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È morto Philippe Daverio. Il popolare giornalista scompare a Milano a 70 anni

Daverio è morto questa notte all’Istituto dei Tumori di Milano. Raggiunse grande popolarità con la serie di programmi d’arte e cultura Passepartout su Rai 3

Lo ha reso noto la regista e direttrice del Franco Parenti Andree Ruth Shammah con un post lapidario su Facebook : “Philippe Daverio non c’è più”

Philippe Daverio non c’è più.

Pubblicato da Andrée Ruth Shammah su Martedì 1 settembre 2020

Docente e saggista, storico dell’arte, politico e personaggio televisivo italiano aveva 70 anni. Era nato a Mulhouse, in Alsazia, il 17 ottobre 1949 da padre italiano, Napoleone Daverio, e da madre alsaziana, Aurelia Hauss. Era il quarto di sei figli.

Nel 1975 ha aperto la galleria che portava il suo nome “Galleria Philippe Daverio”, in via Monte Napoleone 6 a Milano, dove si occupava prevalentemente di movimenti d’avanguardia della prima metà del Novecento. Nel 1986 viene aperta a New York la “Philippe Daverio Gallery” rivolta all’arte del XX secolo. Nel 1989 apre a Milano in corso Italia 49 una seconda galleria di arte contemporanea. Specializzato in arte italiana del XX secolo, ha dedicato i suoi studi al rilancio internazionale del Novecento.

Come gallerista ed editore ha allestito molte mostre e pubblicato una cinquantina di titoli, tra cui il “Catalogo ragionato dell’opera di Giorgio De Chirico fra il 1924 e il 1929” e il “Catalogo generale e ragionato dell’opera di Gino Severini”.

Il critico d’arte Philippe Daverio durante la preview della mostra multimediale “Van Gogh Alive-The Experience” nella ex chiesa di San Mattia a Bologna, 4 maggio 2017. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

È stato nella giunta Formentini del comune di Milano dal 1993 al 1997, dove ricopriva l’incarico di assessore con le deleghe alla Cultura, al Tempo Libero, all’Educazione e alle Relazioni Internazionali. Si è occupato della ricostruzione del Padiglione d’Arte Contemporanea distrutto a seguito dell’esplosione della bomba nel 1993. Nel 1994 con provvedimento della Giunta Comunale si è occupato della ristrutturazione di tutto l’edificio costituente il Palazzo Reale ed il suo adattamento a Museo d’arte contemporanea; nel gennaio 1995 è stata riaperta al pubblico la Sala delle Cariatidi in occasione della mostra di Richard Avedon da lui curata.

Nel 1995 ha realizzato una grande rassegna intitolata “Festival dei Teatri d’Europa” in collaborazione con Giorgio Strehler, insieme di spettacoli in collaborazione con i principali teatri europei.

Tra i suoi programmi televisivi più seguiti Passepartout su Rai 3, programma d’arte e cultura andato in onda dal 2002 al 2012. Ma aveva già iniziato in televisione con in qualità di “inviato speciale” della trasmissione Art’è nel 1999, nel 2000 come autore e conduttore della trasmissione Art.tù.

Ha collaborato con riviste e quotidiani come Corriere della Sera, Il Sole 24Ore, Avvenire, Giornale dell’Arte, National Geographic, Touring Club, Vogue, L’Architetto, e QN Quotidiano Nazionale, era il direttore del periodico Art e Dossier e consulente per la casa editrice Skira.

Nel 2011 ha pubblicato per Rizzoli Il museo immaginato, nel 2012 Il secolo lungo della modernità, nel 2013 Guardar lontano veder vicino e a fine 2014 Il secolo spezzato delle avanguardie, nel 2015 i volumi La buona strada, L’arte in tavola e Il gioco della pittura.

www.philippedaverio.it

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