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La seduzione dell’antico a Ravenna. Echi classici da Picasso a Duchamp

2. Enrico Baj, La vendetta della Gioconda, 1965, collage su tavola, cm 55x46, Vergiate, Archivio Baj 2. Enrico Baj, La vendetta della Gioconda, 1965, collage su tavola, cm 55x46, Vergiate, Archivio Baj
12.Marcel Duchamp, L'envers de la peinture, 1955, tessuto, penna e collage, cm 73.5x48, collezione privata                                                                        ©Succession Marcel Duchamp by SIAE 2015 per Marcel Duchamp
Marcel Duchamp, L’envers de la peinture, 1955, tessuto, penna e collage, cm 73.5×48, collezione privata ©Succession Marcel Duchamp by SIAE 2015 per Marcel Duchamp

Può esistere un’arte senza radici e senza passato?

Questa è la domanda su cui dobbiamo riflettere una volta entrati al MAR di Ravenna.

L’esposizione “La seduzione dell’antico”, aperta fino al 26 giugno, intende documentare quanto sia stato forte il richiamo del tempo andato per gli artisti del Novecento.

Subito veniamo accolti da tre opere identificate come riassuntive di tutta la mostra, ovvero Métamorphose topologiche de la Venus de Milo traversée par des Tiroirs (1964) di Salvador Dalì, Il vecchio e il nuovo mondo (1927) di Alberto Savinio e Il figliuol prodigo (1926) di Arturo Martini. Quest’ultima scultura in particolare, secondo il curatore Claudio Spadoni, riassume tutto il senso della mostra perché simboleggia la storia del figlio (nuovo) che si allontana dal padre (antico) ma che poi ritorna, rendendosi contro che non può sopperire a se stesso da solo.

Ci troviamo quindi davanti a due concetti che parrebbero opposti ma che invece finiscono per fondersi insieme diventando una caratteristica importante di molta arte moderna e contemporanea.

Arturo Martini, Il figliol prodigo (1926), bronzo
Arturo Martini, Il figliol prodigo (1926), bronzo

Il percorso è diviso in 7 sezioni. La prima prende nome da una citazione di Carrà che recita “Quel non so che di antico e di moderno…” e le opere qui presenti vogliono farci comprendere come la tematica della seduzione dell’antico non voglia richiamare forme del passato in modo nostalgico ma piuttosto riproporle pregne di una nuova sensibilità. La seconda sezione raggruppa opere raffiguranti nature morte, per il loro “non so che” di seducente che non poteva lasciare indifferenti molti artisti del secolo breve, poi i paesaggi e il ritratto, che sicuramente impone all’artista un confronto con la tradizione.

La parte successiva mostra la scelta di molti artisti di recuperare le inquietudini tipiche del Barocco, un momento artistico che consideravano ancora da scoprire.

La quarta sezione è intitolata “il Mito e il Sacro”, temi distinti ma al contempo affini perché entrambi rimandano a qualcosa di antico. Proseguiamo all’interno della frazione dedicata alle Archeologie, che etimologicamente significano “discorso, trattato o storia di cose antiche”, dove troviamo Tano Festa che nel 1967 reinterpretò l’Aurora di Michelangelo.

13.Tano Festa, Michelangelo, 1967, smalto su tela, cm 81×65, Milano, Collezione Intesa Sanpaolo, Gallerie d’Italia, Piazza Scala                                                          © Tano Festa by SIAE 2015
Tano Festa, Michelangelo, 1967, smalto su tela, cm 81×65, Milano, Collezione Intesa Sanpaolo, Gallerie d’Italia, Piazza Scala © Tano Festa by SIAE 2015

All’interno della sesta sezione incontriamo le cosiddette “Citazioni” di cui l’emblema è forse rappresentato dall’ironica Monna Lisa con i baffi di Marcel Duchamp.

Nell’ultima sezione, “L’Attualità dell’Antico”, il passato viene svuotato e riutilizzato da artisti contemporanei. L’antico è ormai veramente lontano e il distacco diviene inevitabile. Qui troviamo la scultura “Mimesi” di Giulio Paolini, rappresentante due busti classici posti uno di fronte all’altro. Le due figure sembrano osservarsi a vicenda, ponendo a noi che guardiamo un importante interrogativo: è la contemporaneità debitrice del passato o viceversa?

Come le figure scolpite da Paolini questi due tempi si guardando a vicenda e a vicenda si comprendono perché il passato non passa mai, non è che un’estensione del presente.

30.Giulio Paolini, Mimesi, 1975, calchi in gesso, due calchi: cm 48×23.5×25.5, due basi: cm 120×35×35, Torino, Fondazione Giulio e  Anna Paolini
Giulio Paolini, Mimesi, 1975, calchi in gesso, due calchi: cm 48×23.5×25.5, due basi: cm 120×35×35, Torino, Fondazione Giulio e Anna Paolini
2.Enrico Baj, La vendetta della Gioconda, 1965, collage su tavola, cm 55x46, Vergiate, Archivio Baj
Enrico Baj, La vendetta della Gioconda, 1965, collage su tavola, cm 55×46, Vergiate, Archivio Baj
32.Michelangelo Pistoletto, Venere degli stracci, 1967, cemento, stracci e mica, cm 150x250x100, Biella, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto
Michelangelo Pistoletto, Venere degli stracci, 1967, cemento, stracci e mica, cm 150x250x100, Biella, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto
Bill Viola, Il quintetto del ricordo, 2000, video, cm 365.8×548.6×731.5, Rovereto, MART, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
Bill Viola, Il quintetto del ricordo, 2000, video, cm 365.8×548.6×731.5, Rovereto, MART, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
37.Mario Sironi, Famiglia di lavoratori, 1924, olio su tela su tavola, cm 140x110, Bologna, Collezione d'Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio                              © Mario Sironi by SIAE 2015
Mario Sironi, Famiglia di lavoratori, 1924, olio su tela su tavola, cm 140×110, Bologna, Collezione d’Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio © Mario Sironi by SIAE 2015
38.Emilio Vedova, Crocifissione, 1947, olio su tela, cm 33x42.7, Cortina d'Ampezzo, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea Mario Rimoldi, Regole d'Ampezzo
Emilio Vedova, Crocifissione, 1947, olio su tela, cm 33×42.7, Cortina d’Ampezzo, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Mario Rimoldi, Regole d’Ampezzo
39.Vettor Pisani, Barca dei sogni, 2001, legno verniciato, manichino, stoffa, barca, barca 70x371x140- manichino 188x52x35, Collezione Jacorossi
Vettor Pisani, Barca dei sogni, 2001, legno verniciato, manichino, stoffa, barca, barca 70x371x140- manichino 188x52x35, Collezione Jacorossi

INFORMAZIONI UTILI

LA SEDUZIONE DELL’ANTICO, da Picasso a Duchamp, da De Chirico a Pistoletto

21 febbraio – 26 giugno 2016

Orari: martedì-giovedì 09.00-18.00; venerdì 09.00-21.00, sabato e domenica 09.00-19.00

Ingresso: intero 9€, ridotto 7€, studenti 4€

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