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Lo Schiaccianoci di Luciano Cannito porta il Natale a Genova

ph. Massimiliano Pappa
ph. Massimiliano Pappa

Lo Schiaccianoci è considerato la fiaba di Natale per antonomasia. A ispirare lo scenario fu un racconto di E.T.A. Hoffman, Schiaccianoci e il re dei topi (1816), riscritto da Alexandre Dumas padre nel 1844 in toni più vicini alla favola romantica, meno cruenti rispetto all’originale e adattati in forma di libretto da Marius Petipa sulla nota musica di Čajkovskij. Malgrado la prima rappresentazione non riscosse un gran favore di pubblico, in seguito la combinazione d’incantevoli coreografie e trame fiabesche hanno reso Lo Schiaccianoci uno dei più amati balletti di tutti i tempi.

Luciano Cannito, coreografo di successo, che vanta alle spalle la Direzione artistica del Balletto di Napoli, del Balletto di Roma, del Teatro San Carlo di Napoli (dal 1998 al 2202), del Teatro Massimo di Palermo (2005-2013), dal 2019 è direttore artistico di “Roma City Ballet Company” – “Roma City Musical” e dell’accademia internazionale di arti performative “Art Village” a Roma. Ed è proprio con Roma City Ballet Company che mercoledì 6 dicembre ha portato in scena al Politeama Genovese “Lo Schiaccianoci”, produzione basata sulla versione originale di Marius Petipa.

Pur mantenendo la fedeltà al racconto di Hoffman, Cannito ha voluto dare una lettura più onirica alla storia puntando su una sua visione del personaggio chiave, Drosselmeyer: “La figura di Drosselmeyer, di solito alquanto nebulosa e in qualche modo inquietante, è qui rappresentata come un elegante personaggio dalle magiche proprietà; una specie di angelo custode di hollywoodiana memoria, per intenderci.- ha detto il coreografo- Tutta la storia del balletto si muoverà intorno a un atto di generosità e purezza infantile che la piccola Clara avrà nei confronti di un vecchio mendicante infreddolito, ignorato da tutti durante la notte di Natale, al quale vorrà donare un piccolo dono di Natale. Per sdebitarsi, il mendicante, che in realtà è l’elegantissimo e magico Drosselmeyer, regalerà a Clara una notte in cui poter vivere come reali i propri sogni”.

Ad interpretare Drosselmeyer nella versione di Cannito è il primo ballerino del Teatro dell’Opera di Roma, Manuel Paruccini che nella sua carriera ha eseguito numerosissimi ruoli importanti sotto la guida di coreografi come Giuseppe Carbone, Amedeo Amodio, Carla Fracci, Luc Bouy, Roland Petit, Bejart, MacMillian. Paruccini qui è abilissimo a livello attoriale, infatti tira fuori tutte le sue arti seduttive che con facilità incanteranno la giovane Clara che ingenuamente sarà risucchiata nel vortice della magia e dell’innamoramento fino a quel momento sconosciuto. Sarà il dono di un apparentemente innocuo schiaccianoci a farle conoscere l’amore quando il ”giocattolo” si trasformerà in un giovane in carne ed ossa.La storia si sviluppa attraverso la scenografia curata da Italo Grassi attorno alla quale si integrano le figure di fate e principesse fino alla chiusura del primo atto con il Valzer dei Fiocchi di neve. Il secondo atto, il più noto al pubblico per le celebri musiche, è un vero e proprio divertissement che si sviluppa attorno a tutti i cortigiani che si esibiscono in una serie di danze folcloristiche e che culmina alla fine con il Valzer dei fiori.

ph. Massimiliano Pappa

Il corpo di ballo della compagnia è formato da giovani che provengono da diverse formazioni e contesti professionali  differenti. Non tutti sono allo stesso livello tecnico e questo purtroppo salta agli occhi di uno spettatore accorto, c’è ancora molta fragilità nelle gambe di alcuni di loro, ma ci sono anche molti talenti tra cui si è notato senz’altro quello di Yuri Mastrangeli, un ragazzo di 27 anni che ha lavorato sia in Russia che all’Opera di Roma. Dotato di ottima tecnica è stato facile apprezzarlo da subito nella Danza delle Bambole Meccaniche del I atto e anche in seguito. Certamente la punta di diamante dello spettacolo è la coppia Iana Salenko e Dinu Tamazlacaru, primi ballerini dello Staatsballett di Berlino, che rivestono rispettivamente i ruoli della Fata Confetto e del Principe. Impeccabili ambedue nel  famoso Pas de deux, uno dei brani più difficili del repertorio della danza classica, che mette a dura prova la tecnica degli esecutori.

ph. Massimiliano Pappa

Lo Schiaccianoci di Cannito è stato creato per il Teatro Massimo di Palermo e poi ripreso al Teatro San Carlo di Napoli, oggi è in tournée nei principali teatri italiani.

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