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“Hortus Conclusus Memoria Biodiversità Migrazione”: Serghey Kishchenko ai Magazzini del Sale

Serghey Kishchenko, Vavilov, photo-mosaic
“Hortus Conclusus Memoria Biodiversità Migrazione”, ovvero la scelta necessaria verso se stessi e la propria nazione, secondo l’artista russo Serghey Kishchenko

Serghey Kishchenko è scappato dalla sua patria la Russia, quando ha capito che lui artista per le sue idee e per le sue caratteristiche umane con la sua grande cultura e conoscenza della storia del suo paese, non sarebbe stato più ben accetto nella amata patria.

Così è migrato in Italia e adesso è un rifugiato politico, ma non ha smesso di fare arte, anzi l’essere fuggito gli ha dato ancora più forza ed energia per mandare avanti un progetto di ricerca che da ormai dieci anni stava realizzando. “Hortus Conclusus Memoria Biodiversità Migrazione” è la prima personale dell’artista russo in Italia ai Magazzini del Sale 3 a Venezia che potrete visitare fino al 14 ottobre 2023 ed è una personale che racconta attraverso fotografie, installazioni e video diversi mondi che riguardano esempi storici di figure o comunità che hanno dovuto fare una scelta verso se stessi e la propria nazione. Pensare che la memoria, le migrazioni e la natura possano essere in una qualche maniera collegate tra loro e che diventino parte integrante di un progetto più ampio a livello di ricerca artistica, ci porta ad una certa analisi del mondo davvero impegnativa e sottile.

La mostra in gran parte è costruita sulla figura dell’agronomo, botanico e genetista vegetale russo, Nikolaj Ivanovič Vavilov (1887-1943), che come ci insegna la storia è stato uno degli scienziati più attivo in tema biodiversità che per anni ha riscritto la storia di luoghi fino ad allora non studiati o conosciuti da essere umano, una figura importante per l’umanità; la mostra è un percorso espositivo che richiama non solo gli aspetti tragici della vicenda di Vavilov, scienziato di livello assoluto che diventa nemico del regime sotto Stalin, ma narratore anche della più complessa tematica delle migrazioni provocate dalla penuria alimentare e dalle guerre. Non perdete l’occasione di vedere con attenzione il giacinto dei migranti, la serie dei Recipe book – Erbari di piante, la serie Pane quotidiano e l’installazione audio del lamento della gente.

In tutte le opere in mostra si possono percepire il dolore, la paura, la rassegnazione, talvolta diversi stati di emozioni ma che portano il visitatore ad avere un idea di come un rifugiato, un migrante si possa sentire nell’abbandonare la propria nazione anche utilizzando storie simili alla propria per raccontare il proprio stato emotivo.

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