Print Friendly and PDF

“Ai bagni di Viareggio”. Un dipinto riscoperto di Vincenzo Cabianca all’asta da Sotheby’s a luglio

Vincenzo Cabianca Verona 1827–1902 Rome Ai bagni di Viareggio (On the beach at Viareggio) signed and dated lower left: V Cabianca fecit / 1866; stamped lower right: 169; label lower right: 428 oil on canvas 103.2 x 168.3 cm.; 40¾ x 66¼ in. Estimate 800,000 – 1,200,000 GBP

“Ai bagni di Viareggio” di Vincenzo Cabianca riappare per la prima volta dopo 150 anni e andrà in asta da Sotheby’s a Londra a una stima di 800.000-1,2 milioni di sterline

È rimasto nella stessa collezione di famiglia per tre generazioni. L’opera non è stata né esposta né pubblicata dal suo debutto nell’aprile del 1866, quando fu presentata in una mostra a Torino per la considerevole cifra di 1800 lire. «”Ai bagni di Viareggio” ha ottenuto la stima più alta mai attribuita a un’opera di Cabianca ed è la tela più grande che l’artista italiano del XIX secolo abbia mai dipinto; è la più grande e ambiziosa composizione di Cabianca che sia stata immessa sul mercato nell’ultimo secolo» assicurano da Sotheby’s.

Il dipinto, che racchiude un momento di grande modernità, un ponte tra la pittura realista e quella impressionista, tra l’Italia e la Francia, è stato acquistato dal nonno dell’attuale proprietario, probabilmente in Italia, prima di essere tramandato per successione alla famiglia. Proveniente da una collezione privata americana, sarà messo all’asta nella Evening Sale di Old Masters and 19th Century Paintings di Sotheby’s a Londra il 5 luglio 2023, con una stima di 800.000-1.200.000 sterline.

Nel dipinto, tre giovani donne girano intorno a un pescatore e a un venditore locale, che porta un grande cesto pieno di prodotti freschi da vendere ai turisti in visita. Sullo sfondo sono visibili i famosi bagni marini di Viareggio, inaugurati nel 1853 e ritenuti benefici per la salute. I visitatori di questi stabilimenti balneari indossavano abiti e accessori all’ultima moda, che Cabianca si preoccupò di descrivere con minuzia nella sua monumentale composizione. Gli spogliatoi, come quello visibile sullo sfondo a destra dietro la figura che tiene in equilibrio un cesto di asciugamani sulla testa, offrivano ai frequentatori della spiaggia un luogo privato per cambiarsi e indossare la tenuta da bagno.

L’opera viene realizzata un anno dopo il viaggio di nozze dell’arista che il 2 settembre 1865 sposa Adelaide Lachi, maestra elementare a Parma. La coppia va in luna di miele sulla costa toscana e visita Viareggio, emergente città balneare sul Mar Tirreno, dove Cabianca trascorre le estati a dipingere e dove nel 1866 realizza questa monumentale rappresentazione di persone radunate sulla grande spiaggia della Versilia.

«Questo potente dipinto è moderno e radicale sia dal punto di vista concettuale che compositivo – commenta Claude Piening (Senior International Specialist, European Paintings) – Il dipinto simboleggia l’incontro tra il vecchio e il nuovo, tra le antiche comunità di pescatori toscani e i nuovi turisti borghesi ricchi e alla moda. Simboleggia brillantemente la Nuova Italia, sulla scia dell’Unità d’Italia, in cui il vecchio ordine lascia il posto al nuovo. Era dai tempi de L’Alzaia di Telemaco Signorini, venduto da Sotheby’s nel 2003, che non trattavamo un capolavoro macchiaiolo così monumentale».

Nato a Verona nel 1827, Vincenzo Cabianca è stato uno dei massimi pittori macchiaioli, un gruppo di artisti attivi in tutta la Toscana nella seconda metà dell’Ottocento che, prima degli impressionisti francesi, si discostarono dalle convenzioni accademiche per celebrare soggetti tratti dalla vita quotidiana, spesso dipinge all’aperto per catturare gli effetti fugaci di luce e colore. Quasi un decennio prima della prima mostra impressionista di Parigi del 1874, questo monumentale dipinto macchiaiolo anticipa il soggetto e lo stile plein air delle scene di spiaggia di artisti come Eugène Boudin, Frédéric Bazille, Claude Monet e Édouard Manet.

I Macchiaioli, dal termine italiano macchia, si ispirano ai pittori realisti francesi della scuola di Barbizon, tra cui J.- B.-C. Corot e Gustave Courbet, proprio come gli impressionisti, con i quali avrebbero condiviso le affinità stilistiche.

Gli anni Sessanta dell’Ottocento si rivelano un decennio cruciale per Cabianca, che stringe importanti amicizie con i colleghi Telemaco Signorini e Giuseppe Abbati; i loro viaggi nelle località balneari della Toscana culmineranno in nuovi e audaci esperimenti con il colore, la tecnica e la composizione.

www.sothebys.com

Commenta con Facebook