
Pavia, Scuderie del Castello – dal 14 settembre al 15 dicembre 2013
Monet. Un nome, una garanzia. Richiamo planetario di folle entusiaste e, soprattutto, paganti (biglietto a 15 euro). Dopo l’incredibile “successo” (in termini di presenze) dei 64 mila della “mostra” (intesa come femmina del mostro) dell’anno scorso su “la (scialba) vita nella pittura” di Renoir, l’amministrazione pavese capitanata dal rampante rottamatore pidiellino Alessandro Cattaneo, il Renzi longobardo, prosegue la prolifica collaborazione con Alef e il curatore Philippe Cros. Quest’anno ci va di mezzo un Monet “nel cuore della vita”, forse lo stesso “cuore lanciato oltre l’ostacolo” di cui parlano Cattaneo e l’assessore al “Marketing territoriale e cultura” (prima marketing, poi cultura ovviamente) Matteo Mognaschi (giovane “barbaro sognante“ padano, famoso per aver organizzato a fine luglio lo “storico incontro” con il movimento xenofobo e razzista fiammingo Vlaams Belang Jongeren), nel celebrare lo spirito imprenditoriale degli organizzatori: “in momenti di crisi c’è ancora qualcuno capace di osare!”. Osare? Con Monet?
Scomodare le popstar transalpine della storia dell’arte moderna è diventata la moda dell’amministrazione comunale. Toulouse-Lautrec, Degas, Renoir e ora Monet con 50 opere di cui 35 dipinti, il resto sono lettere autografe e stampe giapponesi che hanno ispirato il pittore. Dei 35 oli, 20 portano la firma di Monet, una decina i capolavori. Tutti comunque sullo stesso barcone espositivo sul Ticino, giù da basso nelle Scuderie del Castello Visconteo tirate a lucido per l’evento: allestimento ben curato con videoinstallazioni lungo il percorso per sopperire alla banalità dell’esposizione e spettacolarizzare un po’ la scena. Per il resto le solite considerazioni storico-critiche trite e ritrite su colori, luci ed emozioni en plein air.
Banalità condite con “effetti speciali”. Così per compensare a qualità e ricerca si è provveduto a raccontare “il più impressionista degli impressionisti” attraverso “un lavoro di storytelling per indurre nel visitatore l’emozione allo stato puro” coinvolgendo sei personaggi chiave della sua vita: voci narranti fuori campo e faccioni proiettati su schermi super HD di forte impatto visivo collocati in bui corridoi-comunicanti tra le sale-sezioni, alla scoperta dell’“uomo” Monet. Sei personaggi in cerca di raccontare mondi diversi di uno stesso autore. Sei personaggi in cerca di una mostra, d’autore.
“Fiducia nella gente che accorra numerosa”, ecco quello che si aspetta per provare a bissare (e meglio ancora superare) i risultati di Renoir. Come fare? Come fanno a Pavia ma non solo qui come insegna mastro Goldin… ancuo val più i schei de la virtù. Bombardamento pubblicitario a tappeto da Milano giù per il Naviglio fino a Pavia e la scelta di un nome “a caso”, Monet, “il più amato dai francesi e spero anche dagli italiani” come tiene a precisare Cros, dopo aver condiviso le emozioni che prova ogni giorno per i Monet della sua collezione privata. Eccolo qua il pop-impressionista tra gli antichi fasti longobardi, fino al 15 dicembre, aspettando a fine ottobre quello di Verona, di chi? Guarda caso, di Goldin.









L’allestimento



















Foto e testo: Luca Zuccala © ArtsLife
INFORMAZIONI UTILI
Monet au coeur de la vie
Pavia – Scuderie del Castello Visconteo,
a cura di Philippe Cros
Orari
Dal lunedì al venerdì: 9.00 – 19.00
Sabato, domenica e festivi: 9.00 – 20.00
La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietti
Intero: 15,00 euro
Ridotto convenzionati: 14,00 euro (tesserati Bialetti)
Ridotto: 13,00 euro (dai 14 ai 18 anni, over 65, abbonati annuali e dipendenti Trenord)
Ridotto speciale: 10,00 euro (valido solo per i singoli visitatori NON PRENOTATI) dal lunedì al venerdì nella fascia oraria 13.00 -14.00 e dal sabato alla domenica nella fascia oraria 9.00 – 10.00
Ridotto bambini: 6,50 euro (per bambini dai 6 ai 13 anni)
Ridotto speciale scuole: 6,00 euro (gruppi senza visita guidata)
Gratuito: bambini sotto 6 anni, giornalisti con tesserino, accompagnatori scolaresche/gruppi, disabili, accompagnatori disabili



