Print Friendly and PDF

Tra dubbi sul futuro e nuove iniziative online: il programma della galleria David Zwirner

Doug Wheeler alla David Zwirner Gallery di New York
Doug Wheeler alla David Zwirner Gallery di New York

Per molto tempo la David Zwirner Gallery ha partecipato regolarmente a più di 20 fiere d’arte, in tutto il mondo, ogni anno, vale a dire fino a quando l’attuale situazione sanitaria globale non ha bloccato questi eventi e quasi tutto il resto del mondo dell’arte. Ora la galleria sta sviluppando un nuovo programma per promuovere le proprie opere d’arte – che altrimenti avrebbe esposto in fiera – sul proprio sito Web.

Come parte dei continui sforzi per rafforzare le sue offerte digitali, la galleria si appresta a lanciare due iniziative a metà aprile. La prima, chiamata Studio, consiste in una presentazione a rotazione di nuove opere di artisti rappresentati dalla galleria, a partire da una fotografia che Wolfgang Tillmans ha creato appositamente per il progetto. Le successive puntate di Studio vedranno protagonisti i nuovi lavori di Carol Bove, R. Crumb e Liu Ye.

La seconda iniziativa, Exceptional Works, si concentra sul mercato secondario. Pensato per presentare una grande opera alla volta, prenderà il via con un dipinto di Homage to the Square di Josef Albers del 1959. L’opera avrà un prezzo compreso tra $ 1 milione e $ 2 milioni. A differenza di Studio, che sarà accessibile a chiunque accetti di inviare il proprio indirizzo e-mail, Lavori eccezionali sarà disponibile, solo su invito, esclusivamente per i clienti della galleria esistenti. I prezzi saranno inoltre trasmessi solo su richiesta.

Joseph Albers, Homage to square

Entrambe le iniziative mirano in gran parte a compensare gli effetti del blocco, che ha interrotto una parte critica della catena che compone il mercato dell’arte. In circostanze normali infatti, una serie di opere non sufficientemente grande per realizzare una mostra completa, verrebbero esposti in una fiera d’arte. Quella di Zwirner non è l’unica galleria a provare nuovi approcci allo spazio online in questo momento incerto, anche se è uno dei pochi che può permettersi di proporre contemporaneamente tante nuove e valide iniziative. Questa settimana, Gagosian ha annunciato una nuova serie settimanale chiamata Artist Spotlight, che metterà in evidenza il lavoro di un artista insieme a interviste, consigli sul film, e altri contenuti supplementari. Lo sforzo inizierà con un nuovo assemblaggio di Sarah Sze, che sarebbe dovuto essere oggetto di una mostra alla galleria parigina di Gagosian il mese scorso.

Se questi sforzi avranno successo, potrebbero avere un impatto duraturo sul panorama del mercato dell’arte. Nessuno, Zwirner compreso, intende allontanarsi dalla galleria fisica, luogo storico e rappresentativo, ma dall’altra parte c’è la possibilità (o il rischio) che la corsa al digitale intrapresa in questo periodo possa estendere i suoi effetti anche a lungo termine. Se infatti il canale di vendita online dovesse incontrare il gusto e i ritmi dei collezionisti storici, e magari intercettarne di nuovi, potrebbe prevalere come luogo di vendita anche in futuro.

David Zwirner

Questo potrebbe condurre a due effetti macroscopici che andrebbero a modificare il sistema dell’arte e a intaccare migliaia di lavoratori. Da una parte c’è infatti l’eventualità che, in modo inversamente proporzionale, al crescere della presenza online delle gallerie venga gradualmente meno quella fisica. Non si tratta di mettere in crisi la solidità di grandi eventi come Frieze o Basel, ma forse di assisterà a un dimagrimento della proposta fieristica, che potrebbe soffrire soprattutto nelle zone periferiche del mondo artistico.

Una seconda conseguenza, legata anche alla prima, è che a snellirsi potrebbe essere lo scheletro della stessa galleria. Dalla digitalizzazione dei servizi di proposta e di vendita può infatti seguire un ridimensionamento del ruolo dei collaboratori, forse non più necessari come un tempo, almeno nello stesso numero.

È difficile per me immaginare che l’attrazione che una fiera d’arte ha per me in questo momento sarà la stessa quando ho un business online che fa davvero un buon lavoro portando nuovi clienti in galleria. Penso che probabilmente il mondo delle fiere d’arte andrà rimpicciolendosi

 

David Zwirner a artnet News

Uno spostamento, quello sul web, inevitabile e indispensabile ma che in una prospettiva più lunga potrebbe riservare non solo effetti positivi.

Commenta con Facebook