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Orange Marilyn di Andy Warhol venduto per 250 milioni di dollari?

Andy Warhol, Orange Marilyn, 1964 Andy Warhol, Orange Marilyn, 1964
Andy Warhol, Orange Marilyn, 1964
Andy Warhol, Orange Marilyn, 1964

L’opera sarebbe stata acquistata dal finanziere Kenneth Griffin con una private sale. Se confermata, la vendita la collocherebbe nella top 5 delle più care di tutti i tempi

Il punto interrogativo? È d’obbligo, visto che l’affare di cui ha parlato per primo Josh Baer, l’animatore del popolare sito USA di analisi e indiscrezioni finanziarie legate all’arte Bearfaxt, si sarebbe concluso grazie a una vendita privata, priva quindi dei crismi dell’ufficialità. Già, perché il mercato ufficiale dell’arte, che sui maggiori livelli è prevalentemente legato all’attività delle grandi case d’asta, che quindi seguono rigide procedure di controlli amministrativi e fiscali, è affiancato dal decisamente più oscuro mondo delle private sales, vendite a trattativa privata condotte nell’ombra e spesso al riparo da mannaie fiscali, e quindi per questo avare di dettagli e impossibili da verificare. Un mondo parallelo capace di rivoluzionare le dinamiche di mercato: se è vero che qualora queste vendite fossero confermate, ai primissimi posti nelle opere più care mai passate di mano ce ne sarebbero molte trattate privatamente, da Nafea Faa Ipoipo di Paul Gauguin, che sarebbe stato acquistato per 300 milioni di dollari da un consorzio dei musei del Qatar, a I giocatori di carte di Paul Cézanne, acquistato sempre dalla famiglia regnante del Qatar per (sembra) 250 milioni di dollari.

Andy Warhol
Andy Warhol

Ora quindi i riflettori sono puntati su Andy Warhol, il cui Orange Marilyn sarebbe stato acquistato per un totale di 250 milioni di dollari da Kenneth Griffin, grande finanziere e fra i più attivi collezionisti d’arte del mondo, celebre – fra l’altro – per aver comprato nell’ottobre del 2006 per 80 milioni di dollari False Start di Jasper Johns, che apparteneva al co-fondatore della Dreamworks, David Geffen. Lo stesso Bear nella sua nota sostiene tuttavia che l’acquisto sarebbe stato un vero affare per Griffin: visto che la precedente vendita di questa opera, avvenuta nel maggio 1998 da Sotheby’s per 17,3 milioni di dollari, allora record per Warhol, segnò uno dei momenti nodali nel “decollo” del mercato dell’arte, destinato ad entrare negli interessi dei grandi investitori globali. Allora il dipinto – il cui primo proprietario fu Leo Castelli – fu venduto da un discendente del tedesco Karl Stroher di Darmstadt, uno dei primi europei ad acquisire la Pop Art americana, che a sua volta l’aveva comprato da Leon Kraushar, negli anni ’60 attivo collezionista di Pop Art. Dipinto nel 1964, Orange Marilyn fa parte della serie di cinque ritratti della celebre attrice per i quali l’artista utilizzò come modello un frame dal film “Niagara”: tutti dello stesso formato quadrato 1×1 metri, con diversi colori di base, dal rosso all’arancio, azzurro, blu gray e turchese.

Warhol, Sixty Last Suppers, 1986
Andy Warhol, Sixty Last Suppers, 1986

Accettabili o meno – comunque con il beneficio di inventario – che siano i dati di questa sensazionale vendita privata, resta comunque che Warhol si conferma una delle certezze indiscusse del mercato, il valore delle cui opere si mantiene inossidabilmente legato al fatto che è e resterà un artista icona di un’epoca. Protagonista del sorprendente e rivoluzionario panorama offerto dagli artisti pop sul consumismo americano, sull’arte commerciale, sui mass media e sull’intrattenimento popolare. Uno dei non molti artisti, Warhol, ad appartenere al club degli “over 100 milioni”, dopo che il suo Silver Car Crash (Double Disaster), del 1963, fu battuto nel novembre 2013 da Sotheby’s New York a 105.445.000 dollari. Animatore anche della storica asta del novembre scorso che ha visto la spaziale aggiudicazione del Salvator Mundi di Leonardo a 450 milioni di dollari: nel corso della quale il suo Sixty Last Suppers – visto in mostra anche a Milano al Museo del Novecento – è stato venduto per $ 56 milioni.

warholfoundation.org/

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