Steiner, a più di 40 anni dalla pubblicazione del suo libro “Kitsch, antologia del cattivo gusto” (Mazzotta editore).

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Jannis Kounellis/Giorgio de Chirico

Solitudine, inquietudine, malinconia. De Chirico ha dato riconoscibilità a pene e angosce dell’immaginario collettivo, dalla catastrofe della prima guerra mondiale, alle ansie più variegate, fisiche e metafisiche. Personaggi e oggetti, che non erano mai stati presi in considerazione dalla pittura prima di allora, coesistono in uno stesso contesto creando un senso di straniamento.

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Jeff Wall/Daniel Canogar

Jeff Wall è rinomato per le fotografie di grande formato che riproducono scene di paesaggi urbani ed elaborano tutta la complessità e l’ambivalenza del 900. Negli anni ’70 usa per primo i light box (cornici retroilluminate), così da trasformare le proprie immagini, da lui stesso definite “cinematografiche”, in luminosi e potenti centri d’attenzione.

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Tutto Marcello Lo Giudice

Lunga intervista a Marcello Lo Giudice, “pittore tellurico”, uno degli artisti italiani contemporanei più quotati del mondo. Difficile vedere la sua opera in Italia. I suoi lavori vanno a ruba, ha collezionisti disseminati in tutte le parti del globo, nelle aste internazionali decuplica le stime, ma all’Italietta – avviluppata nelle sue beghe di condominio e ammaliata dalla sempre invadente esterofilia – non sembra interessi un granché

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Indignados, amigos

Che il web, la rete, sia uno straordinario strumento del “sapere” è una verità incontestabile, ma altrettanto inconfutabile è che sia una sorta di Giano Bifronte nel quale entra informazione e cultura (non sempre) e dal quale esce anche un flatus vocis ta…

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Rembrandt/Bacon

Una carcassa di bue sventrato emerge dal buio che la circonda all’interno di un magazzino. La scena è realistica e allo stesso tempo priva di ogni espediente narrativo. Questo è il motivo che rende “Il Bue Squartato” (1655), una delle nature morte più sorprendenti della storia dell’arte. Rembrandt osserva quello che una volta era un animale forte e vigoroso e che ora è privo di vita, trasformato in una massa di carne sanguigna.

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