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Impressionisti. Capolavori della Collezione Clark a Milano

Pierre-Auguste Renoir. Il palco a teatro (Al concerto), 1880. Olio su tela, 99,4 x 80,7 cm. Sterling and Francine Clark Art Institute, Williamstown, Massachusetts, USA, 1955.594. Acquistato da Sterling e Francine Clark, 1928. Photo by Michael Agee © Sterling and Francine Clark Art Institute, Williamstown, Massachusetts, USA.
IMPRESSIONI AMERICANE

 

Pierre-Auguste Renoir. Il palco a teatro (Al concerto), 1880. Olio su tela, 99,4 x 80,7 cm.

2 marzo – 19 giugno 2011, Palazzo Reale – Milano

 

Belle Epoque all’americana: lo sguardo d’oltreoceano sull’atmosfera artistica europea, la modernità fin de siècle della pittura francese vista da due coniugi collezionisti statunitensi.
Dal 2 marzo al 19 giugno 2011 Milano accoglie a Palazzo Reale 73 capolavori impressionisti dal Clark Art Institute con una grande esposizione dal titolo Impressionisti. Capolavori della collezione Clark.


Impressioni
, o meglio, impression, sulla mostra:

Sensazioni fisiche-emotive del contatto diretto con la natura.

Peonie a macchie rosso e rosa, cremiso intenso, “la vita è un mazzo di fiori rossi” scriveva Renoir (Peonie, Renoir, 1880).
Campi di tulipani sommersi da luce turchese di un cielo cristallino e immancabili fiori, petali, ninfee poggiati sul letto del fiume (Campi di tulipani a Sassenheim, Monet, 1886).
Effetti atmosferici, sfumature climatiche: grigio cinereo: Effetto pioggia di Pissarro, bianco latteo: Effetto neve di Sisley.
Vividi pomi verde e scarlatto in una fruttiera cobalto (Fruttiera con mele, Renoir, 1883).

Gruppetto di cipolle su un piano mescolato all’ambiente volte a esaltar la potenza di luce e natura (Cipolle, Renoir, 1881)

 

Pierre-Auguste Renoir. Cipolle, 1881. Olio su tela, 39,1 x 60,6 cm.

Suggestioni ed emozioni intrise di luce. L’assenza di oscurità.

Brevi colpi di spatola e nevrotici tocchi di pennello creano il Tramonto senza limiti e confini di Renoir, 1879.
Primavera rosa-verde-azzurra a Giverny di Monet: effetti di consistenza e mutevolezza cromatica, profondità spaziale e ricercata luminosità.
Trasparenze del vaso di Manet: le rose cariche son pronte allo sboccio tranne una, senz’acqua, che lenta appassisce (Vaso di rose, Manet, 1882).
Oche che sguazzano nel ruscello, tutto il paesaggio si fonde nei giochi di luce e colore: i cerchi concentrici nell’acqua e le fronde degli alberi racchiudono in sè la casa e i pennuti (Oche nel ruscello, Monet, 1874).

Édouard Manet. Vaso di rose, 1882. Olio su tela, 55,9 x 34,6 cm.
Claude Monet. Oche nel ruscello, 1874. Olio su tela, 73,7 x 60 cm.

Luce, Natura, Colore, la freschezza della pittura. 

Pointillisme di Pissarro, divisionismo francese: il sole sfavillante inonda ogni parte del quadro, la pieve di Saint Charles si nasconde dietro le chiome delle piante contornate da una luce brillante (Saint-Charles – Eragny, Pissarro, 1891).
La Fattoria nelle Landes di Rousseau, la rappresentazione della campagna francese su cui lavorò ben 25 anni perfezionando il gioco della luce pomeridiana sulle foglie degli alberi.
Le scogliere di Monet, la natura si offre alla sua tavolozza per essere dipinta, dice Guy de Maupassant: “appostato davanti al soggetto, attendeva il sole o l’ombra e con poche pennellate fissava sulla tela un raggio di luce o la nuvola che attraversava il cielo… lo vidi catturare un fascio di luce sulla bianca scogliera.” (Scogliere a Etretat, Monet, 1885).
 

