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L’epopea del Cortegiano. La poliedrica figura di Baldassarre Castiglione in mostra ad Urbino

Raffaello pittore e architetto a Roma Raffaello, Ritratto di Baldassarre Castiglione, 1513 circa. Parigi, Musée du Louvre
Crescentino Grifoni, Autoritratto di Raffaello, 1854

«Mandovi questo libro come un ritratto di pittura della corte d’Urbino, non di mano di Raphaello o Michel’Angelo, ma di pittor ignobile e che solamente sappia tirare le linee principali, senza adornar la verità de vaghi colori o far parer per arte di prospettiva quello che non è» (Baldassarre Castiglione, Il libro del Cortegiano, 1528).

“Baldassarre Castiglione e Raffaello. Volti e momenti della vita di corte” (19 luglio – 1 novembre 2020, a cura di Vittorio Sgarbi e Elisabetta Soletti) è l’esposizione che dà avvio all’articolato programma delle celebrazioni raffaellesche nelle Marche e che vede protagonista la città di Urbino (PU). La volontà della mostra è quella di promuovere un progetto che possa restituire alla corte ducale l’antico splendore e la centralità riconosciutale dai contemporanei, rileggendone la storia attraverso uno dei suoi protagonisti, Baldassarre Castiglione.

Figura poliedrica ed influente sia in ambito politico che culturale presso le corti cinquecentesche, la figura di Castiglione si intreccia con le vicende storiche internazionali e con quelle degli autorevoli maestri con cui ha intrattenuto rapporti d’amicizia fra cui intellettuali, studiosi, artisti (primo fra tutti Raffaello), letterati. Attraverso gli scritti di Baldassarre Castiglione, fra cui il libro del Cortegiano (1513-24), modello ideale dei valori della civiltà rinascimentale delle corti e le Lettere in cui descrive la raffinata società del tempo, Castiglione ci offre uno spaccato preciso della vita di corte urbinate che gravita attorno a Raffaello, fatta di spettacoli teatrali e musica, di cerimonie e feste, ma anche di erudizione e collezionismo.

Raymond Balze, Ritratto di Baldassarre Castiglione (da Raffaello), seconda metà del XIX secolo

Il percorso presso le Sale del Castellare di Palazzo Ducale prende avvio dai celebri ritratti di Pedro Berruguete (Paredes de Nava 1450 – Avila 1504), Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore 1490 – Venezia 1576), Bernardino Campi (Cremona 1522 – Reggio Emilia 1591), Raymond Balze (Roma 1818 – Parigi 1909) e prosegue con abiti di corte, armi, manoscritti e opere collezionate dallo stesso Castiglione.

Fra i vari manufatti troviamo la lettera a papa Leone X (1519), un manoscritto cartaceo di assoluta eccezionalità. È l’abbozzo, non datato, di un testo destinato alla pubblicazione, mediante il quale Raffaello Sanzio si rivolge al pontefice accompagnando una pianta della Roma antica con i rilievi dei principali monumenti archeologici. Fin dai primi anni della permanenza presso Roma, a partire dal 1508 circa, l’artista aveva intrapreso un’appassionata ricerca dei ruderi antichi. Raffaello si riprometteva di realizzare i rilievi in pianta, prospetto e sezione dei principali siti archeologici della Roma classica, suggerendo anche la metodologia scientifica per realizzare i disegni secondo proporzioni architettoniche. La lettera si presenta infatti come un breve trattato scientifico sul rilievo architettonico e sulla sua resa grafica, frutto degli studi che Raffaello stava conducendo sul testo di Vitruvio. Il documento, scritto da Castiglione, è rimasto custodito per secoli tra le sue carte domestiche e solo successivamente i disegni sono stati attribuiti a Raffaello e non più al letterato.

Ricostruzione ispirata all’abito del Ritratto della beata Beatrice II d’Este (con le fattezze di Lucrezia Borgia) di Bartolomeo Veneto (1510 circa, South Bend, Snite Museum of Art, University of Notre Dame)

La scena del Cortegiano è incorniciata dalle figure di Federico da Montefeltro e dei suoi successori: Guidubaldo e la moglie Elisabetta Gonzaga, Francesco Maria della Rovere e la moglie Eleonora Gonzaga. Il libro infatti si apre con l’elogio di Federico da Montefeltro (1422-1482), una delle personalità più illustri e significative del Rinascimento. Nel dipinto attribuito a Pedro Berruguete, capolavoro della ritrattistica rinascimentale, Federico da Montefeltro è accompagnato dal piccolo Guidobaldo, abbigliato con una veste carica di pietre preziose e con in mano il “bastone del comando”, chiaro riferimento alla sua futura eredità dinastica.

La nobiltà rappresenta una qualità importante del cortegiano, poiché regola il comportamento del gentiluomo, che deve restare fedele alla propria tradizione familiare. Pertanto la difesa della nobiltà di sangue contro l’emergere di nuovi ceti si traduce nell’elogio dell’arte militare. Ecco dunque in mostra le scintillanti armature a cui fanno da contraltare gli abiti da cerimonia, testimoni raffinati della vita di corte, che con i suoi rituali mondani, esigeva in ogni occasione molta cura e raffinatezza nel vestire. L’arte della guerra come anche l’eleganza e la grazia nell’abbigliamento sono prescritte nel Cortegiano. Inoltre l’intensa attività diplomatica documentata dalle Lettere mette in contatto Castiglione con papi e cardinali, nobili e ministri, protagonisti dell’instabile e cangiante mosaico delle alleanze tra gli stati italiani nei primi decenni del Cinquecento.

Raffaello e Baldassarre Castiglione, Lettera a papa Leone X

Il progetto, promosso dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni dei cinquecento anni dalla morte di Raffaello, dalla Regione Marche e dal Comune di Urbino ed attuato in stretta collaborazione anche con la Galleria Nazionale delle Marche – Palazzo Ducale, intende porre la personalità intellettuale del Castiglione al centro di un dibattito culturale ed artistico che trae ispirazione dai suoi scritti.

Informazioni utili:

Orari / Opening Hours
Luglio e agosto: tutti i giorni, 10 – 19
July and August: every day, 10 am – 7 pm
Settembre, ottobre, novembre: da martedì a domenica 10 – 18 / lunedì 10 – 14
September, October, November: from Tuesday to Sunday, from 10 am – 6 pm / Monday, 10 am – 2 pm.

Informazioni / Information
Info Point IAT
+39 0722 378.205 +39 0722 2613
info@vieniaurbino.it iat.urbino@regione.marche.it

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