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Art Paris 2024: la nuova edizione tra tradizione e slancio internazionale

Djamel Tatah, Sans titre (Inv. 21006), 2021, Galerie Poggi Djamel Tatah, Sans titre (Inv. 21006), 2021, Galerie Poggi
Djamel Tatah, Sans titre (Inv. 21006), 2021, Galerie Poggi
Djamel Tatah, Sans titre (Inv. 21006), 2021, Galerie Poggi

Art Paris 2024 presenta la sua 26a edizione, in programma al Grand Palais Éphémère di Parigi dal 4 al 7 aprile 2024. 136 gallerie (60% francesi, 40% internazionali) divise in tre sezioni (General Section, Solo Show, Promises) e due percorsi tematici per migliorare l’esperienza di visita.

Nella primavera parigina uno dei fiori profumati rimane sempre Art Paris. L’evento, giunto alla sua 26a edizione, è ormai un classico del calendario fieristico europeo, fissato proprio pochi giorni dopo l’arrivo della stagione che simboleggia la rinascita. Ma della rinascita di Parigi, questa volta intesa in termini di un rinnovato slancio che la città ha preso in campo artistico dopo il rallentamento causa Brexit di Londra,  gode di certo anche la fiera, che quest’anno si presenta più competitiva che mai in campo internazionale.

Sono 136 le gallerie d’arte moderna e contemporanea, provenienti da 25 paesi, che compongono l’edizione 2024. Con un aumento del 30% di nuovi arrivi rispetto al 2023, a spiccare nella lista degli espositori è la larga presenza di diverse gallerie internazionali di prima fascia, tra cui Esther Schipper (Berlino, Parigi), Peter Kilchmann (Zurigo, Parigi), Meessen De Clercq ( Bruxelles), Michel Rein (Parigi, Bruxelles) e Richard Saltoun (Londra, Roma); ma anche il ritorno di Poggi, Frank Elbaz, Continua, Lelong & Co, Almine Rech e Perrotin.

Detto questo, rimane fondante il cuore composto da espositori francesi, che rappresentano il 60% e restituiscono quindi un quadro piuttosto affidabile dell’ecosistema artistico del Paese. Il restante 40%, come detto, è dedicato a una vasta selezione di gallerie internazionali, tra cui citiamo anche Bienvenu Steinberg & J da New York, Circle Art Agency dal Kenya, Etemad dall’Iran e Soho Revue da Londra.

Per le gallerie raccolte nella General Section, Art Paris ha pensato a dei percorsi nel percorso per offrire una soluzione di visita che sia culturale oltre che prettamente commerciale, sempre che una questione debba necessariamente escludere l’altra. Éric de Chassey, direttore dell’Institut National d’Histoire de l’Art (INHA), docente all’École Normale Supérieure de Lyon e curatore della mostra, ha selezionato 21 artisti francesi tra quelli esposti raggruppandoli sotto il tema Fragile Utopias. A focus on the French scene. Art & Craft, invece, è il titolo del focus ideato dal critico d’arte e curatore indipendente Nicolas Trembley. Il percorso tematico, ricavato sempre tra gli artisti delle gallerie, tratta il legame tutt’ora saldo che gli artisti moderni e contemporanei hanno preso intrattengono con il mondo dell’artigianato (ceramica, vetro, arazzo ecc.).

Alla sezione principale, se ne aggiungono due. Promises, il settore incentrato sulle giovani gallerie, nate da meno di sei anni, che dunque fornisce un’analisi dell’arte contemporanea d’avanguardia. Le gallerie partecipanti possono presentare fino a tre artisti emergenti e Art Paris ne finanzia il 45% della quota di partecipazione degli espositori. Quest’anno Promises ospita nove gallerie internazionali: Bim Bam Gallery (Paris), Galerie Felix Frachon (Brussels), Gaep (Bucharest), Galerie Hors-Cadre (Paris), Labs Contemporary Art (Bologna), Maāt Gallery (Paris), Molski gallery (Poznań), She Bam Galerie Laetitia Gorsy (Leipzig), Soho Revue (London).

E infine c’è Solo Show, che raccoglie 17 esposizione monografiche utili ad approfondire il lavoro i artisti moderni, contemporanei o emergenti. Qui la lista dei partecipanti e delle rispettive gallerie:

  • Gilles Barbier (1965) – Huberty & Breyne
  • Leyla Cardenas (1975) – Galerie Dix9 – Hélène Lacharmoise Stijn Cole (1978) – Irene Laub Gallery
  • Fathi Hassan (1957) – Nil Gallery
  • Jean Hélion (1904-1987) – Galerie Patrice Trigano Lucia Hierro (1987) – Fabienne Levy
  • Ellande Jaureguiberry (1985) – Galerie 22,48 m2 Katia Kameli (1973) – 110 Galerie Véronique Rieffel Mohamed Lekleti (1965) – Galerie Valérie Delaunay
  • Jacqueline (1920-2009) et Jean (1913-1992) Lerat – Galerie Capazza Samantha McEwen (1960) – Modesti Perdriolle Gallery
  • Giulia Marchi (1976) – Labs Contemporary Art Jung-Yeon Min (1979) – Galerie Maria Lund
  • Erwin Olaf (1959-2023) – Galerie Rabouan Moussion Pauline Rose Dumas (1996) – Galerie Anne Laure Buffard Ben Walker (1974) – Soho Revue
  • Sophie Zénon (1965) – Galerie XII

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