Claude Monet. Scogliere a Étretat, 1885. Olio su tela, 65,1 x 81,3 cm.

L’Ingenua di Renoir, smarrita e pensante, forse non così innocente, richiamo dei moti d’animo leonardeschi.
Marie-Thérèse intenta a cucire in un vestito blu quasi elettrico ritratta con pennellate tanto intense da fuoriuscir dalla tela, vermiglio e arancio del cappello in contrasto al verde primavera della selva che le sta attorno (Marie-Thérèse Durand-Ruel che cuce, Renoir, 1882).

Meraviglioso Boldini, i suoi piccoli oli e il continuo senso di movimento, il più famoso “italiano a Parigi” si trasferisce nella Ville Lumière trovando ispirazione dalla vita che scorreva fuori dalla finestra di casa: Attraversando la strada, 1873, la donna aristocratica raccoglie la propria gonna a balze per attraversare il viale mostrando la sottoveste, dettaglio prontamente notato dal dandy nella carrozza dietro.

 

Giovanni Boldini. Attraversando la strada, 1873-1875. Olio su tavola, 46,2 x 37,8 cm.
 

Viaggi d’artista: Venezia splendente fra i celesti di cielo e laguna e la baia di Napoli alla sera nell’ultimo squarcio di luce, serenamente impressionate da Renoir.
Renoir e il suo “éternel féminin“: la Ragazza con il ventaglio, 1879, la Fanciulla con uccello in costume algerino di una dolcezza indicibile, la Ragazza addormentata d’ingenua sensualità della spallina che cade, il vestito turchese che sfuma nel gatto in grembo di cui regge la zampa, la Bagnante bionda, Venere di luminosità abbagliante tremendamente bella che ricorda Rubens e Tiziano accanto al Nudo Seduto di Bouguereau capolavoro dell’Accademia tra gusto classico e rinascimentale.


 

William-Adolphe Bouguereau. Nudo seduto, 1884. Olio su tela, 116,5 x 89,8 cm.
Pierre-Auguste Renoir. Bagnante bionda,1881. Olio su tela, 81,6 x 65,4 cm.

E ultimo, Il palco a teatro, capolavoro di Renoir con le due figure di ragazze separate dal bouquet di rose, l’una in bella mostra in elegante abito da sera nero, l’altra timida e riservata tutta vestita di bianco che si volta sfuggente.

Renoir è il padrone indiscusso della scena, artista prediletto dai coniugi Clark che ne acquisiranno ben 39 opere, è il vero protagonista della mostra, l’impressionista che sorride alla vita e alla bellezza: ogni tela è un’emozione, ogni figura infonde dolcezza, commuovono sempre i personaggi raccolti in intimissimi pose, l’amabile tenerezza d’ogni donna, “les meilleures oeuvres de Dieu, son exploit supreme” come le definì.

Sul movimento impressionista si sa ormai tutto, tanto, tantissimo è stato scritto e ripetuto a non finire.
La poetica può essere riassunta in questa frase di Monet a tu per tu con la tela, dinanzi alla grandezza della natura: “Sono costretto a continue trasformazioni, perché tutto cresce e rinverdisce. Insomma, a forza di trasformazioni, io seguo la natura senza poterla afferrare, e poi questo fiume che scende, risale, un giorno verde, poi giallo, oggi pomeriggio asciutto e domani sarà un torrente.

Il titolo della mostra – Impressionisti. Capolavori della collezione Clark – non rende giustizia a tutto quel che è esposto: ai detti e citati impressionisti quali Renoir, Monet, Degas, Manet, Pissarro, Boldini si accompagnano e completano l’opera la Scuola del Barbizon, vedi Corot e Millet, i maestri dell’Accademia come Gérome e Bouguereau, e il tardo e post impressionismo con artisti del calibro di Bonnard e Gauguin.

