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L’eterno in divenire. Roberto Rocchi all’ADI Design Museum di Milano

Roberto Rocchi, Rosso sospeso, marmo, led, 2020 Roberto Rocchi, Rosso sospeso, marmo, led, 2020
Roberto Rocchi, Rosso sospeso, marmo, led, 2020
Roberto Rocchi, Rosso sospeso, marmo, led, 2020

In mostra 14 sculture di Rocchi nelle quali il marmo statuario di Carrara e quello di Thassos si uniscono con ferro, acciaio, resine e led colorati

Lo spazio è carico di un articolato vissuto, utilizzato dagli anni ’30 come deposito di tram a cavallo, poi come impianto di distribuzione di energia elettrica. E aperto a spazio museale nel maggio del 2021. Parliamo dell’ADI Design Museum di Milano, creato per esporre la collezione storica del premio Compasso d’Oro. Il celebre premio nato nel 1954 da un’idea di Giò Ponti per valorizzare la qualità del design made in Italy. È qui che fino al 13 febbraio va in scena la mostra L’eterno in divenire, che presenta 14 sculture dell’artista Roberto Rocchi. Curata da Paolo Asti con un testo critico di Angelo Crespi, la personale documenta gli ultimi dieci anni di lavoro dell’artista. Con diverse opere appositamente realizzate per la mostra.

 

Roberto Rocchi, Materia, 2022, marmo, led, resina
Roberto Rocchi, Materia, 2022, marmo, led, resina

Pesantezza e leggerezza

Per Rocchi il marmo, ridotto a foglio, assume il sapore del tessuto in cui, grazie all’uso sapiente della luce, crea la sua tavolozza di colori”, scrive il curatore Paolo Asti. “Dando così contemporaneità a quell’essere, fatto di luce che, ancora una volta, nel divenire, ci conduce all’eterno”. Ne sono esempi l’opera Materia, in cui lo scultore toscano intreccia abilmente marmo, resina e led. O altre – Dialogo, Pentagono con quadrato, Rosso sospeso – in cui il marmo statuario di Carrara e quello di Thassos si uniscono, nella ricerca di Rocchi, con ferro, acciaio, resine e led colorati. “La partita che si gioca non è solo quella del contrasto buio/chiaro, semmai la più sfidante è quella tra pesantezza e leggerezza”, scrive nel suo testo critico Angelo Crespi. “Tra superficie levigata e terrosa, tra movimento e stasi, in cerca del perfetto equilibrio da cui traluce la bellezza”.

 

Roberto Rocchi, Paesaggio, 2019, marmo, led
Roberto Rocchi, Paesaggio, 2019, marmo, led

Nato nel 1962 a Verbania, Rocchi si forma nella città di Carrara dove frequenta l’Accademia di Belle Arti. Attualmente docente di Scultura presso l ‘Accademia di Belle Arti di Carrara, ha insegnato nelle Accademie di Napoli, Bologna e Milano. Dove è stato Direttore della Scuola di Scultura nel periodo 2016 / 2019. Oltre alle diverse esposizioni in Italia e all’estero, ha vinto nel 1986 il premio per Giovani Artisti Italiani dell’Università Internazionale dell’Arte UIA di Firenze. Nel 2012 è stato invitato ad inaugurare con una sua personale il nuovo Museo Het Depot di Wageningem, in Olanda.

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