Dettagli, riverberi e trasparenze: Natura Morta di Alexandre-Francois Desportes, 1730 ca
La meraviglia del dettaglio. La capacità dell’opera d’arte di affrancarci, elevarci, dalla realtà del quotidiano attraverso (anche) un ricciolo infinito di limone, la grazia di una clavicola, la danza attesa sospesa delle dita tra le dita, la pelle di latte di perla di un seno, il riverbero liquido metallico di un piatto, una piega, una brocca, un cielo. L’epifania di uno zic colto in una posa, nel gesto, in un frame, nel frammento. Abbiamo raccolto una cinquantina di momenti ritagliati dai quadri della più bella fiera d’arte del mondo, il TEFAF di Maastricht -svoltasi eccezionalmente lo scorso giugno post Covid- per tracciare una narrazione di immagini rubate dall’epidermide delle tele in macro zoom. Microcosmi saturi di valenze estetiche e velleità simboliche. Voci di rimandi, ricordi, riconciliazioni, trasfigurati in punta d’olio o in intagli di tempera su tavola, tela, marmo, diaspro, agata, alabastro, ametista, ardesia, granito, onice, rame, lapislazzulo. Con le mille relative striature, sfumature, screziature, temperature di senso che la materia e la trama minerale dell’opera rivelano, riecheggiano, ricordano. Nella nostra testa, sopra le nostre teste.
Senza alcuna pretesa e meno che mai ambizione, proviamo così a leggere la fiera sotto una chiave differente, capovolgendone la natura di per sé commerciale -TEFAF è l’emblema e il trionfo della compravendita ai più alti livelli- attraverso un sentiero mediato dall’azione libera e fluida delle proprie affezioni, aderenze, esperienze, associazioni. Un modo per architettare i propri incastri concedendosi ai propri incanti. Combinando costellazioni e relazioni, tracciando possibili latenti interpretazioni. Partendo proprio da lì, in fondo, da un angolo, un incavo di bellezza, dal particolare, il dettaglio. Dove abita Dio, in qualsiasi accezione lo si pensi, consideri, ragioni. Dove questo, Dio, risiede, perenne, si accende, e respira rifulge una qualche forma di luce nelle sensibilità cangianti e polisemiche dell’osservatore. Guardandolo e rimirandolo. Quello zic nel quale si concilia il guizzo di genio, la mano intelligente, la foresta delle corrispondenze, il brano che accorda mondi simultaneamente. Quel quid che risolve il reale da una prospettiva altra, una percezione altra, che contempera la densa ambivalenza dell’allegoria e della metafora. L’intarsio estetico non fine a se stesso ma saturo di segni, simboli, simulacri e significati che vibrano nell’universo umano. Lembi di senso, amati nell’aria dell’aura di un quadro. Nei suoi brividi a pelle.
Dettaglio da Herodiade di Juana Romani, 1980Abraham Mignon, Natura Morta, 1670Allegoria della Generosità di Francesco Furini, prima metà del SeicentoHubert Van Ravesteyn, Natura Morta, 1670Allegoria della Vita di Cagnacci, prima metà del SeicentoNatura morta di David Teniers Il giovane, 1635L’Architetto di Jacopo de’ Barbari, inizio CinquecentoSeverini, Natura Morta, 1919Ametista, agata, diaspro, cristallo di rocca, calcedonia: Giovanni Castrucci, Veduta di Praga in pietre dure, SeicentoJacques Barraband, Studio di un tacchino, 1795-98Sant’Agata di Giovanni Ricca (con monogramma sulla lama), 1634Maerten Boelema De Stomme, Natura Morta, metà del SeicentoDavi Teniers Il giovane, Le tentazioni di Sant’Antonio, fine SeicentoDavi Teniers Il giovane, Le tentazioni di Sant’Antonio, fine SeicentoGiovane donna di Schiele, 1915Ritratto di Lady Nanne Schreader di Boldini, 1903Diana di Ferdinand Keller, 1906Agata, lapislazzuli, alabastri, breccia, semesanto, broccatello. Tavolo di pietre dure della Famiglia Alessandri, 1600 circaNatura Morta di David Rijckaert il Giovane, SeicentoGiove e Io, Jean Baptiste Marie Pierre, 1750 caAlabastro: Francesco Vanni, Storie di Cristo, fine CinquecentoAlabastro: Francesco Vanni, Storie di Cristo, fine CinquecentoDettaglio dell’olio su lapislazzulo dell’Annunciazione di Giovanni di San Giovanni, 1600-1620Ardesia: Odoardo Perini, Il ratto di Prosperpina, SettecentoJacques Dumont, Allegoria dell’Abbondanza, 1731Jacques Dumont, Allegoria dell’Abbondanza, 1731Natura Morta di Fede Galizia, 1630Giuseppe Vermiglio, Matrimonio mistico di Santa CaterinaNatura Morta di Panfilo Nuvolone, 1620Abraham Mignon, Natura Morta, 1670Christoffel Pierson, Natura Morta con strumenti di falconeria, fine SeicentoCornelis Biltius, Natura Morta, fine SeicentoOlio su rame: L’ultimo cavaliere dell’Apocalisse, Jacob Van Swanenburgh, SeicentoLuca Giordano, Maddalena Penitente, 1660Olio su marmo: Vanità di Jacques Stella, prima metà SeicentoBrueghel il Vecchio, Orfeo, Plutone e Proserpina, 1594Brueghel il Vecchio, Orfeo, Plutone e Proserpina, 1594Manoscritti: Bottega di Colin D’Amiens, San Michele uccide il Diavolo, 1460-1470Veduta di Pietre dure, Firenze, tardo SettecentoPaesaggio con figure su Paesina, Firenze, SeicentoJan Lievens, Uomo anziano, 1629Alabastro: Antonio Tempesta, La riconciliazione di Giacobbe e Esau, fine CinquecentoHeinrich Dreber, Strati di rocce a Olevano, 1847 caCezanne, Alberi e rocce, 1895 caSanta Cecilia di Bernardo Cavallino, SeicentoArdesia: Rifiuto di San Pietro, Salvator Rosa, SeicentoArdesia: Rifiuto di San Pietro, Salvator Rosa, SeicentoNatura Morta di Cornelis Lelienbergh, 1659Michele Tosini, Ritratto di giovane donna, 1550
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