L’impressionismo è sempre di moda, solo citarne il nome attira grande interesse e soprattutto moltissimi visitatori. “Facile, perfino troppo facile, appare oggi proporre una mostra sui capolavori dell’impressionismo che tanto successo hanno ottenuto nel corso degli anni” spiega l’assessore Finazzer Flory. Ma questa era un’occasione irripetibile che il gruppo Arthemisia con la collaborazione di Palazzo Reale hanno prontamente colto: ospitare la prima tappa del tour mondiale dei capolavori della rinomata collezione americana Sterling and Francine Clark Art Institute di Williamstown direttamente dal Massachussets. Da non perdere.


 

27 dicembre 1873 : nasce la “Société Anonyme des artistes, peintres, sculpteurs, graveurs“, gruppo di pittori di Batignolles e Montmartre (Degas, Monet, Pissarro, Sisley, Morisot, Cézanne).

15 aprile – 15 maggio 1874, 30 artisti, 160 quadri: prima mostra impressionista al n.35 di Boulevard des Capucines, studio del fotografo Nadar.

Principali caratteristiche dell’Impressionismo

 
Rottura con l’accademia e il rifiuto dei modelli classici e delle convenzioni.
Preferenza al dipingere en plein air a contatto con il mondo e lo studio.
Osservazione dal vero della natura.
Nuova linea interpretativa della realtà nelle pose e negli atteggiamenti dei soggetti dei quadri.
Ricerca dell’effetto climatico-atmosferico per cogliere variazioni della luce
Colore vivo e vibrante reso a rapidi colpi di spatola.
Elementi naturali e vedute vengono scomposti e ricomposti nei colori e nei giochi di luce. 


Il percorso in dieci sezioni

Il percorso, articolato in dieci sezioni tematiche dedicate a diversi soggetti e situazioni, si apre con un prezioso nucleo di dipinti strettamente legati alla nascita dell’impressionismo. Impressione (un termine coniato quasi casualmente da Monet) è il titolo del primo capitolo introduttivo, dove si propone un confronto serrato e ad altissimo livello tra i paesaggi di Monet, Pissarro e Sisley, i fiori di Manet, Renoir e della Morisot, e i volti evocati da Renoir: tutte opere che aiutano a comprendere le caratteristiche dello stile, della tecnica e della poesia impressionista.

La seconda sezione è dedicata alla Luce, “materia” fondamentale per la pittura impressionista, e protagonista assoluta dell’immagine di Parigi (non a caso ribattezzata la “Ville Lumiére”). La luce della pittura en plein air risplende soprattutto sui paesaggi (ed ecco le opere di Monet, Pissarro e lo straordinario Tramonto, 1879 o 1881, di Renoir), ma viene interpretata con estrema sensibilità anche nelle “nature morte”, in questo caso da Sisley e da Renoir .

Natura, Mare, Città e campagna sono le sezioni centrali della mostra e sono strettamente concatenate fra loro; in tutte queste sezioni i dipinti

impressionisti sono messi a confronto con opere appartenenti ad altri movimenti artistici. Nella sezione dedicata alla natura, si può comprendere come l’eleganza di Corot e le ricerche di Théodore Rousseau costituiscano una premessa importante per gli esiti di Monet, mentre lo splendido angolo della Senna ad Argenteuil (1892 circa), dipinto da Caillebotte, costituisce un raffinato caso di sviluppo post-impressionista. Le splendide marine di Jongkind e Boudin offrono un punto di confronto diretto con due capolavori di Monet ispirati alle coste della Normandia, mentre nella sezione dedicata al dialogo tra città e campagna sarà una sorpresa incontrare una fremente scena parigina, Attraversando la strada (1873 -1875) di Boldini.

