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Sull’erotismo nessuno è neutrale: Kate Moss e le icone senza tempo di Allen Jones

Alla Galleria d’Arte Maggiore di Bologna è in scena la mostra “Forever Icon”, dedicata al maestro pop britannico Allen Jones (Southampton, 1937). L’esposizione è una significativa opportunità per poter cogliere e comprendere quello che è stata una delle matrici storiche della pop art, già definita nel 1957 da uno dei suoi artefici Richard Hamilton come “popolare, effimera, spiritosa, sexy, giovane, prodotta in serie, capace di creare business…”. La Galleria aveva già collaborato con l’artista nel 1999 e nel 2002 riscuotendo successo di critica e vendite. Ora, per l’occasione, sono in mostra 13 opere tra pittura, scultura e fotografie risalenti a diversi periodi e dunque sperimentazioni diverse, come le opere di figure femminili ‘Ovation’(2010), ‘Back drop ‘(2016-17) e ‘Changing room’ che si contrappongono al loro contraltare maschile ‘Man loosinghis head and hat ‘(1988) e ‘Untitled man’ (1989). Il filo conduttore della mostra è la figura femminile che dal anni 1960s è al centro dell’universo dell’artista e che è evocato tramite tinte forti e forme semplificate.

Queste figure di uomini e donne circondate da maschere, sipari e specchi sono un’allusione al mondo del teatro: le figure si fondono e uomo e donna si confondono. Osservando le sue opere il visitatore, coglie l’attenzione dell’artista posta sul rapporto uomo-donna e il tema dell’ermafroditismo che da sempre lo ha ispirato. Punto focale della mostra è l’opera dedicata Kate Moss già esposta alla Royal Academy di Londra nel 2014. L’iconico scatto fotografico, realizzato nel 2013 in occasione di una mostra dedicata alla modella organizzata da Christie’s, immortala Kate che indossa un’armatura realizzata nel 1974 dall’artista per un film in seguito mai realizzato. Questo scatto è emblema della sua arte: la donna è rappresentata come un oggetto sterile, come un manichino. Il pensiero di un’artista in grado di influenzare mode, tendenze, cinema, la musica e artisti del calibro di Elton John e Kubrick che lo consacreranno come genio.

Allen Jones: Forever Icon” © Maggiore g.a.m. 2024 | Ph. Studio Abbruzzese

Ma chi è Allen Jones? Perché è considerato anticipatore di alcuni delle macro tematiche che caratterizzano il nostro secolo? Per comprendere appieno la mostra ripercorriamo la storia artistica di uno dei maggiori esponenti della Pop Art inglese. Allen Jones si formò all’Hornsey College of Art (1958-59) e in seguito al Royal College of Art (1959-60) insieme a importanti artisti come Peter Philipps. Terminati gli studi fece un road trip nel continente americano che gli consentì di approfondire la nuova estetica pop e assimilare l’universo consumista che stava nascendo. Questo viaggio e in particolare la tappa a Las Vegas dove vide delle slot-machine con forme di pin up saranno il motore di tutta la sua ricerca artistica. L’artista decide quindi di creare un nuovo linguaggio per rappresentare le nuove liberta sessuali con cinismo: attingendo da riviste porno, pubblicità o manifesti. Ricrea una nuova arte figurativa, non più romantica ma ‘tosta’ e in grado di rappresentare una società che stava evolvendo.

Secondo l’artista l’arte figurativa aveva ancora un ruolo centrale d poter svolgere nel panorama, non doveva esaurirsi ma creare un nuovo linguaggio. Jones sperimenta sia pittura rifacendosi a Delaunay e Matisse sia nella scultura con una serie di oggetti come manichini di figure femminili che diventano oggetto d’arredo. I manichini contorcendosi e assumendo diverse posizioni si tramutano in ripiani in cristallo per tavoli, poltroncine e persino appendiabiti. Si tratta di opere che uniscono scultura e arredo in cui centrale è la figura femminile della Pin up, emblema dell’immagine pop. La sua donna oggetto sessualizzata (essendo rappresentata con seno scoperto ecc) e mercificata, (rappresentata come un tavolino una sedia)diventa un prodotto di consumo. Egli riprende il pensiero tipico dell’epoca del consumismo degli anni ‘60: il corpo della donna come richiamo per attrarre il consumatore. Le sue donne oggetto realizzate con materiali di manichini e spesso vestite con abiti veri e parrucche scatenano nell’osservatore feticismo e voyerismo. Allen Jones rappresenta una società malata di sesso dove la donna diventa merce, è spersonalizzata. L’arte di Jones è una esplicita denuncia: proporre la donna come oggetto di consumo per mostrarne la nuova immagine che ne danno i media, consapevole che il pubblico accetta tutto ciò che gli viene proposto. Pittura e scultura si fondono e il corpo femminile viene idealizzato secondo i canoni estetici dei media e pubblicità. La donna è evocata con ossessiva freddezza. L’artista rintraccia o nuovi meccanismi estetici dell’epoca pop e il tema del consumismo in maniera ironica e ‘demistificante’. Le sue pin up sono icone del feticismo, desiderio cristallizzato ma allo stesso tempo’usa e getta’, diventano simbolo dell’effimero e della precarietà tipica dei prodotti di consumo. Allen Jones ha un’innata ironia che si ritrova nelle sue opere e che gli permette di affrontare questioni dell’esistenza umana in maniera non esplicita.

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