30 Settembre 2026 11:21

Picasso a Milano. La mostra e tutte le foto

 

“Per disegnare devi chiudere gli occhi e cantare”

(Picasso)

 

“Il bacio” di Picasso, 1969 (Foto: Luca Zuccala © ArtsLife)

– Crediti foto: Luca Zuccala © ArtsLife & L.Z. –

Dopo i fiumi di retorica inaugurale lasciamo parlare le opere.

Scalzati i “barocchi” di Sir Denis Mahon per “l’abisso di proporzione con Picasso” e “la paura di un flop quasi certo” Pablo al cubo (terza volta a Milano) allunga i suoi tentacoli artistici a tutto il Piano Nobile di Palazzo Reale. Picasso Reale si prende tutto. Più di centomila prenotazioni e la speranza degli organizzatori di battere i 330.000 visitatori del sogno surrealista di Dalì (Salvador Dalì, Il sogno si avvicina) e, perchè no, i 450.000 dell’ultima antologica di Picasso del 2001.

Pablo è vivo. Dipinti e sculture immersi nelle tinte grigio scuro delle sale. Un’installazione-corridoio con aforismi picassiani alle pareti percorre Sala delle Cariatidi collegando il Massacro in Corea vero a una proiezione di Guernica in divenire nelle sue fasi compositive. A volte, purtroppo, i cartellini delle opere son scomodi da leggere. Un allestimento semplice e per certi versi discutibile, troppo poco curato. Si poteva fare di più.

Ecco le foto.

SALA DELLE CARIATIDI

(Foto: Luca Zuccala © ArtsLife)

(Foto: Luca Zuccala © ArtsLife)
(Foto: Luca Zuccala © ArtsLife)

 

Il corridoio luminoso termina con un video che riproduce le fasi di realizzazione di Guernica.

Nella celebre retrospettiva del 1953 l’opera fu esposta solamente a Milano (23 settembre-31 dicembre) e non a Roma (Galleria Nazionale d’Arte Moderna, 5 maggio-31 giugno). Guernica arrivò all’ultimo momento dal Museum of Modern Art di New York (dove era in deposito, in attesa del ritorno della democrazia in Spagna) grazie all’intercessione dell’amico pittore Attilio Rossi che convinse personalmente il “compagno” Picasso proponendogli come spazio la storica Sala delle Cariatidi.

Dopo la visione di alcune grandi fotografie della sala devastata, Picasso offrì oltre a Guernica altre 70 opere.

La mostra di Milano assunse una completezza straordinaria: 329 opere contro le 250 di Roma. 

Stendardo della mostra di Picasso nel 1953 a Palazzo Reale_© Paolo Rossi
Visitatori alla mostra di Picasso del settembre 1953 a Milano, Palazzo Reale
Credito fotografico: © Rene Burri / Magnum Photos / Contrasto
© Succession Picasso by Siae 2012

Scrisse Corrado Maltese sull’Unità il 28 settembre del 1953 prima dell’arrivo di Guernica: “Qui a Milano abbiamo particolarmente apprezzato la felice e non certo fortuita collocazione delle grandi opere di Picasso, La Pace, La Guerra e lo stesso Massacro in Corea nell’enorme salone delle Cariatidi lasciato allo scoperto nelle strutture architettoniche ancora stravolte dai bombardamenti aerei. Gli allestitori hanno certo inteso legare simbolicamente l’anatema di Picasso contro la guerra a queste tracce concrete. La presenza nello stesso salone del Carnaio (a ricordo dei “cadaveri viventi” dei campi di concentramento nazisti) conferma quanto dicevamo”.

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“Massacro in Corea” (1951). Nel 1953, come Guernica, la tela fu esposta solo a Milano mentre a Roma fu censurata dal (già) Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Andreotti per non “urtare l’alleato americano”.

Massacro in Corea: i giustizieri americani di fronte a inermi cittadini coreani. Picasso si ispirò alla “fucilazione alla montagna del Principe Pio” di Goya (“Il 3 maggio 1808 a Madrid”). (Foto: Luca Zuccala © ArtsLife)

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SALE, FASI ARTISTICHE E CICLI TEMATICI

 “L’arte non dovrebbe essere un trompe-l’oeil, bensì un trompe-l’esprit“

Sala con le fasi “blu” e “rosa”. Sotto il lampadario “I due fratelli” del 1906 (Foto: Luca Zuccala © ArtsLife)

“Vado a passeggiare nella foresta di Fontainebleau, faccio indigestione di verde, devo pur liberarmi di questa sensazione in un quadro.”

Fase “africana”: Tre figure sotto un albero, 1907-1908 (Foto: Luca Zuccala © ArtsLife)

 

“Paesaggio con due figure” del 1908. Fortissimo l’influsso di Cézanne (Foto: Luca Zuccala © ArtsLife)

“La pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a se stesso riguardo a ciò che ha visto.”

Fase classica. Il figlio “Paulo nei panni di Arlecchino” del 1924 ispirato ai visi dei fanciulli di Renoir (“Il clown”, 1909)… (Foto: Luca Zuccala © ArtsLife)

 

… e il “Ritratto di Olga in poltrona” della primavera del 1918. Insieme alla poltrona, la figura sembra galleggiare in uno spazio inesistente. Due capolavori ricercati nella loro risolta incompiutezza. (Foto: Luca Zuccala © ArtsLife)

“Spostare. Mettere gli occhi sulle gambe. Contraddire. La natura fa molte cose come lo faccio io. Essa la nasconde! Bisogna che lo ammetta.”

Fase surrealista. “Figure sulla spiaggia” del 1931. Alieni o mantidi religiose? (Foto: Luca Zuccala © ArtsLife)

 

“Donna che lancia una pietra”, 1931 (Foto: Luca Zuccala © ArtsLife)

“Io miro alla somiglianza più profonda, più reale del reale, che raggiunga il surreale”

Le forme morbide, sensuali e surreali di Marie Thérèse. “Nudo in un giardino”, 1934 (Foto: Luca Zuccala © ArtsLife)

 

“Nudo sdraiato”, 1932 (Foto: Luca Zuccala © ArtsLife)

 

“Grande natura morta con tavolino” del 1931 (Foto: Luca Zuccala © ArtsLife)

“Per me, un dipinto è l’esito di una distruzione. Faccio un dipinto e poli lo distruggo.”

Il periodo postbellico, gli ultimi lavori, 1946-1973: “Jacqueline con le mani intrecciate”, 1954 (Foto: Luca Zuccala © ArtsLife)

 

“Donna alla toeletta”, 1956 (Foto: Luca Zuccala © ArtsLife)

 

“Donna con cuscino”, 1969 (Foto: Luca Zuccala © ArtsLife)

“La pittura è più forte di me; mi costringe a dipingere come vuole lei. “

Self-portrait in his studio
December 1910
Gelatin silver print, cm 14,7 x 11,6
Masterpiece from the Musée National Picasso Paris to be held at Palazzo Reale in Milan from September 2012 to January 2013
© Succession Picasso by SIAE 2012

Buona visita.

Foto e testo: Luca Zuccala © ArtsLife