Se Parigi è lo scenario privilegiato per le ricerche e le proposte artistiche, una sezione di grande importanza è quella dedicata ai Viaggi dei pittori: momento irrinunciabile per arricchire le esperienze visive, per mettersi a confronto con vedute storiche o per scoprire nuove emozioni. E’ questa la sezione più “italiana”: città e paesaggi del nostro Paese vengono ammirati da Corot (Castel Sant’Angelo, Roma, 1835 -1840, e Bagnanti delle Isole Borromeo, 1865 – 1870, sul Lago Maggiore) e da Renoir (Venezia, Palazzo Ducale e La baia di Napoli, sera del 1881): ma non mancano temi orientali, come la scena egiziana descritta da Gerôme.

Da questa sezione si passa naturalmente a quella dedicata alla Società, per vedere come l’arco espressivo della pittura francese del secondo Ottocento si allarghi a ogni ambito sociale. Ecco la Pastorella: pianura di Barbizon, prima del 1862, di Millet accanto alla giovane viaggiatrice Louise Harduin (1831) di Corot; l’animazione de Il Porto di Rouen: scarico di legname (1898) osservata da Pissarro accanto al tranquillo Interno ad Arcachon (1871) di Manet; le eleganti dame di Stevens e di Boldini accanto alla prostituta in Attesa (1888 c.) dei clienti di Toulouse-Lautrec.

La sezione successiva è dedicata al Corpo. Il Mercato di schiavi (1866) di Gerôme propone un’esotica sensualità, e apre la riflessione sul soggetto più “classico” dell’arte: l’immagine del corpo umano. Tra l’accademica perfezione di Bouguereau e la rigogliosa sontuosità della Bagnante bionda (1881) di Renoir, Berthe Morisot inserisce un tocco prezioso di sensibilità femminile.

Avvicinando ulteriormente il rapporto con i soggetti, dal “corpo” si passa ai Volti di personaggi, e dietro a ogni volto c’è una storia. Ad alcuni

autoritratti (Degas, Renoir) si associano personaggi di diverso genere, da Il Giardiniere dell’artista (1893) di Carolus-Durand alla Ragazza che lavora all’uncinetto (1875 c.) di Renoir, il primo quadro acquistato dai coniugi Clark, fino alla solenne Carmen (1884) ritratta da Toulouse-Lautrec nella sua energica, disincantata eppure a suo modo nobile realtà.

La mostra si conclude con un capitolo dedicato ai Piaceri. Il primo, e forse il più importante, è sottinteso: il piacere del collezionismo, da parte di

Sterling e Francine Clark, evocato dal dipinto di Daumier con i Collezionisti di stampe (1860 – 1863 c.), coniugato con il piacere di condividere con il pubblico i capolavori del loro museo. In questa sezione conclusiva incontriamo i gusti raffinati di Degas, che prediligeva le corse ippiche a Longchamp e le ballerine dell’Opéra, con il profumo dei fiori (e delle fanciulle che li accompagnano) di Tissot e di Renoir; il brivido esotico evocato da Gerôme e l’intima gioia che ci può dare un cagnolino descritta da Bonnard.

Movimenti artistici

Arte accademica

La maggior parte degli artisti accademici studiava alla prestigiosa Académie des Beaux-Arts di Parigi per poi seguire un periodo di apprendistato in un avviato atelier. Nella scelta dei soggetti si rifaceva a una gerarchia prestabilita: storici, mitologici e religiosi, e ritrattistica celebrativa. Gli

artisti accademici lavoravano in modo molto metodico, preparavano gli schizzi dei modelli, i disegni preliminari della composizione e persino dei
bozzetti dipinti a olio, prima di mettere mano alla tela che poi esponevano al Salon, l’esposizione annuale patrocinata dallo Stato. La capacità di

riprodurre in modo preciso le fattezze umane era fondamentale come si può vedere chiaramente nel Nudo seduto di Bouguereau o nel Mercato degli schiavi e nell’Incantatore di serpenti di Gérôme. Queste opere raffigurano nudi realizzati con grande cura, una pennellata dopo l’altra, per dare vita a figure di eccellente esecuzione pittorica.

