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Come l’arte aiuta l’erotismo a staccarsi dalla pornografia

Nobuyoshi Araki (b. 1940), The Look from Erotos, 1993, silver gelatin print, dimensions variable, private collection. Picture credit: © Nobuyoshi Araki Nobuyoshi Araki (b. 1940), The Look from Erotos, 1993, silver gelatin print, dimensions variable, private collection. Picture credit: © Nobuyoshi Araki Nobuyoshi Araki (b. 1940), The Look from Erotos, 1993, silver gelatin print, dimensions variable, private collection. Picture credit: © Nobuyoshi Araki
Nobuyoshi Araki (b. 1940), The Look from Erotos, 1993, silver gelatin print, dimensions variable, private collection. Picture credit: © Nobuyoshi Araki
Nobuyoshi Araki (b. 1940), The Look from Erotos, 1993, silver gelatin print, dimensions variable, private collection. Picture credit: © Nobuyoshi Araki

Arte e erotismo condividono il piacere sofisticato e riflessivo che solo il pensiero è in grado di donare. La pornografia, al contrario, è una questione prettamente corporea.

Anche se a un primo impatto può sembrare strano, c’è qualcosa che stimola il piacere più dei sensi: l’intelletto. Ancora prima di vedere il proprio obiettivo realizzato cresce in noi il desiderio: una brace ardente capace di donarci, precedendo l’incendio che potrebbe divamparne, un sottile ma continuo appagamento dettato dalla fantasia. Dettagli, particolarità, novità, previsioni, aspettative, aggiustamenti sfrigolano nel camino dei nostri progetti, accompagnando un immaginare che solo lentamente si muoverà verso la piena realizzazione, sempre che piena possa essere. In questa categoria di elementi che si alimentano nell’attesa della loro realizzazione, vi entra a pieno diritto la dimensione sessuale.

L’ esame al microscopio dell’attività sessuale, con l’esclusione degli aspetti che sono il carburante che la infiamma (componenti intellettuali,fantasiose, romantiche, emotive) tolgono al sesso la sua struttura sorprendente, le sue trasformazioni sottili, i suoi elementi afrodisiaci.

 

Anais Nin

Georgia O’Keeffe (1887–1986), Black Iris, 1926, oil on canvas, 91.4 × 75.9 cm (36 × 29 ? in), Alfred Stieglitz Collection, 1969, The Metropolitan Museum of Art, New York. Picture credit: The Metropolitan Museum of Art, New York
Georgia O’Keeffe (1887–1986), Black Iris, 1926, oil on canvas, 91.4 × 75.9 cm (36 × 29 ? in), Alfred Stieglitz Collection, 1969, The Metropolitan Museum of Art, New York. Picture credit: The Metropolitan Museum of Art, New York

Il sesso, dunque, appare come una sfera che per realizzarsi appieno non può prescindere da quel contorno di sfumature che concorrono a definirne i contorni e ad approfondirne alcuni aspetti. Questa dimensione cerebrale è ciò che principalmente partecipa inoltre a separare l’erotico dal pornografico, segnalando quello che, oltre ad essere sessualmente stimolante, appare anche, almeno tendenzialmente, socialmente accettato. Se da una parte la pornografia mette in luce in modo totalmente esplicito e volgare la pratica sessuale, spesso riducendola a un procedimento meccanico e totalmente privo di valore poetico, dall’altra l’erotismo riesce a coinvolgere la realtà immaginativa miscelandola con quella concreta evidenziando possibilità, alternative, stimolando la soggettività di ognuno a trovare la propria via di realizzazione. Potremmo sintetizzare dicendo che la pornografia mostra, mentre l’erotismo suggerisce; se la pornografia non può che ridursi in se stessa, l’erotismo si rinnova ogni volta che se ne viene in contatto.

Soprattutto quest’ultimo aspetto sembra connettere la dimensione erotica con quella artistica sotto la comune capacità di modificarsi nello spazio, nel tempo e ancora di più negli occhi della soggettività di chi guarda. Dal connubio tra arte e eros si sviluppa così un filone artistico trasversale, scisso da qualsiasi epoca e movimento, in grado di declinarsi in migliaia di soluzioni differenti, ma ugualmente evocative. Sono così diversi gli artisti che nella storia dell’arte si sono cimentati nel tentativo di lasciare emergere dalle loro opere un sentimento erotico evocativo, celato in un tessuto simbolico complesso, il più delle volte non esplicito, ma più spesso celato e allusivo. L’erotismo si muove nelle ombre che Man Ray lascia sui corpi chiari delle sue modelle, nelle contorte rappresentazioni sessuali di Dalì, nei controversi ritratti di Balthus e nei nervosi confini delle donne di Schiele.

Helmut Newton, Crocodile eating ballerina
Helmut Newton, Crocodile eating ballerina

L’erotismo è un atto mentale, con una forte componente psicologica ed emotiva, che interessa i sensi, prepara e precede quello fisico. Condivide con l’arte la riflessione sulla forma e la ricerca del bello, indugia sugli aspetti liminari, forse marginali, ma che nel loro insieme partecipano in modo fondamentale a rendere la dimensione sessuale realmente affascinante. L’arte erotica lavora sull’intelletto, apre porte, stimola la fantasia, non ricerca una soddisfazione immediata ma scava nell’inconscio alla ricerca di nuovi desideri e nuove narrazioni. Ci spinge a domandarci come alcune immagini sono allo stesso tempo attraenti e respingenti – come spesso accade nelle fotografie di Helmut Newton – o cosa possa aver spinto Luigi d’Orleans a mostrare la sua amante ad un altro uomo in un’opera di Eugène Delacroix.

Anche una rappresentazione piuttosto esplicita come quella di Picasso in Entreinte – dove lo stile cubista cela un amplesso completo – occulta la mera corporeità dell’atto cercando di evidenziarne il carattere mutevole, dinamico, trasformativo, imprevedibile, sorprendente. Allo stesso modo un’altra opera celebre sfiora forse la pornografia, ma riesce sottilmente a tenersene fuori. Si tratta de L’origine del mondo di Gustave Courbet, riproduzione estremamente realista di un organo genitale femminile. Nonostante la resa quasi fotografica, tramite il titolo – arcaico, archetipico, mistico – l’artista libera l’immagine dalla sua violenta espressività per liberarne la simbologia generatrice. Rimane comunque un’immagine estrema? Può certamente darsi, tanto che in definitiva il confine tra erotismo e pornografia è tracciato solo dalla soggettività di ognuno. L’irritazione e il fastidio si manifestano a seconda dell’individuo, come allo stesso modo la riflessione erotica si attiva in maniera spesso differente e imprevedibile. Per esempio, siamo sicuri che i Concetto spaziale di Lucio Fontana siano totalmente estranei ad una certa malizia?

Pablo Picasso, Entreinte
Pablo Picasso, Entreinte

L’eros può nascere ovunque. Una mano che indugia languida sulle lenzuola, le lunghe ciglia nere che sbattano lente, il sinuoso percorso di una schiena, un momento di quiete che diventa estasi, l’imprevisto che entra nella quotidianità e si fa mistero, un vestito che all’improvviso sembra troppo corto, un paesaggio che riporta alla prima esperienza della giovinezza: l’erotismo apre le porte all’amore; l’arte può esserne la chiave.

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