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Il Museo MAAT. Un’astronave organica atterrata a Lisbona

Una veduta del Museo MAAT con la Torre di Belem, a Lisbona Una veduta del Museo MAAT con la Torre di Belem, a Lisbona
Una veduta del Museo MAAT con la Torre di Belem, a Lisbona
Una veduta del Museo MAAT con la Torre di Belem, a Lisbona

Inaugurato nel 2016, il Museo di Arte, Architettura e Tecnologia fornisce a Lisbona un iconico simbolo identitario fra arte e scienza

Ci sono città che affidano il proprio immaginario visivo ad architetture contemporanee. Bilbao, con l’avveniristico Guggenheim Museum, ne è l’esempio più fulgido. E qualcosa di simile si potrebbe dire di Dubai, con il portentoso Burj Khalifa. Ce ne sono altre dall’identità più forte, ma comunque fortemente segnate da costruzioni e strutture iconiche. Qual è il simbolo più ricorrente per evocare Parigi, se non la Tour d’Eiffel? Quante volte vi capita di veder menzionata Bruxelles con l’immagine dell’Atomium? A quest’ultime si affiancherà presto Lisbona, con lo straordinario Museo di Arte, Architettura e Tecnologia (MAAT).

 

Una veduta del Museo MAAT, a Lisbona
Una veduta del Museo MAAT, a Lisbona

Si affiancherà, al futuro, visto che è stato inaugurato soltanto 7 anni fa, in occasione della Triennale di Architettura di Lisbona del 2016. Un tempo non sufficiente perché possa aver guadagnato una popolarità diffusa. Eppure le premesse perché arrivi a connotare simbolicamente la capitale portoghese ci sono tutte. A cominciare dalla posizione, che lo vede incastonato lungo il fiume Tago fra due luoghi del cuore come la Torre di Belem e il Ponte 25 de Abril. Elemento nodale di un più ampio progetto di rivitalizzazione del waterfront urbano.

Forme sinuose

Uno dei nuovi musei più lirici d’Europa“, qualcuno lo ha definito. E lirico è l’aggettivo perfetto, per le forme sinuose, quasi organiche, impresse al complesso dall’architetto britannico Amanda Levete. Un progetto ambizioso che qualcuno potrebbe definire azzardato, che raccorda magistralmente il nuovo edificio con la Centrale Elettrica Tejo, uno dei migliori esempi nazionali di architettura industriale della prima metà del XX secolo. Forme fluide e spettacolari vetrate affacciate sul fiume, con un caratteristico rivestimento creato da 15mila elementi ceramici bianchi, che rievocano la tradizione delle azulejos portoghesi.

 

Il ponte 25 de Abril visto dal Museo MAAT, a Lisbona
Il ponte 25 de Abril visto dal Museo MAAT, a Lisbona

Lo specifico di questa sorta di astronave planata sulla passeggiata più rilassante di Lisbona è l’intersezione tra arte e tecnologia. Nel DNA, del resto, c’è il sostegno e la raccolta d’arte della Fondazione EDP, ramo del gigante energetico del Paese. Costante è quindi – nelle mostre e nei diversi progetti anche educativi – l’intreccio fra arte, design, architettura, scienza e tecnologia. Con esposizioni che spesso si intersecano con l’architettura dell’edificio stesso, creando uno stimolante dialogo.

 

Un'installazione di Luisa Cunha in mostra al MAAT
Un’installazione di Luisa Cunha in mostra al MAAT

Percezione e comunicazione

Dialogo che caratterizza la grande mostra dedicata a Luisa Cunha, la prima retrospettiva dell’artista premiata nel 2021 con l’EDP Foundation Art Grand Prize. L’esposizione, curata da Isabel Carlos e visibile fino al 28 agosto, copre l’arco temporale dal 1992 al 2022 e tutti i media con cui la Cunha ha lavorato. Dal suono alla fotografia, passando per il video, il disegno e la scultura. “Le questioni della percezione e della comunicazione vengono problematizzate attraverso l’ascolto, l’osservazione e l’attenzione a semplici azioni della vita quotidiana”, ha osservato la curatrice. ”Pur sfociando in messaggi apparentemente gratuiti, spostano lo spettatore in un altro tempo e spazio, creando una molteplicità di interpretazioni ed emozioni”.

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