La Scuola di Barbizon

I Clark amavano i paesaggi inondati dal sole di Corot con la loro armonia di colori e i toni delicati o gli umori pacati e le scene private di vita rurale dipinte dai barbizonniers. Gli artisti appartenenti a questa scuola – Millet, Constant Troyon e Rousseau – si ritiravano nelle foreste di Fontainebleau, fuori Parigi, per fuggire alle pressioni sempre più incalzanti della vita moderna e trovavano ispirazione nel paesaggio: Millet dipingeva contadini che lavoravano i campi o nelle loro abitazioni, Troyon gli animali di campagna, e Rousseau il paesaggio. Rappresentare la campagna significava andare controcorrente in un mondo dell’arte che considerava il paesaggio un soggetto inferiore. E questa loro audacia avrebbe poi ispirato le generazioni successive, gli Impressionisti in particolare, infondendo loro il desiderio di cogliere l’atmosfera e i diversi effetti di luce del mondo circostante.

Gli Impressionisti

A differenza dei pittori d’Accademia, gli Impressionisti volevano dipingere soggetti moderni con assoluta modernità. Spesso rifiutati dagli accademici e dalla giuria del Salon, cercarono di fare causa comune lavorando insieme e organizzando mostre indipendenti per promuovere e vendere la loro arte. Parigi, che all’epoca stava vivendo un periodo di grandissimi rivolgimenti fisici e sociologici, fu al centro di questo straordinario momento agli albori della storia dell’arte moderna. Gli Impressionisti volevano catturare momenti specifici della vita moderna: dipingere la riva di un fiume, una strada cittadina o una ciotola di frutta così com’erano e non come avrebbero dovuto essere. Per registrare in modo accurato quel che vedevano in un particolare momento della giornata, lavoravano en plein air o “fuori porta” in modo da cogliere i fugaci effetti di luce e ombra. Dipingevano velocemente, lasciando ben visibile sulla tela il segno di ogni pennellata. Per protestare contro il tradizionale Salon, allestirono nel 1874, a Parigi, la prima di otto collettive, l’ultima delle quali si svolse nel 1886. Molti di questi grandi impressionisti e alcuni dei loro quadri più belli fanno parte della Collezione Clark e sono esposti in questa mostra: Renoir, Monet, Pissarro, Morisot, Cassatt e Degas.

Tardo impressionismo

Col tempo gli Impressionisti maturarono nuovi interessi e accolsero nuove influenze. Pissarro, Monet e Renoir sperimentarono stili pittorici nuovi passando da esecuzioni veloci e pennellate tipiche dell’Impressionismo degli anni Settanta dell’Ottocento, a tecniche che in alcuni casi richiedevano molto più tempo. Pissarro fu influenzato dalla tecnica pointilliste di George Seurat: il suo San Carlo, Éragny è fatto di trattini studiati e misurati, molto distanti dal tocco robusto e vigoroso di Casa di Piette a Montfoucault. Negli anni Ottanta dell’Ottocento Monet cominciò a sperimentare le relazioni spaziali: eliminando il punto di fuga trasformò paesaggi come Primavera a Giverny in meditazioni decorative sulla linea e sul colore. Renoir, influenzato dai dipinti dei Vecchi Maestri che poté ammirare durante un viaggio in Italia, dimostrò un’attenzione sempre maggiore verso le figure disegnate con grande accuratezza come dimostrano Nudo seduto o La lettera.

Postimpressionismo

Le opere di Toulouse-Lautrec, Gauguin e Bonnard risentono del retaggio impressionista di clamorosa rottura con la tradizione per la scelta dei soggetti e per la tecnica pittorica. I colori accesi, i motivi forti e l’abbandono della prospettiva tradizionale nelle opere di questi postimpressionisti dimostrano le nuove, audaci possibilità dell’espressione artistica di fine Ottocento. I Clark acquistarono tre dipinti di Toulouse-Lautrec oltre a molti disegni e stampe dell’artista. Il suo modo di raffigurare le donne di Montmartre, dai toni spesso scuri, deve aver rappresentato una logica conclusione per una collezione ricca di studi di donne moderne, in linea con Al concerto di Renoir, Giorni  tranquilli di Boldini o Il bagno di Morisot. La Donna con cane di Bonnard e Fanciulla cristiana di Gauguin acquistati dallo Sterling and Francine Clark Art Institute, completano la collezione e anticipano gli esperimenti astratti del Ventesimo secolo.

GLI ARTISTI

Giovanni Boldini
(Ferrara 1842 – Parigi 1931)

Pierre Bonnard 
(Fontenay-aux-Roses 1867 – Le Cannet 1947)

Eugène Boudin 
(Honfleur 1824 – Deauville 1898)

William-Adolphe Bouguereau 
(La Rochelle 1825-1905)

Gustave Caillebotte 
(Parigi 1848 – Gennevilliers 1894)

Mary Cassatt 
(Pittsburgh, Pennsylvania 1845 – Le Mesnil-Théribus, Francia 1926)

Jean-Baptiste-Camille Corot 
(Parigi 1796 – Ville-d’Avray 1875)

Honoré Daumier
(Marsiglia 1808 – Valmondois 1879)

Edgar Degas 
(Parigi 1834-1917)

Carolus-Duran 
(Pseudonimo di Charles Émile Auguste Durand, Lille 1837 – Parigi 1917)

Henri Fantin-Latour 
(Grenoble 1836 – Buré 1904)

Paul Gauguin 
(Parigi 1848 – Isole Marchesi 1903)

Jean-Léon Gérôme
(Vesul 1824 – Parigi 1904)

Johan Barthold Jongkind 
(Lattrop 1819 – Côte-Saint-André 1891)

Edouard Manet 
(Parigi 1832-1883)

Jean-François Millet 
(Gréville-Hague 1814 – Barbizon 1875)

Claude Monet 
(Parigi, 1840 – Giverny, 1926)

Berthe Morisot 
(Bourges 1841 – Parigi 1895)

Camille Pissarro 
(Saint-Thomas, Antille 1830 – Parigi 1903)

Pierre Auguste Renoir 
(Limoges 1841 – Cagnes-sur-Mer 1919)

Théodore Rousseau 
(Parigi 1812 – Barbizon 1867)

Alfred Sisley 
(Parigi 1839 – Moret-sur-Loing 1899)

Alfred Stevens 
(Bruxelles 1823 – Parigi 1906)

James Tissot 
(Nantes 1836 – Chenecey-Buillon, Doubs 1902)

Henri de Toulouse-Lautrec 
(Albi 1864 – Malromé 1901)

Constant Troyon 
(Sévres 1810 – Parigi 1865)

 

INFORMAZIONI UTILI

Impressionisti. Capolavori della collezione Clark
Palazzo Reale, Piazza Duomo, 12 Milano

2 marzo – 19 giugno 2011
Questa mostra è stata organizzata dallo Sterling and Francine Clark Art Institute, Williamstown, Massachusetts, USA
Mostra a cura di Richard Rand
Consulenza scientifica Stefano Zuffi
Catalogo Skira
Orari
Lunedì 14.30-19.30
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30
Giovedì e sabato 9.30-22.30
La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietti
Intero € 9,00
Ridotto € 7,50 – Ridotto scuole € 4,50
Diritto di prevendita
Singoli e gruppi € 1,50, Scuole € 1,00

Tutte le foto sono: Photo by Michael Agee © Sterling and Francine Clark Art Institute, Williamstown, Massachusetts, USA.

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